THE DAY AFTER: Il derby lancia il Milan, ma non è finita

gallianiNella giornata in cui si scontravano sei delle prime sette della classifica, il piatto forte è stato sicuramente il derby milanese.
La vittoria del Milan è stata piena, al netto anche di episodi da moviola che si sono distribuiti su entrambi i fronti (mani clamoroso di Maicon in area sull'1-0, paratissima di Abbiati forse dentro forse fuori, fuorigioco più che sospetto sul raddoppio di Pato). Alla fine sono stati rispettati un paio di ricorsi storici: ha vinto la squadra che arrivava da sfavorita e quella che pativa l'assenza per squalifica di Ibrahimovic, così come accadde nello scontro diretto che decise il campionato 2004-05. Tanto si è parlato delle tre giornate (poi ridotte a due) inflitte allo svedese, ma alla fine si è rivelata più decisiva un'altra assenza causa squalifica, quella di Lucio. Infatti sono stati i due centrali dell'Inter ad indirizzare la partita con i loro errori: Ranocchia con la sua dormita dopo 40 secondi sul goal lampo di Pato e Chivu, la cui espulsione per fallo da ultimo uomo sullo stesso brasiliano lanciato a rete a inizio ripresa ha praticamente scritto la parola fine sulla gara. E' la terza sconfitta in campionato nell'era Leonardo che, oltre a perdere il suo terzo derby milanese (dopo i due dell'anno scorso sulla panchina del Milan), sembra patire particolarmente i big match (le atre due sconfitte furono a Udine e a Torino con la Juventus). I nerazzurri si ritrovano così terzi a 5 punti dai cugini, virtualmente 6 per effetto degli scontri diretti persi: il quinto scudetto consecutivo si allontana.

Il 4-3 con cui il Napoli ha regolato al San Paolo la Lazio lancia i partenopei da soli al secondo posto a -3 dal Milan. I due scontri diretti persi contro i rossoneri dicono che i punti da recuperare sono 4, ma bisogna considerare che il calendario proporrà ai rossoneri nelle ultime sette partite quattro trasferte insidiosissime: Fiorentina, Roma, Brescia, Udinese. La corsa scudetto quindi non è da considerarsi chiusa, anche se il ritorno di Ibrahimovic riposato dopo la squalifica e il morale alle stelle post-derby potranno essere ottimi alleati del Milan. Dall'altro lato l'entusiasmo e il morale non sono certo inferiori, e se il metodo Banti (ne parliamo nei flop) sarà replicato nessun sogno potrà dirsi precluso.

Dietro le prime tre la lotta per il quarto posto si fa interessante, perché l'unica a vincere è la Juventus nello scontro serale contro la Roma. Udinese e Lazio sono ovviamente le grandi favorite, e per Roma e Juventus recuperare rispettivamente sei e otto punti dai friulani sarà molto difficile. La vittoria della Juve riaccende un piccolissimo lumicino, bisognerà davvero vincerle tutte e sperare. La prestazione contro i giallorossi fa sperare in un'inversione di tendenza: è stata una Juve coriacea, che ha saputo soffrire nel primo tempo quando è stata salvata da un grande Storari ed è uscita alla distanza nella ripresa, centrando la quinta vittoria nelle ultime sei sfide all'Olimpico contro Totti e compagni (sei su sette considerando anche la Coppa Italia), che non vincono più da quel famoso 4-0 di sette anni fa.

La zona salvezza si anima sempre più, con cinque squadre racchiuse in tre punti a giocarsi i tre posti buoni per evitare la serie B. Sembrerebbe essersene tirato fuori, almeno momentaneamente, il Catania di Simeone; mentre ci piace segnalare la correttezza del Bari che, nonostante sia rimasta solo l'aritmetica a non condannarlo, continua ad onorare il campionato come dimostrano la vittoria di Parma e il pareggio in casa del Milan di qualche settimana fa.


TOP DI GIORNATA

Alexandre Pato (Milan). Citazione d'obbligo per il match winner del derby. Il neo genero presidenziale è quello che più beneficia dell'assenza di Ibrahimovic che lo trasforma in unico terminale offensivo della squadra. Può così mettere le sue accelerazioni al servizio del goal e non del suo ingombrante compagno di reparto.

Edinson Cavani (Napoli). Ancora una tripletta, e fanno 25 in campionato. Ennesima conferma del fatto che il Napoli potrà arrivare solo dove lo porteranno le prodezze del suo matador, che nell'occasione replica il goal in pallonetto già esibito contro il Cagliari.

Andrea Bertolacci (Lecce). Credo che sentiremo a lungo parlare di questo centrocampista ventenne di scuola Roma che tanto bene sta facendo a Lecce, dove è in prestito. Avevamo già avuto modo di accorgercene in Lecce-Juve, quando segnò il suo primo goal in serie A e disputò un'ottima partita, si è ripetuto contro l'Udinese realizzando addirittura una doppietta fondamentale per le speranze salvezza dei salentini. Complimenti a lui e al vivaio romanista, che sforna sempre buonissimi prospetti.


FLOP DI GIORNATA

Luca Banti (arbitro). In Napoli-Lazio rovina una partita bellissima mettendoci del suo nella vittoria in doppia rimonta dei partenopei. Prima non convalida un goal di Brocchi nonostante il pallone avesse totalmente varcato la linea (e si era visto in tv anche a velocità normale), poi fa il capolavoro concedendo un rigore molto dubbio a Cavani e soprattutto espellendo il laziale Biava avendo considerato l'episodio una chiara occasione da rete.

Antonio Cassano (Milan). Va ormai per i 29 anni, quindi certe stupidaggini non hanno più nemmeno la giustificazione dell'immaturità. Si procura il rigore del 3-0, lo trasforma e si toglie la maglia nell'esultanza beccandosi un'ammonizione evitabilissima, soprattutto vista l'inutilità del goal ai fini del risultato. Non contento, pochi minuti dopo prende il secondo giallo per una ancora più inutile trattenuta a centrocampo. Incorreggibile.

Serse Cosmi (All. Palermo). Il capitombolo col Catania è pesantissimo, anche perché è la terza sconfitta in quattro partite da quando è subentrato alla guida dei rosanero. Prende quattro goal nel derby come Ballardini due anni fa e scatena le prevedibili ire di Zamparini, che in serata decide di dargli il benservito e di richiamare in fretta e furia Delio Rossi. Insomma, il solito copione già visto.


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19 aprile 2014, ore 18.30

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