Napoli sogna per una notte, ma la Juventus la sveglia all’ora di pranzo

day_afterVince il Napoli che per un giorno aggancia la Juventus al comando, ma i bianconeri rispondono riportandosi a +3. Sconfitte pesanti in trasferta per Lazio (-9) e Inter (-12) che perdono terreno. La lotta scudetto ora sembra davvero ristretta a Juventus e Napoli.

L’aggancio (provvisorio) del Napoli. San Paolo in festa per la vittoria del Napoli a spese del Catania. Si tratta di una serie positiva di 6 partite per la squadra di Mazzarri con ben 5 successi. “Delirio Napoli” e “Napoli Primo” sono solo due dei titoli che hanno festeggiato quello che fin qui è stato il più breve primato della storia del campionato. Appena una notte è durato l’effetto primato per il Napoli perché la Juventus, già all’ora di pranzo, ci ha messo giusto una manciata di minuti per instradare la pratica Chievo sui giusti binari grazie al gol di Matri. Il Napoli contro il Catania è stato straordinariamente concreto andando in vantaggio alla prima occasione con Hamsik, abile a deviare un tiro fuori misura di Zuniga. Poi indubbiamente la buona sorte ha giocato un ruolo importante quando l’arbitro non ha ravvisato gli estremi del rigore in occasione di un netto fallo di mano di Zuniga e ancor più quando ha scambiato una violenta manata di Grava sul volto di un avversario per un innocuo buffetto da sanzionare solo con un cartellino giallo. Incassati i favori della dea bendata però il Napoli è stato ancora una volta abile a mettere al sicuro il risultato siglando la rete del raddoppio, per poi controllare la partita senza troppi affanni nella ripresa.

La Juventus risponde nonostante l’emergenza. Un primato effimero, come detto, quello del Napoli. La Juventus contro il Chievo aveva un impegno quanto mai ostico. Partita collocata nel calendario al termine di un ciclo in cui i bianconeri hanno giocato due partite a settimana fra campionato e coppa Italia per quasi un mese. Una spia rossa accesa dai tanti giocatori indisponibili, tanto che la Juventus al Bentegodi si è presentata con le assenze di 5/11 di quelli che sulla carta sono ritenuti i titolari. Se poi ci aggiungiamo la pressione messa dalla vittoria del Napoli e il nervosismo per lo stiilicidio di decisioni arbitrali sfavorevoli subite nell’ultimo periodo il quadro è completo. Ebbene la Juventus ha reagito da grande squadra, approcciando al meglio il primo tempo, chiuso meritatamente con il doppio vantaggio, per poi rischiare il minimo nella ripresa giocata sotto ritmo cercando di controllare la partita. Unica nota stonata nella giornata bianconera gli inutili cori della curva contro Balotelli. Il razzismo non c’entra, sono solo cori stupidi che permettono ai media di marciarci sopra e che ogni settimana costano alla società decine di migliaia di euro.

Dietro a Juventus e Napoli c’è il vuoto. La sconfitta patita dalla Lazio nei minuti finali contro il Genoa a Marassi e quella pesantissima subita dall’Inter a Siena provocano una voragine fra le due di testa e la terza in classifica. La Lazio (-9 dalla Juventus) subisce la seconda sconfitta consecutiva dopo una lunga serie di risultati utili. La squadra di Petkovic ha forse pagato qualche scoria dal doppio confronto di coppa Italia contro la Juventus in un primo tempo letteralmente regalato agli avversari. Nella ripresa c’è pur stata la rimonta laziale prima che in pieno recupero Rigoni realizzasse la rete per il successo del Grifone. Ben più pesante e netta è stata la resa interista in casa dell’ultima in classifica. Nelle ultime 7 partite l’Inter ha vinto una sola volta, contro il Pescara in casa; per il resto 3 pareggi e 3 sconfitte. Un ruolino provvisorio da zona retrocessione a testimoniare il periodo più difficile del campionato nerazzurro. Inserire subito i nuovi acquisti Schelotto, Kuzmanovic e, a partita iniziata, Kovacic non si è rivelata una mossa azzeccata in un’Inter in cui c’è stato veramente poco da salvare. E ora ad affiancare l’Inter c’è il Milan, che in 7 partite ha recuperato ben 10 punti ai cugini. I rossoneri contro l’Udinese hanno però vinto solo grazie a un rigore inesistente concesso all’ultimo minuto dall’arbitro Valeri. Ed è incredibile constatare che, oltre ad arbitri che “non se la sentono” di accordare rigori solari all’ultimo minuto, ce ne siano altri che “se li inventano” sempre all’ultimo minuto. Il Milan la vittoria l’avrebbe anche meritata per il gran primo tempo disputato. Nella ripresa l’Udinese aveva trovato il pari nell’unica azione offensiva degna di nota contro un Milan meno lucido e brillante ma volenterosamente alla ricerca di una vittoria arrivata in extremis in modo inaccettabile. Dietro alle milanesi torna alla vittoria la Fiorentina ed è la prima del 2013 per i viola che nel prossimo turno saranno protagonisti allo Juventus Stadium contro la capolista.

Zeman a fine corsa, il Genoa fa il ribaltino in coda. Ma la giornata di campionato segna anche un esonero clamoroso qual è quello di Zeman. La Roma ha deciso in questo senso il giorno dopo la netta sconfitta casalinga contro il Cagliari. A indirizzare l’incontro c’è stata una clamorosa papera di Goicoechea, proprio il giovane portiere che ha scalzato Stekelenburg nelle preferenze del tecnico boemo. Ora, finito il sogno zemaniano, c’è da raccogliere i cocci e cercare quantomeno di raggiungere un posto per poter accedere alla prossima Europa League sistemando un po’ la fase difensiva, visto che quella giallorossa è la difesa più battuta del campionato dopo quella del Pescara. Detto del pari incolore fra Torino e Sampdoria, un piccolo ribaltone è avvenuto in zona retrocessione in cui è piombato il Pescara, sconfitto in casa dal Bologna, mentre il Genoa oggi sarebbe salvo. Seconda vittoria casalinga del Siena che accorcia la classifica e divide ora l’ultimo posto insieme al Palermo sconfitto in casa dall’Atalanta che non vinceva dall’8 dicembre, sedicesima giornata, 2-1 contro il Parma. Ora ci sono solo 4 punti fra l'ultima e la quartultima. La lotta per non retrocedere è apertissima

TOP DI GIORNATA

Sau (Cagliari). Affonda come fosse una lama nella difesa romanista mettendo il suo zampino in tre dei quattro gol dei sardi.

Lichtsteiner (Juventus). Spinge in modo incessante sulla sua fascia fino a quando non viene sostituito nel finale per aver finito la benzina. Impreziosisce la sua prestazione realizzando anche il gol della sicurezza (e della vittoria, in definitiva).

Balotelli (Milan). La doppietta la realizza per gentile omaggio dell’arbitro, ma la sensazione di potenza che il nuovo acquisto rossonero regala alla squadra è dirompente. Sblocca la partita, illumina il gioco d’attacco nel primo tempo, rifiata nella ripresa, ma è sempre lì pronto a colpire sfiorando la rete su calcio di punizione. Poi trasforma con sicurezza il più assurdo dei rigori.

FLOP DI GIORNATA

Valeri (arbitro di Milan-Udinese). All’ultimo minuto di recupero regala un rigore inesistente al Milan che ringrazia sentitamente, approfittandone per battere in extremis l’Udinese. Sbagliare anche per un arbitro si può, ma farlo in modo così clamoroso lascia davvero sconcertati.

Chivu (Inter). Costantemente in ritardo sugli avversari, la combina grossa quando stende Emeghara lanciato a rete in piena area di rigore. Rimedia l’inevitabile rosso e l’Inter frana contro l’ultima in classifica.

Zeman (all. Roma). Un ottavo posto provvisorio dopo 23 partite per una squadra candidata allo scudetto (secondo quanto dichiarato più volte dallo stesso allenatore) è un parziale troppo insoddisfacente per la società, specie se la squadra dimostra chiaramente di non seguire più il proprio tecnico. Qualcuno nell’ambiente giallorosso parla di sfortuna, ma certo è che se metti in ballottaggio De Rossi con Tachtsidis e poi Stekelenburg con Goicoechea, un po’ te la vai anche a cercare.

 

Twitter: @nicolanegro

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