Le dichiarazioni di Kutuzov su Conte

ConteRiportiamo un interessante pezzo pubblicato da Antonio Corsa sul suo blog.

Premessa: il verbale (99 pagine) dell’interrogatorio di Vitali Kutuzov del 20 agosto 2012 lo trovate qui, nel caso voleste pure voi provare l’adrenalinica esperienza di tentare (auguri) di arrivare in fondo senza emicranie. Ho deciso stoicamente di provarci - in particolare con riguardo al coinvolgimento di Conte - cercando di districarmi nell’italiano “da scuole serali” del bielorusso. Kutuzov, per capirci, è un tipo che, non parlando bene la lingua, risponde sì a tutte le domande, tranne non capirle. E poi dire il contrario. E devi ricominciare da capo.

Insomma un incubo, tanto che, dopo 76 pagine di trascrizione, il Ten. Col. Rizzo (solidarietà), a fatica, è costretto a fare un sunto per verificare di averci capito qualcosa. «Ricapitoliamo. Prima della partita si è detto “Diamo la partita alla Salernitana, si deve salvare, c’è il gemellaggio dei tifosi, noi siamo già promossi, la Salernitana può darsi che ci faccia anche un regalo». E questa è la parte fra tutte che si è capita meglio e riguarda i calciatori, che di questo avrebbero discusso fra loro.

Poi c’è quella su Conte, un totale disastro dove Kutuzov, e di questo credo si sia reso conto pure lui (ci torniamo dopo), non riesce ad essere sufficientemente chiaro, alternando più versioni. Andiamo con ordine. Così riassume, ancora una volta, il Rizzo. «Lei mi ha detto che alla fine poi tutti siete stati d’accordo perché i tifosi premevano (per perdere), il capitano (Gillet) ha parlato in un certo modo, i più anziani (Stellini, ecc..) hanno parlato in un certo modo, nessuno si è messo di traverso, conferma?». «Sì». «Quindi c’è stato anche un chiacchiericcio su questa partita, cioè si è iniziato a parlare a lungo in settimana prima della partita “La diamo, non la diamo questa partita?”». Nuovo sì. Al che scatta la domanda diretta: «Di queste voci ne è venuto a conoscenza l’allenatore?» (pag. 40 trascrizione). Risposta: «No», seguita da un «Secondo me no. Quello che mi ricordo io no». Il Rizzo allora cerca di approfondire e domanda «L’allenatore che discorso vi ha fatto (..). Prima della partita vi ha detto dell’impegno con la Salernitana da mettere in campo?». La risposta parte per la tangenziale e allora il Rizzo chiarisce: «No ma la domanda precisa è: l’allenatore Conte sapeva di questo chiacchiericcio che si era creato nello spogliatoio prima di..?». Risposta: «Sicuramente sì». Dopo aver detto no. Alla richiesta di spiegare cosa (e dove) avesse di preciso detto Conte tanto da trasmettere a Kutuzov l’impressione che sapesse qualcosina (“cosa” è chiedere troppo, davvero), il giocatore risponde: «Negli spogliatoi. Negli spogliatoi, non so quale giorno, in settimana ha detto “Ragazzi, ma vedo che siamo in questo bivio, la partita è delicata…” ha detto “Ma io sto con voi, fate tutto quello che volete per me ha fatto il massimo” e questo è il discorso».

Eh, il discorso. ‘Na parola. Quale? (il Kutuzov-pensiero) Dovrebbe essere, interpreto, che Conte avesse detto alla squadra di essere soddisfatto del risultato (la promozione) ottenuto e l'avesse ringraziata ed elogiata dicendo ai suoi di non preoccuparsi di nulla perché sarebbe comunque rimasto vicino a loro (una specie di “giocatevela tranquilli, niente tensioni”, nelle intenzioni). Questo, almeno, è quello che poi ha detto da Ravezzani, grosso modo, sostenendo di essere stato frainteso (è anche quello che afferma di aver detto Conte, per la cronaca). E quindi non dovrebbe aver voluto dire che Conte se ne lavò le mani, come da traduzione alla lettera potrebbe capirsi. E quindi, così fosse, finito tutto.

Ma torniamo al verbale (se ascoltato da Palazzi potrà comunque sempre chiarire questo passaggio, Kutuzov. Dico “se” perchè, essendosi ormai ritirato, potrebbe tranquillamente dare la giusta importanza, zero, ad eventuali sanzioni sportive…): a questo punto, per provare a capire cosa avesse potuto sapere Conte, il Ten. Col. Rizzo chiede a Kutuzov se l’allenatore fosse a conoscenza del gemellaggio dei tifosi (e quindi delle richieste di perdere). E anche qui, dopo diverse risposte a vuoto e fraintendimenti, si riesce a tirare la linea e a portare a casa prima un «Sicuramente», che diventa poi un «Secondo me» e infine «Quello che ha detto (nel discorso prepartita, con riferimento possibile agli ultras) non me lo ricordo, Le dico la verità». Al che il povero Rizzo, rassegnato, se ne fa una ragione e si concentra su altri fatti (ricordo che l’omessa denuncia non è un reato penale, quindi alla procura di Bari interessava comunque il giusto).

Conclusione: non si capisce Conte cosa abbia detto in questo benedetto discorso prepartita, né se e cosa sapesse di preciso. Anzi una cosa si sa: Kutuzov non crede che Conte (ma anche il suo staff) abbia mai saputo del movimento di denaro e della partita venduta dai calciatori del Bari a quelli della Salernitana, con le sue modalità. Non lo sapeva anche perché, dettagliato, non lo sapeva nemmeno Kutuzov, figuriamoci Conte! Che avessero potuto giocarla senza convinzione sì (“ma accade sempre così a campionato vinto”), che dietro ci fosse una vera e propria vendita della partita alla Salernitana no. Di questo stiamo parlando: ognuno tragga le conclusioni che vuole. La mia è che, dovesse essere riascoltato nuovamente, Kutuzov, un traduttore sarebbe più che consigliato. Anche perché l’emicrania poi mi è venuta, eccome.


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19 aprile 2014, ore 18.30

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