Un chilo di merda

MerdaSi dice che quando si è arrabbiati bisogna pensare a mente fredda, davanti ad una notizia sgradita. Così si dice. Si dice anche che io ieri sera abbia aperto il sito della FIGC e distrattamente abbia letto ciò che non avrei mai voluto leggere. Ma che purtroppo avrei potuto facilmente immaginare. Eh sì, perché, quando ci ragioni a mente fredda, ti rendi conto che il calcio non è un gioco, ma un business che puzza veramente da fare schifo di politica. Calcistica e non. E allora ti accorgi che magari una società che ha subito un'ingiustizia certificata dai tribunali ordinari, che ha perso totalmente potere politico sei anni fa e che soprattutto da tre anni si batte con azioni legali perché giustizia sia fatta, debba pian piano riacquistare il proprio peso nel Palazzo; e magari qualche scelta, seppur dolorosissima, la deve pur fare. Pensi al fatto che sul campo è tornata a vincere e a rimeritarsi il posto che le spetta di diritto grazie in primis al lavoro del suo presidente.
Ma la vita non è fatta di politica, a volte è fatta anche di gesti, seppur inutili. La Juventus, la stessa Juventus che da tre anni è in rotta con la Federazione, si è presentata ad un'elezione farsesca con un candidato unico, lo stesso candidato che da tre anni fa orecchie da mercante quando lei parla, fino a dichiararsi volutamente "incompetente". La scheda bianca era doverosa innanzitutto per la propria credibilità. Perché poi la conseguenza più nefasta di questa scelta scellerata sarà: "Manco voi ci credete a quello che dite, avete rivotato Abete". Che mi ricorda tanto: "Se eravate innocenti perché la stessa Juventus ha ritirato il ricorso al Tar?" E se penso a quello che è avvenuto dopo sul campo mi viene da vomitare. Per fortuna sono quasi sicuro che questa volta sul campo non succederà.
Ma la scheda bianca era doverosa. Andrea Agnelli e la Juventus, oltre alla storia gloriosa che possiedono, hanno anche, nel bene e nel male, tifosi speciali. Tifosi che, davanti alla distruzione sistematica della loro squadra non hanno spaccato un bicchiere, ma hanno iniziato a fare informazione, controinformazione, cultura, libertà. Hanno guidato la società verso le azioni legali che poi ha intrapreso, informando con fatti in mano e sacrificando tempo ed affetti. Ma l'hanno fatto solo per passione e amore infinito verso uno stile di vita, quale la Juventus è. Quella scheda bianca, se non altro, era un dovere morale verso chi da sei anni si sbatte per la Juventus. E quello sarebbe stato il significato più importante.
Dopo tutto quello che abbiamo visto in questi anni, secondo me sarebbe stupido prendersela più di tanto, però. Siamo troppo affamati di Juve per mollare se non l'abbiamo fatto davanti all'Apocalisse. Però se Andrea Agnelli mi chiedesse dopo questa notizia come mi sento, risponderei come Lino Banfi in quel suo famoso film quando il presidente Borlotti gli fa la stessa domanda giusto dopo avergli detto di voler retrocedere di proposito. "Come uno che ha ingoiato un chilo di merda, difficile da digerire."

 

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19 aprile 2014, ore 18.30

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