Milan-Juve, il duello che continua

gogna mediaticaRitrovare la Juventus a giocarsi la partitissima per lo scudetto è stata una bella sensazione. Da sei anni non succedeva e, a pensarci, si tratta di un periodo lunghissimo. L’attesa è stata spasmodica. L’evento, caricato dai media con un bombardamento mediatico anche eccessivo, è stato visto dal vivo in uno stadio tutto esaurito: 79.208 spettatori per un incasso di € 3.118.275,63 sono numeri da evento dell’anno per il campionato italiano. Ma fanno certamente più impressione le 60 televisioni che hanno trasmesso la partita in 160 paesi del mondo, a dare l’idea di uno spettacolo visto a livello planetario da un’audience internazionale. Uno spot potenzialmente straordinario per il calcio italiano e per le protagoniste scese in campo. Una vera manna per allettare sponsor internazionali e attirare nuove prospettive commerciali specie per una Juventus scivolata al 41° posto del ranking UEFA ed ansiosa di tornare ad essere protagonista sui palcoscenico della più importante competizione europea. Vista l’enorme cassa di risonanza della partita dispiace ancor di più non aver visto la solita Juventus ammirata fin qui in campionato. Antonio Conte, che ha grossi meriti nell’aver riportato la società bianconera ai vertici della serie A, ha in parte steccato l’esame di laurea, schierando una formazione iniziale che ha lasciato piuttosto perplessi. Certo è facile, con il senno di poi, domandarsi come mai Caceres continui a fare anticamera e non venga invece schierato sulla linea difensiva insieme a Barzagli e Chiellini, come è ancor più semplice mettere in discussione la scelta di Borriello preferito a Matri, giusto per soffermarci sulle due scelte più opinabili fra quelle compiute da Conte nello schierare la formazione iniziale. La squadra ha poi affrontato la prima parte dell’incontro in modo insolitamente morbido e attendista rispetto alle precedenti esibizioni, farcendo il tutto con troppi insoliti errori di misura in fase di impostazione del gioco. Il Milan, invece, è stato superiore rispetto alle pessimistiche attese di chi ne scorgeva i limiti nello schieramento raffazzonato a causa delle assenze importanti. Nella prima frazione di gioco la Juve ci ha messo anche del suo per farsi male, regalando un gol ai rossoneri ed evitando di andare sotto di due gol solo per un imperdonabile errore dell’assistente di linea Romagnoli che non ha convalidato un “gol fantasma” con pallone entrato di almeno mezzo metro all’interno della porta difesa da Buffon. Lo stesso guardalinee ha riequilibrato, almeno contabilmente, l’errore del primo tempo, sbagliando nello sbandierare un fuorigioco inesistente dalla parte opposta, suggerendo così all’arbitro di annullare un gol a Matri. Ma il calcio non è uno sport che si possa analizzare da ragionieri. Pesa e imbarazza terribilmente che non sia stato convalidato il gol a Muntari. Una cosa inammissibile nel calcio del terzo millennio, che ha finito per surriscaldare gli animi di chi si è sentito penalizzato dal marchiano errore di valutazione. Che non si parli di stile Milan però, perché che il massimo dirigente rossonero scenda negli spogliatoi fra il primo e il secondo tempo per affrontare l’arbitro e per provocare la dirigenza avversaria è qualcosa di altrettanto inammissibile. Ed è un episodio increscioso che dovrebbe avere uno strascico legale quello che ha visto l'allenatore della Juventus pesantemente insultato dalla telecronaca "tifosa" andata in onda sui canali Mediaset. Tornando al rettangolo di gioco, meglio il Milan, che avrebbe meritato l’intera posta in palio, ma non si faccia l’errore di mettere in fila le due squadre in base all’istantanea scattata a San Siro. Altrettanto netta, se non di più, fu la superiorità dimostrata dai bianconeri all’andata. Più verosimile è che le due squadre continueranno a darsi battaglia in un calendario che deve affrontare l’ultimo terzo del suo percorso. L’unica cosa che appare certa è che saranno Milan e Juventus a contendersi lo scudetto, ma oggi come non mai la partita rimane apertissima.

twitter: @nicolanegro


Prossima partita

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Serie A

19 aprile 2014, ore 18.30

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