Palombo legge Galdi, non sa e cade sulla giustizia

palomboLe notizie con Internet viaggiano anche se i grandi media non le danno, ma certi giornalisti sembrano non averlo ancora capito e rischiano magre figure. E' quanto è successo a Ruggiero Palombo, uno dei vice direttori de La Gazzetta, ospite di Radio Radio mercoledì 16 marzo, il giorno dopo l'udienza del processo Calciopoli. Interviene un ascoltatore che chiede: "Il signor Palombo mi deve far capire come mai, sul giornale di oggi, non ha scritto niente che un certo arbitro, del posto di lavoro di un certo arbitro. Andava bene gli sconti per le auto che diceva Moggi".
La domanda non è posta da un accademico della Crusca, ma chiunque abbia seguito l'udienza del giorno prima sul web comprende bene a cosa si riferisca l'ascoltatore. Palombo, invece, non capisce e risponde: "Scusi, io non so di che cosa sta parlando, so quale è il titolo della Gazzzetta dello Sport oggi sul processo di Napoli di ieri... Siccome è anche in prima pagina. Ieri, al di là del fatto che, io non ho capito, tra l'altro, il nostro ascoltatore a cosa facesse riferimento, francamente, mi è risultato abbastanza incomprensibile." (vedi il video).

E' sempre un brutto momento per l'informazione quando un lettore dimostra di saperne di più di un giornalista chiamato ad esprimersi sui fatti accaduti, in questo caso il giorno prima, in aula. Palombo non ha capito a cosa si riferisca l'ascoltatore perché è meno informato di tantissima gente che la verità la conosce meglio di lui e di tanti suoi colleghi, grazie a tanti siti che fanno rimbalzare sul web una cronaca in diretta che il giornale rosa, con ben due inviati in aula, non fa in modo completo. Palombo ignora perché in aula non c'era, perché mica ha tempo di ascoltare l'audio dell'udienza su Radio Radicale, perché sa quello che hanno riportato gli inviati Galdi/Piccioni, che si sono guardati bene dal riportare la fase del controesame nella quale l'avvocato Prioreschi ha rivolto a Nucini diverse domande sui diversi colloqui di lavoro che lo stesso Nucini ha dichiarato gli abbia procurato Giacinto Facchetti.
La cosa che riteniamo sconveniente è che Palombo non è il solo informato in modo incompleto da Galdi/Piccioni, perché lo sono soprattutto milioni di persone che leggono ancora La Gazzetta pensando di avere un'informazione completa anziché parziale e scremata.
Parlando di Facchetti e di macchina del fango, il direttore Andrea Monti ha detto poco tempo fa: "L’impegno per la preservazione di figure che sono importanti per la storia del calcio e dello sport italiano deve essere serissimo da parte di chi, per esempio come noi, orienta l’opinione pubblica". Non sappiamo se Monti abbia trasmesso il suo pensiero all'intera redazione, certo è che sia nella cronaca online che nell'articolo del giorno dopo, sul cartaceo, il tandem di inviati rosa, guarda caso, non scrive un solo rigo sul "posto di lavoro" per Nucini, sui colloqui con diverse banche, compresa quella di Paolillo, attuale AD dell'Inter. Preservazione?
Come evidenziava l'ascoltatore ben altra enfasi era stata data allo sconto sulle auto, riservato dalla Fiat a certi dirigenti e clienti, che Moggi aveva "girato" a pochi amici. Ben altro spazio in prima pagina la Gazzetta ha riservato al colpo di tosse di Bergamo, come ai "6 anni" per Moggi chiesti da Palamara nel processo GEA, senza andare a ricordare i titoli dell'estate 2006.
Palombo invita il conduttore di Radio Radio a mostrare la notizia del processo in prima pagina, ed in effetti c'è: "Scontro in aula giudice-pm, round alle difese", ma in un francobollo di centimetri 4,5 x 3 nella parte bassa della pagina, quella che nelle edicole risulta nascosta quando il giornale è ripiegato.
Cosa avrebbe scritto Galdi, e quale sarebbe stato il titolone in prima pagina, se fosse stato Moggi a procurare colloqui di lavoro all'arbitro X?

Ritorniamo alla partecipazione di Palombo a Radio Radio, perché il giornalista, e lo riportiamo per amore della verità, dice anche: "Comunque non c'è dubbio che ieri, oggettivamente, sia stato a quasi pieno favore delle difese, diciamo che solo la testimonianza di Zamparini che NOI riportiamo, qualcuno si è dimenticato di riportarla, ha segnato un piccolissimo punto a favore dell'accusa, ma non c'è dubbio che ieri sia stata una giornata a favore delle difese", tirando un fendente ad un "qualcuno" rimasto senza nome. Peccato che, anche a proposito della testimonianza di Zamparini, chi ha speso un euro per La Gazzetta, a pagina 23, ha letto solo: "In mezzo il racconto di Zamparini sul suo «stupore» quando in un incontro con Moggi e di fronte alle preoccupazioni del presidente del Palermo per il successivo Palermo-Verona (stagione 2003-2004), l'allora d.g. juventino fece un telefonata e chiese la direzione di Rizzoli (poi designato) a un interlocutore non identificato"; e non sa nulla del fatto che il nome di Rizzoli è stato estratto in un regolare sorteggio alla presenza del notaio Ioli di Roma, sorteggio al quale erano assenti i presunti "cupolari" Bergamo e Pairetto, ed effettuato, come dimostra il verbale del sorteggio depositato dall'avvocato Prioreschi, dal teste dell'accusa Manfredi Martino, quello del "colpo di tosse".

Fin qui Palombo non ha fatto un figurone, perché ha scelto fonti di informazione "incomplete", ma subito dopo peggiora la sua performance quando, non sapendo cosa rispondere all'ascoltatore, svia e si avventura nel campo della giustizia ordinaria, dichiarando: "Però, lasciami dire, è stata una brutta giornata in generale per la giustizia, per lo svolgimento processuale, per la giustizia... in che senso, voglio dire che gli avvocati fanno il loro dovere, è giusto che si accalorino anche nelle difese, nelle cose, però a me, ieri, centrale al processo è stata questa storia, in qualche modo nei comportamenti, è diventata questa storia molto antipatica della ricusazione della Presidente della Corte". Antipatica perché sono stati messi in piazza fatti interni ad una sezione del tribunale di Napoli? Antipatica perché la ricusazione, se venisse accolta, rischia di mandare in fumo, senza una sentenza per via di una probabilissima "decadenza", i soldi dei contribuenti? No, Palombo non accenna a queste ragioni e continua così: "E una ricusazione non più portata avanti solo dai PM del processo Calciopoli, ma è una ricusazione che è portata avanti nientepopodimeno che dal Vice presidente del CSM, e i fatti che portano a questa richiesta di ricusazione sono nove punti diversi dei quali solo due, bisogna ricordarlo per chi non lo sapesse, è un documento interessante quello, solo due dei nove punti per cui è richiesta la ricusazione attengono al processo di Calciopoli. In discussione sono i comportamenti di questa Presidente dentro la Procura di Napoli per tutta una serie di altri motivi".
Al giornalista si chiede almeno di essere informato su quello di cui parla, altrimenti è meglio tacere che diffondere informazioni errate. Spieghiamo a chi ha ascoltato Palombo e rischia di essere fuorviato: una cosa è il procedimento disciplinare, di competenza del CSM, un'altra è l'istanza di ricusazione, di competenza del giudice di grado superiore rispetto a quello ricusando, in questo caso la Corte d'Appello, chiamata a decidere su una richiesta operata da una delle parti; nel nostro caso, incredibilmente, dai pm (inquirenti e giudicanti appartengono alla stessa famiglia, in Italia) e per ben due volte. Il CSM non ricusa ma è titolare dell'azione disciplinare. I nove punti che cita Palombo sono i punti del procedimento disciplinare, e non sono "i fatti che portano alla ricusazione", né i "punti per cui è richiesta" la ricusazione. Nel nostro caso i pm hanno utilizzato il procedimento disciplinare a carico della Casoria, nella quale sono chiamati come testimoni, quale principale motivo per fondare la propria istanza di ricusazione, ovvero, per rendere la cosa più comprensibile, è come se avessero detto: "Poiché potremmo essere decisivi con la nostra testimonianza nel procedimento disciplinare, il Presidente Casoria potrebbe non essere serena nel procedimento 'Calciopoli' in cui noi sosteniamo le ragioni dell'accusa". L'istanza di ricusazione, caro Palombo, non si fonda su quei nove punti di incolpazione, che vengono solo copiati dal provvedimmento disciplinare ed incollati per aggiungere "il carico" all'istanza di ricusazione, per dimostrare alla Corte d'Appello "il tenore" delle incolpazioni mosse alla Casoria dalla Sezione Disciplinare del CSM.
Spieghiamo anche a Palombo che il Vice presidente del CSM, l'onorevole Michele Vietti, non "porta avanti" nessuna ricusazione, ma ha firmato il procedimento disciplinare in quanto presidente della Sezione Disciplinare del CSM.

Palombo, inoltre, non si trattiene dal criticare la Casoria, pur non avendo seguito di persona l'udienza, come abbiamo potuto rilevare all'inizio dal fatto che è caduto dal pero sulla domanda dell'ascoltatore relativa a Nucini: "Quello che è stato brut... sui quali, ovviamente, non mi permetto di giudicare perché non spetta a me farlo... quello che è stato antipatico, però, è che, ieri, essendoci questa situazione che viziava l'armonia del processo la Presidente abbia avuto un atteggiamento nei confronti dei PM e si sia abbandonata a delle battute che francamente, secondo me, nel ruolo delicato che comunque un Presidente di tribunale riveste, non dovrebbero mai essere essere essere compiute, non ci si dovrebbe mai abbandonare ad un certo tipo di battute, fermo restando che il discorso lo ritengo valido sia nel senso che la battuta possa riguardare un dileggio dell'accusa o un dileggio della difesa. Non ne faccio un discorso di parte relativo all'accusa e alla difesa, ne faccio proprio un discorso della come dire della... il processo è un luogo dove i comportamenti di chi lo presiede dovrebbero essere ispirati ad una certa etica comportamentale".
Sarebbe etico anche citare a quali battute ci si riferisce, per fare più chiarezza, per non lasciare gli ascoltatori nel vago e, infine, per non lasciare la sgradevole sensazione che con Tizio si adotti la "preservazione" e con Caio, invece, giudizi sommari e vaghi.

Torniamo all'inizio, perché non siamo i soli a stigmatizzare l'assenza della notizia sui colloqui di lavoro di Nucini, come evidenzia anche Mauro Suma, direttore di Milan Channel, su tuttomercatoweb.com:
"Il signor Nucini ha dichiarato, sotto giuramento, in un'aula giudiziaria, di aver affrontato quando era un arbitro in piena attività un colloquio di lavoro favorito dall'Inter con la Banca Popolare di Milano nel periodo in cui era guidata dal dottor Ernesto Paolillo che, poi, nel corso degli anni, è diventato amministratore delegato dell'Inter stessa. [...] E' semplicemente una testimonianza, una notizia. Una di quelle cosette che magari uno sportivo vuol leggere sul suo giornale di riferimento quando decide di acquistare, in una metropoli, un grande quotidiano sportivo. E dopo aver letta, si aspetta che qualcuno intervenga, ne chieda conto, magari anche punisca. [...] ... parliamo degli incontri di lavoro di un arbitro in attività collaterali ad uno dei tre grandi Club di riferimento del calcio italiano. Di Juventus e Fiorentina, di Lazio e Milan, di Reggina e altri si è già letto, verificato e sentenziato. Può, cortesemente, l'appassionato di calcio venire informato dal suo grande, storico, quotidiano di riferimento sulla rilevanza giuridico-sportiva dell'incontro fra il dottor Paolillo e l'arbitro Nucini risalente ai tempi in cui l'arbitro stesso era attivo e operativo sui campi di calcio? Tanto per la cronaca e solo per la cronaca, anche solo un brandello di cronaca, un rimasuglio, un anfratto fra i vari, tanti, troppi, accordi che asfissiano il nostro calcio. Non sarebbe male".
Chiaro il riferimento di Suma alla "distrazione", chiamiamola così, della Gazzetta. E Suma parla di un solo colloquio di lavoro, quando sono stati di più, come potete rilevare dalle parole di Nucini riprese nel nostro video.

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