Metodo Auricchio - La voragine investigativa

Metodo AuricchioNel precedente articolo abbiamo visto quali sono stati i criteri illustrati da Auricchio per decidere chi intercettare: per Pairetto era bastata una telefonata "non significativa" ma temporalmente avvenuta prima dei sorteggi, per altri Auricchio ha curiosamente dichiarato che il metodo era: "Appena è saltato fuori un dirigente di un'altra squadra, non abbiamo fatto altro che intercettare anche il dirigente dell'altra squadra".
Questa boutade di Auricchio ha retto fino al 2 di aprile, quando è iniziata sui media la pubblicazione delle intercettazioni che man mano i periti ed i legali di Luciano Moggi stavano recuperando nel mare magnum delle 180 mila telefonate registrate, materiale poi ritenuto dal giudice di rilevanza processuale.
Ex post, possiamo dire che il criterio "interesse per la collocazione temporale" non è stato adottato per la telefonata di Facchetti con Mazzei, "la madre di tutte le griglie" (25 novembre 2004), né per quella con Bergamo del giorno dopo; eppure anche queste telefonate erano collocate temporalmente "prima del sorteggio che vedeva impegnata la Juventus" (vigilia di Inter-Juve del 28 novembre 2004). Facchetti "salta fuori" quel 25 novembre ma, contrariamente alla spericolata dichiarazione di intenti di Auricchio, non viene intercettato, seppur la telefonata sia, per dirla come Auricchio, un po' inquietante, in confronto a quel "niente di particolare" della telefonata che portò Pairetto tra gli intercettati.

La pubblicazione delle telefonate ritrovate dai legali di Moggi ha insomma ampliato la distanza emersa tra le dichiarazioni di Auricchio in aula, riguardo ai criteri in base ai quali si decideva chi intercettare, e quanto effettivamente avvenuto in fase di indagine. L'avvocato Trofino nell’udienza del 13 aprile ha chiesto spiegazioni ad Auricchio sul perché la "griglia" di Moggi con Bergamo sia stata trascritta nelle informative e quella di Facchetti invece no. Auricchio, dopo aver tergiversato, ha gettato la spugna: "Non è nell'informativa perché da noi non è stata valutata investigativamente utile".
La risposta è stata accolta con sarcasmo dall'aula, finanche con applausi ironici, tanto che il Presidente Casoria ha dovuto minacciare di far sgomberare l'aula. Potete apprezzare l'imbarazzo nel rispondere di Auricchio al minuto 1:10 di questo video.

Come si può classificare alla voce "non significativa" la telefonata con Mazzei dove Facchetti conosce in anteprima i nomi degli assistenti, inoltra il desiderio di avere come arbitro "il numero 1 degli arbitri", chiede che "lì non si deve fare il sorteggio", consiglia l'escamotage di inserire nella griglia "De Santis che ha fatto la Juve la scorsa domenica ed è precluso, Rosetti che è di Torino ed è precluso..."?

La scoperta di certe telefonate valutate investigativamente non utili, con criteri diversi da quelli adottati per altre persone che oggi in tribunale siedono tra gli imputati, ha scompaginato anche la falange mediatica da sempre vicina all'accusa: persino sulla Gazzetta dello Sport il direttore Andrea Monti ha ammesso che "l'inchiesta del colonnello Auricchio non è il granitico totem su cui Guido Rossi credette di poter rifondare l'etica sportiva di questo Paese", e il vicedirettore Ruggiero Palombo ha scritto, il 3 aprile nell'articolo "Quei buchi nell'inchiesta di Auricchio", che l'omissione di certe telefonate "oggi per Auricchio diventa un boomerang", e che "secondo quella che potremmo definire la tesi Auricchio queste telefonate non hanno fatto parte dell'inchiesta perché penalmente non rilevanti. Vero, almeno per quel che riguarda quanto oggi è sotto i nostri occhi. Ma vero anche che in quei famosi faldoni dati nel 2006 in pasto alla gente di intercettazioni penalmente non rilevanti ne abbiamo lette tante. Troppe". Quando Palombo scrisse questo articolo ancora non erano state rese note le "grigliate" nerazzurre, il 4-4-4 di Bertini e la visita di Facchetti all'arbitro aretino negli spogliatoi prima della partita, visita che lo stesso Bertini definisce "imbarazzante", quando riferisce a Bergamo.

Ora: di quell'anno di vita di Luciano Moggi sappiamo praticamente tutto, perché è stato intercettato. Quanto ai dirigenti delle altre squadre invece, escluso il collaboratore del Milan Meani, sappiamo pochissimo: come é possibile oggi dare per certo che un dirigente non abbia compiuto determinate cose? Come si può stabilire con certezza che il presidente A, o il dirigente B, non telefonasse a giornalisti, trasmissioni televisive o a qualche arbitro, se il suo telefono non era intercettato?
Una piccola riprova l'abbiamo con l'allora presidente dell'Inter che, solo oggi, possiamo ascoltare al telefono con l'arbitro De Santis, ma solamente perché De Santis era l'intercettato.
Sostenere, come hanno fatto i PM o molti giornalisti ancora vicini all'accusa, che per un qualsiasi non intercettato, ci siano meno telefonate che per Moggi intercettato, è dunque esercizio sterile e in nessun modo significativo, né per il processo né per una ricostruzione "storica" di quel periodo.

Il teorema giudiziario preesistente all'inchiesta e la voragine investigativa sopra descritta sembrano in stretto collegamento. Gli omissis riguardo a Franco Baldini e la mancata produzione negli atti delle telefonate di Facchetti sono la prova di una divisione operata dagli inquirenti tra carnefici e vittime, prova che ha superato molti elementi di segno contrario.
La coesistenza competitiva, il diffuso lobbyismo muscolare, la contrapposizione naturale che tutte queste telefonate scartate suggeriscono sono in completa antitesi con il teorema della Cupola, che esisteva già prima.
Di più: Juventus e Milan effettivamente si giocarono la vittoria del campionato dall'inizio alla fine sempre in vetta, entrambe mostrarono una paranoia nei confronti del potere altrui, che le portava a un grande attivismo per assicurarsi, nelle parole di molte intercettazioni di Moggi, Giraudo e Meani, "pari condizioni". L'Inter invece rimase fuori dalla lotta al vertice immediatamente, collezionando la bellezza di 11 pareggi in 13 partite, il che valse a Mancini il soprannome di Mister X. Il suo campionato poi continuò in grande scioltezza al terzo posto, distanziata in modo pesante dalle prime due ma anche con un buon vantaggio sulle inseguitrici. Insomma un campionato senza nessun reale avversario, o obiettivi da raggiungere affannosamente. Eppur si muove.

Lasciamo ora che a parlare sia la "diretta" del processo. Ecco di seguito il momento che tutti aspettavamo: l'annuncio di fronte al Tribunale che piaccia o non piaccia esistono anche telefonate dell'Inter.

Udienza del 13 aprile 2010.
Avv. Prioreschi: Presidente per carità, io non ho problemi, devo un minimo motivarla, presumo. Ritengo che sia venuto il momento di riportare il processo nella sua sede propria, che è quella in cui stiamo celebrando in questo momento. Dopo le anticipazioni della stampa, noi come difesa Moggi dobbiamo avanzare una richiesta al tribunale che è, come dicevo prima, quella appunto di trascrivere una serie di intercettazioni telefoniche che non erano mai state evidenziate e credo trascritte. In sede di requisitoria, nel giudizio abbreviato, il 27-10-2008 l’ufficio del pubblico ministero si era espresso in questi termini: ''Piaccia o non piaccia non ci sono mai telefonate tra Bergamo o Pairetto con il signor Moratti, o con il signor Sensi, o con il signor Campedelli, presidente del Chievo. Sono balle smentite dai fatti la tesi dell’esistenza di un sistema generalizzato in cui erano tutti a parlare con tutti. Nelle migliaia di intercettazioni ci sono solo quelle degli attuali imputati, perché solo quelli colloquiavano con i poteri del calcio. I cellulari erano intercettati 24 ore su 24, l’evidenza dei fatti dicono che non è vero che ogni dirigente telefonava a Bergamo, a Pairetto, a Mazzini, a Lanese. Le persone che hanno stabilito rapporti con questi si chiamano: Moggi, Giraudo, Foti, Lotito, Andrea Della Valle e Diego Della Valle".
Piaccia o non piaccia all’ufficio del pubblico ministero queste telefonate ci sono. Piaccia o non piaccia tutti parlavano con tutti. Piaccia o non piaccia ogni dirigente telefonava a Bergamo, a Pairetto, a Mazzini, a Mazzei. Piaccia o non piaccia non erano balle difensive. Non lo dico con spirito polemico, o di rivalsa nei confronti del pubblico ministero, lo dico anzitutto per dare atto dell’assoluta correttezza dell’ufficio del pubblico ministero che non credo si sarebbe avventurato nel fare una dichiarazione di questo genere, se avesse avuto conoscenza di queste telefonate. E lo dico, ho introdotto il mio intervento con l’intervento del pubblico ministero, perché credo che non ci sia un modo migliore per motivare la richiesta di trascrizione di un certo numero di intercettazioni telefoniche che prima non erano state trascritte. Lo dico perché è un dato oggettivo, sostanzialmente queste intercettazioni telefoniche sono state sottratte all’indagine... sottratte lo dico in senso oggettivo, nel senso non erano state evidenziate e sottolineate. Lo dico con un po' di rammarico perché, probabilmente, se queste telefonate, di cui tra poco chiederò la trascrizione, fossero state trovate prima, visto l’intervento di quel genere del pubblico ministero in sede di requisitoria, forse, e sottolineo forse, in sede di indagini preliminari, forse questo processo avrebbe avuto un esito diverso.
Presidente Casoria: Lei ha fatto un elenco scritto di queste?
Avv. Prioreschi: Si, Presidente, ho fatto un elenco scritto.
Presidente Casoria: Quante sono queste telefonate?
Avv. Prioreschi: Guardi Presidente, da trascrivere sono 75, non sono tantissime. Io Le spiego. Lei, se mi invita alla sintesi io evito. Le telefonate sono rilevanti ai fini dell’esercizio del diritto di difesa, è inutile che lo nascondiamo, perché da queste telefonate si evince che alcuni associati, o promotori con Luciano Moggi dell’associazione, hanno comportamenti incompatibili con il far parte dell’associazione; si evince che i pranzi e le cene li facevano tutti; si evince che gli incontri con i designatori, come ho sempre detto, ed erano legittimi, li facevano tutti; si evince che di griglie parlavano tutti; si evince che gli assistenti, le designazioni che a Moggi vengono contestate essere conosciute in anticipo di un’ora /mezz’ora, ad altri dirigenti venivano comunicate un giorno prima; si evince tutto questo. Mi pare che saremmo una cattiva difesa se una volta scoperto questo dato processuale, non chiedessimo di evidenziarlo e di trascriverlo.
Le dicevo Presidente, la richiesta é duplice: una è quella di trascrivere le 75 telefonate di cui noi abbiamo fatto l’elenco con la data, il telefono monitorato e il progressivo. In un’altra ci sono identificati gli interlocutori e i files audio dove il tecnico inserendo, io sono poco pratico di queste cose, ci sono tutti i dati per estrapolare dai 171.000 contatti, i files audio sulla base dei quali effettuare una registrazione.
Poi io Le chiedo di produrre, Lei ricorderà Presidente che io, in fase di ammissione delle prove, ho prodotto un elenco di tutte le 171.000 telefonate e ho chiesto di trascriverle addirittura tutte, noi da quell’elenco, essendo venuti in possesso di una serie dei numeri di cellulari, e avendo trovato anche i centralini dell’epoca delle società di calcio, abbiamo fatto gli incroci ed abbiamo tirato fuori complessivamente oltre 3000 contatti tra Bergamo, Mazzini, Mazzei, Pairetto con le società, con i dirigenti delle società. Di questi non chiediamo la trascrizione perché ci rendiamo contro che sarebbe un lavoro enorme, ci accontentiamo per il momento di queste 75. Poi produrremo un cd con una stampa, che ancora non ho perché bisogna stamparlo su un foglio A3... il lavoro è finito questa mattina all’alba, Lei capirà. In questo momento Le chiedo di trascrivere queste 75 telefonate, Le produco il primo cd di questi 1700 contatti tra cellulari di dirigenti di squadre di calcio e i telefoni monitorati. Mi riservo di produrre un altro cd tra i centralini delle società sportive di serie A e i telefoni monitorati e la stampa del tabulato che può essere fatta anche dal tribunale. Credo di essere stato brevissimo e...
Presidente Casoria: Pubblico Ministero su questa richiesta?
PM Narducci: Il pubblico ministero deve interloquire sia su profili di carattere formale processuale, sia su profili eventualmente di contenuto. Quindi la mia richiesta in questo momento è soltanto di avere un’ora, mezz’ora di tempo a disposizione per poter esaminare la documentazione che è stata ora prodotta dalla difesa e poi interloquire compiutamente su questa richiesta.
Presidente Casoria: Va bene. Il tribunale è orientato a dare un incarico poi cumulativo. La difesa di Pairetto, avv. Bonatti, ha individuato poi le telefonate che chiedeva fossero trascritte?
Avv Bonatti: Io in effetti avevo individuato alcune telefonate. Anche a noi servirebbe, onestamente, la concessione di un breve termine per poter valutare se per caso, per evitare duplicazioni o sovrapposizioni rispetto a quelle già chieste dalla difesa Moggi, perché ovviamente noi non ci siamo sentiti con i difensori di Moggi, quindi io non so quale siano le loro richieste; per poter verificare che non vi siano sovrapposizione ed evitare, quindi, un inutile dispendio di tempo e di energie, chiederei la cortesia, anche noi, di poter valutare questo documento...mezz’ora/tre quarti d’ora... così evitiamo questo...
Presidente Casoria: Praticamente noi, impregiudicato che il diritto alla prova immancabilmente spetta agli imputati, quindi riteniamo di esaminare congiuntamente queste richieste dell’avv. Prioreschi e dell’avv. Bonatti alla prossima udienza, alla quale sentiremo pure quello che deve dirci il pubblico ministero.
PM Narducci: No, non lo so.
Presidente Casoria: Se poi il pubblico ministero vuole interloquire già da ora… però penso che sia un diritto incontestabile dell’imputato a veder trascritta.. assoluta rilevanza dovrebbero avere queste intercettazioni.
PM Narducci: Vediamo…è preferibile già adesso a fronte di un'istanza quella dell’avvocato… che era annunziata e ha tempo di verificare; intanto c’è questa che é stata depositata e formalizzata quindi è opportuno a questo punto...
Presidente Casoria: Pubblico ministero, allora alla fine dell’udienza potrà esprimere il suo parere su questa richiesta. Va bene?
Avv. De Vita: Presidente se posso, anche la difesa di Bergamo si era associata nel momento delle richieste delle prove... a quelle dell’avvocato Bonatti, ad una più ampia trascrizione e faccio propria anch'io la richiesta di trascrizione dell’avv. Prioreschi.
Presidente Casoria: Entro la prossima udienza dovete darci l’elenco di tutte queste telefonate delle quali chiedete che sia effettuata la trascrizione, va bene? Tutte le difese che hanno interesse a questa trascrizione.

Durante l'udienza, a proposito delle nuove intercettazioni, il giudice Teresa Casoria dice al PM Narducci: "Le telefonate mi sembrano rilevanti".

L’avvocato Trofino chiede di leggere un'intercettazione ritrovata tra quelle che non sono mai state trascritte ed evidenziate. Legge quella che definisce "la madre di tutte le intercettazioni", la telefonata nella quale Facchetti e Bergamo parlano, il 26 novembre 2004, della griglia della partita Inter-Juventus del 28 novembre.

Avv. Trofino: Presidente, la domanda è che mentre qui si parla eventualmente di studiare per fare una griglia, ed è stata una telefonata ritenuta rilevante nelle indagini, e per quattro anni abbiamo ascoltato in tutte le TV e in tutte le salse, loro si sono trovati di fronte a una telefonata del presidente dell'Inter dell'epoca, che non solo chiama Bergamo, ma dice: "Metti Collina". Allora, uno studia e si diverte a fare il rompicapo, e questi dicono: "Metti Collina". Allora era più grave questa o quella?!
PM Capuano: Qual è la domanda?
Avv. Trofino: Ooohhh! Perché non l'ha trascritta è la domanda? Colonnello! Questa è la domanda, perché non l'ha trascritta?
Presidente Casoria: Trascritta dove, nelle informative?
Avv. Trofino: Dove ha trascritto tutte le telefonate contro Moggi! Nel brogliaccio dei carabinieri. Hanno trascritto milioni di telefonate, tranne questa, ed altre che poi vedremo...,
Auricchio: La conversazione del 26 novembre tra Bergamo e Facchetti, è una telefonata da noi intercettata, registrata e trascritta.
Avv. Trofino: Dove, dove?
Auricchio: Non è contenuta nelle informative, il che non vuol dire che non l'abbiamo trascritta
Presidente Casoria: Va bene, va bene, non è contenuta nelle informative però nei brogliacci c'è.
Auricchio: Vorrei vedere la trascrizione così vediamo se il valore...
Avv. Trofino: Direbbe un noto presentatore, “la domanda sorge spontanea”: perché non è nell'informativa?
Auricchio: Non è nell'informativa perché da noi non è stata valutata investigativamente utile.
A questa affermazione di Auricchio seguono commenti e applausi ironici in aula. Il Presidente Casoria minaccia di far allontanare il pubblico dall'aula.
[…]
Avv. Trofino: Lei ha ascoltato telefonate riferentesi a casa Moggi e a casa Bergamo nelle quali le donne parlavano del ragù o della spesa da fare, o circostanze familiari che non avevano nessun riferimento con le indagini?
Presidente Casoria: Questa domanda perché?
Avv. Trofino: Perché le ha trascritte queste domande, presidente. E non ha trascritto quella del presidente dell'Inter...
Presidente Casoria: Va bene, l'ha riportata nelle informative.
Avv. Trofino: Questa è la domanda. Siccome il teste mi risponde, “non l'ho trascritta”, io voglio sapere perché non l'ha trascritta. Sono anche a disposizione del tribunale, perché sono state anche depositate, perché ne è stata chiesta la trascrizione anche dai pubblici ministeri. Vi sono telefonate nella quali si parla di cose domestiche, familiari, che non c'entrano assolutamente niente. Sono state non solo brogliacciate, sono state addirittura trascritte, mentre la telefonata di rilevanza, di importanza come questa...
PM Narducci: Ma la domanda, Presidente, qual è? Qual è la domanda?
Presidente Casoria: La telefonata l'ha già fatta emergere.
PM Narducci: Quale?
Presidente Casoria: Tra Bergamo e... Quella dove si ...
Auricchio: Ha ragione Presidente, e il motivo lo abbiamo già ricordato, era per la cena, per avere il dato di riferimento della presenza di Lanese alla cena.
Avv. Trofino: Questo lo contrasteremo in sede di discussione, Presidente.

Prima della chiusura dell'udienza il pm Narducci dichiara di non opporsi all'acquisizione delle nuove intercettazioni prodotte dalla difesa di Moggi.

PM Narducci: Volevo interloquire per quanto, e poi chiudiamo. Ho dato un’occhiata ai documenti che mi sono stati forniti poc'anzi, in particolare a questi due elenchi che sono elementi di un unico elenco con due diverse indicazioni. La Procura non solo non si oppone ad ipotesi pur tardiva, perché siamo in una fase assolutamente tardiva, e al più dovrebbe essere regolata dal 507 di trascrizione, ma crede che sia forse indispensabile procedere all’attività richiesta, nei limiti in cui dobbiamo pure tuttavia escludere alcune telefonate, sia pur qui indicate, a me risulta che quattro trascrizioni (Bergamo-Foti), siano state anche trascritte dai periti nominati dal tribunale, in particolare ing. Porto, il perito nominato dal tribunale. Si tratta di conversazione dell’anno… 2004, queste sì, vengono indicate una serie numerosa di conversazioni e, ribadisco, la Procura non si oppone. Non si oppone neanche laddove il presidente del Bologna, Renato Cipollini, riceve una telefonata del designatore Paolo Bergamo che chiede di avere il numero telefonico dell’allenatore Mazzone, poiché c’è un giornalista che vuole intervistarlo. E quando si tratta del progressivo dell’allora presidente del Bologna FC, richiama il designatore per fornire il numero telefonico... per dare...
Avv. Prioreschi: Ancora dobbiamo trascriverle. Deve dire sì o no, altrimenti io le illustro una per una. Francamente….
PM Narducci: Un secondo, avvocato. L’ufficio del pm non si oppone neppure a questa trascrizione che avviene il 15 gennaio del 2005 in cui Giacinto Facchetti riceve una telefonata di condoglianze per la morte della sorella. L’ufficio del PM non si oppone a nulla, avremo vivaddio una trascrizione fedele e potremo ragionare su dati fedeli.

Dichiarazione del pm Narducci ai giornalisti dopo l'udienza (guarda il video):
"E' stata organizzata un'alterazione complessiva del campionato. Noi crediamo di sìììì. Qui, invece, come dire, stiamo, come dire, cercando, si sta cercando di accreditare un'altra tesi, secondo noi di assoluta inconsistenza. Come se noi avessimo interpretato e valutato con un rilievo penale una serie di frasi e di comportamenti assimilandoli a quelle di chi, noi lo sappiamo, da che mondo è mondo, e continuerà per l'eternità, a protestare, a lamentarsi, a recriminare, a imprecare contro mille divinità, perché si sente vittima di comportamenti sbagliati, di arbitraggi sbagliati, o non all'altezza delle situazioni. Tutto questo a noi non ha mai interessato alcunché, e se si vuole dimostrare che non c'è reato per una parte di persone, o per una serie di persone, dimostrando che una o più persone hanno in altri momenti della loro vita colloquiato con altri, secondo noi questo risultato non può prodursi. Questa è la linea dell'ufficio di Procura, che non ha problemi a far trascrivere quelle che oggi, tardivamente, le difese giudicano telefonate eccezionali, rilevantissime, decisive o quant'altro".

Nessun giornalista ha fatto domande scomode al pm, o fatto rilevare che certe telefonate emerse solo ora non sono solo lamenti e recriminazioni ma telefonate con grigliate, regalini, biglietti e gadgets, politica federale, visite negli spogliatoi. Insomma, le stesse cose che il pm ha chiesto ad Auricchio di evidenziare in aula a carico degli imputati.


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19 aprile 2014, ore 18.30

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