MilanPhone/15 - Racalbuto, 'arbitro fido', non stava a cuore solo a Moggi

MeaniQuando controinterroga Auricchio sulla partita Lecce-Parma l'avvocato Gallinelli (difensore di De Santis), ad un certo punto, dice: "I capi di imputazione non nascono nelle procure per caso ma sulla base di una vostra attività investigativa". Aggiungiamo noi: anche in base a come viene riportata l'attività investigativa nelle informative destinate ai pm. Riprendiamo il caso di Racalbuto: all'arbitro i pm imputano l'associazione a delinquere, probabilmente per l'attribuzione delle schede straniere, come per gli altri ai quali sono state "abbinate". Per Gabriele e Cassarà il giudice De Gregorio non ha considerato questo elemento tanto "solido" da portare ad una condanna ed i due arbitri sono stati assolti. Racalbuto è anche imputato per tre casi di frode sportiva: capo n), insieme a Moggi, per la "dolosa ammonizione di Contini e Pisanu" in Roma-Parma 5-1; capo o), sempre con Moggi, per aver favorito la Juventus in Cagliari-Juventus; capo z), con Moggi e Giraudo, per aver favorito la Juventus in Roma-Juventus del 5 marzo 2005, caso che abbiamo visto come è stato trattato nell'informativa, e poi durante la deposizione di Auricchio.
I pm hanno compilato quel capo di imputazione su Roma-Juventus in base anche a quanto riportato nell'informativa. Cosa è emerso dopo, a luglio 2010? Sono state ritrovate ben cinque telefonate che, secondo noi, testimoniano la buona fede di Racalbuto, non riportate nelle informative.
Come ulteriore prova del fatto che Racalbuto è un arbitro "fido" della "compagine moggiana" Auricchio aveva ricordato in aula che "Moggi chiama Ghirelli cercando di tutelare la posizione di Racalbuto per un'eventuale inchiesta che l'Ufficio indagini della Federazione avrebbe di lì a poco, diciamo...". Si riferisce alla telefonata riportata a pagina 79 dell'informativa del novembre 2005. Leggetela tutta questa parte sull'informativa e rileverete la vis e la prosa accusatoria di Auricchio, che riporta anche, però senza darvi la giusta importanza: "Alle rassicurazioni dell’interlocutore, MOGGI ribatte i motivi della sua posizione "…quando… quando il Milan che ha vinto per fuorigioco a Genova nessuno ha interpellato nessuno!".
Persino degli interisti, quando abbiamo fatto leggere loro la trascrizione di questa telefonata, hanno "onestamente" ammesso che la cosa più evidente è che Moggi è preoccupato della differenza di trattamento riservato ad un arbitro che ha sbagliato a favore del Milan.
Il 16 marzo 2010, in una sua deposizione spontanea, Luciano Moggi spiega quanto, comunque, non era difficile cogliere:
"Presidente, io non difendevo Racalbuto, io stavo difendendo la Juventus, perché quando ad un arbitro viene detto che 'sarai interrogato dall’Ufficio Inchieste', gli altri arbitri, quando vengono alla Juventus, se c’è un rigore a favore della Juventus, se ne infischiano proprio, perché dicono tranquillamente, e pensano, che se io fò un favore alla Juventus posso avere dei guai, in caso contrario nessuno mi tocca. Questo è il problema principale. [...] Ad un certo punto, io ho detto 'Va bene, allora fate una cosa: sospendete o interrogate Racalbuto, interrogate anche Trefoloni'. Hanno interrogato Racalbuto nelle sedi dovute, perché io avevo l’idea che se veniva a Roma, con tutto quello che succede, mettevano ‘Interrogato Racalbuto’. ".

Manca altro nelle informative? Certo che manca, e lo evidenzia Pairetto in un'altra deposizione spontanea. Nelle informative non si porta a conoscenza dei pm che Racalbuto non è stato per nulla "tutelato" dopo Roma-Juventus, ma addirittura punito e non ha più arbitrato in A per un lungo periodo.
Era difficile scoprirlo? No, era facilissimo, bastava controllare sul sito della FIGC, dove sono riportate le griglie, le designazioni, insomma tutto!
Avessero avuto questa informazione i pm avrebbero scritto ugualmente, nel capo di imputazione relativo all'associazione a delinquere, "perché venissero sempre tutelati gli arbitri che avevano favorito la Juventus, o comunque erano vicini alla società; perché invece venissero arbitrariamente penalizzati gli arbitri che non avevano favorito la Juventus"? Chissà.
Ma c'è di più: gli uomini di Operazione Off-side non avevano neppure bisogno di consultare almanacchi o il sito della FIGC per sapere che Racalbuto non venne tutelato ma punito, perché sentirono e scartarono una telefonata del 3 maggio 2005 tra Meani e Puglisi, analizzata in MilanPhone/4, nella quale l'assistente dice: "Eh, cioè, intanto Racalbuto l’hanno massacrato proprio", Meani: "Eh Racalbuto sì, e ma Racalbuto ci siamo messi anche noi a massacrarlo, eh".
Una telefonata può essere "sfuggita"? Oltre quella telefonata la squadra Off-side ascoltò anche le tre telefonate che pubblichiamo oggi, che confermano come Racalbuto, che torna finalmente ad arbitrare in A dopo oltre due mesi, veniva da un periodo di punizione, "quando fai le cappelle ti lasciano a casa", che era "distrutto", che "Racalbuto non è giù di morale, è sottoterra", che "C'ha la morte nel cuore perché ha una gran paura, sente puzza di bruciato". Meani e Babini non parlano di Racalbuto come di un arbitro affiliato o organico alle fila nemiche, non ne parlano come di uno al servizio di Moggi, anzi se ne occupano e sta loro a cuore, come se ne era occupato Moggi perché non venisse attaccata la Juventus.
E Racalbuto è un arbitro "fido" di Moggi?
I pm hanno scritto che la cupola garantiva "SEMPRE" la tutela degli arbitri amici.
Ed allora come mai un arbitro "fido" viene punito, ha il morale sotto terra e teme per il futuro?
Come mai anche Dattilo non vede la serie A per un bel po', dopo Udinese-Brescia, come notato e riportato anche dai giornali?
La7 dovrebbe prendere in seria considerazione l'idea di fare il lato B di quella docufiction, ché la prima è "scaduta".



Babini-Meani, 6 maggio 2005, ore 15.59
Babini: Sì…
Meani: Allora?
Babini: Allora parla il desaparecido.
Meani: Chi è il desaparecido?
Babini: Sono io… c’è.. c’è una quaterna lì ad Atalanta che sembrano… viene anche "Chi l’ha visto" lì eh..
Meani: Chi è l’altro?
Babini: E’ Biasutto.
Meani: Dio caro.
Babini: Biasutto, Racalbuto, Castellani.
Meani: Che Racalbuto… che Racalbuto c'ha una piva…
Babini: Racalbuto m'ha telefonato… m'ha telefonato, sembrava che gli fosse morto qualcheduno.
Meani: Che t’ha detto?
Babini: (imitando il tono depresso di Racalbuto) "Eh... siamo a fare la partita…", ho detto: "Madonna, ragazzi, che… che.. – ho detto - non dobbiamo mica andare alla guerra…".
Meani: Pensa te…
Babini: Cos’era? Parma-Roma?
Meani: Che cosa?
Babini: In griglia...
Meani: In griglia c’era Parma-Roma?
Babini: Ma dove?
Meani: In prima griglia…
Babini: Ah non ci ho mica guardato io ancora.
Meani: Sì comunque ancora una volta, ma io dico, cazzo, Chievo-Fiorentina mettilo in prima griglia e metti dentro Rosetti che è precluso no? Perché Chievo-Fiorentina è una bomba a mano, gli è capitata in mano a Dondarini che è quello che ha avuto il casino con la Fiorentina a Genova…
Babini: Il casino più grosso…
Meani: Esatto.
Babini: Suo malgrado, però ha avuto il casino più grosso.
Meani: Ma sono in coma… non… non… Undertaker sarà… sarà furibondo eh…
Babini: (incomprensibile).. sì la griglia Brescia-Inter, Milan-Juve, e…
Meani: Cioè obiettivamente è forse più brutta Chievo-Fiorentina che Brescia-Inter… Mi stan chiamando sotto… ci sentiam più tardi.




Meani-Babini, 8 maggio 2005, ore 10.47
Meani: Allora?
Babini: Prontooo!
Meani: Tutto a posto?
Babini: Sì, ascolta, c'è il questore di Forlì che deve venire a vedere la partita, sono in otto...
Meani: Sì, può andare a dare via il culo! (Risata generale)
Meani: Lì com'è?
Babini: C'è il sole.
Meani: Anche qui è una bella giornata.
Babini: Salva (Salvatore Racalbuto, ndr) vive già di ricordi...
Meani: Si sente già a casa?
Babini: Non è che si sente a casa, però è pronto a qualsiasi evenienza, l'hanno distrutto, capito? Anche perché quando fai le cappelle ti lasciano a casa e nessuno ti dice niente... il solito trattamento, dai, di Bergamo e Pairetto, loro fan così.
Meani: Con chi è arrabbiato lui?
Babini: Con nessuno, veramente, non è arrabbiato, è tranquillo, però è una tranquillità che è irreale nel senso che, insomma, nel senso "fate di me ciò che volete", ecco, punto. Comunque... comunque questa settimana veramente con Milan-Juventus è stato uno stillicidio.
Meani: Sì, eh?
Babini: Oooh... "Anche pagando io ho bisogno di due biglietti, eh?". "Hai bisogno? Non è che io sono il botteghino dei biglietti, in questa partita i biglietti sono esauriti da due mesi, se me lo dicevi prima, forse..." (Meani annuisce). E' stata una cosa incredibile, incredibile! Te cosa sei ancora a casa, sì?
Meani: Sì, vado via a mezzogiorno. Oh, pensa, ho qualche linea di febbre e mal di gola!
Babini: Chi?
Meani: Io!
Babini: Ma va'!
Meani: Devo aver preso un colpo di freddo...
Babini: Hai giocato a tennis?
Meani: No, no, un colpo d'aria così alla cazzo.
Babini: Ma è stato il su e giù... Ma te, ma ti rendi conto, guarda che è inutile che te fai il bambino dantuccio. Cioé, ma secondo te prendere su all'inizio della settimana, andare in Olanda, tornare a casa, ma te hai voglia di scherzare? Non abbiamo mica più vent'anni anche te, se crescono i miei crescono anche i tuoi...
Meani: E' vero.
Babini: Mentalmente riusciamo a fare un miliardo di cose, ma il fisico non ci viene mica dietro più in tutto.
Meani: Dove sei andato a mangiare ieri?
Babini: Siamo andati da Oscar, che è questo ristorante vicino ad Albino, dove è amico Mazzoleni, che noi mediamente andiamo sempre lì.
Meani: Devi andar dentro nella valle.
Babini: Sì, praticamente è lì all'inizio della valle, ma è a 5 km da Bergamo eh, da Bergamo poi andare dentro alla valle si fa presto, e veramente lì è un posto dove si spende un casino di soldi, però il fatto che ci andiamo noi... la loro specialità è il pesce, si mangia molto bene, poi ormai, capito, ci andiamo spesso, ci vanno gli arbitri, per cui il trattamento è sempre buono, ecco.
Meani: E dove hai dormito?
Babini: Ah dormito qui al Jolly, adesso c'è questo hotel nuovo, qui... che è vicino alla stazione, però nella strada laterale...
Meani: Sì, è dove eravamo noi con la squadra.
Babini: Sì, il Jolly c'ha le camere che sono un po' piccole, infatti Salvatore si è lamentato di queste camere piccole, gli hanno dato la suite, lo hanno messo al 701 è l'unica suite dell'hotel, gli ho detto "Che cazzo te ne fai della suite? Dammela a me che la riempio che vado nei viali e prendo su 3 o 4 putt..."
Meani: Oh, eravamo lì noi con la squadra.. sembra quasi che l'ingresso sia sotterraneo.
Babini: Sì, sì, no, ma in realtà lo è, perché è sotto terra l'ingresso... e così oggi c'abbiamo 'sta partitaccia (Milan-Juve), eh? Eh oggi lì fa il caldo come qui, vero?
Meani: Ma c'è aria però, eh.
Babini: Ho capito, ma se c'è il sole e c'è l'aria a San Siro dove gira l'aria che ci sono le mura che sono alte 100 metri da terra? Ci sarà una canicola, che a Moggi gli si cuoce la pelata (fa una risata)
Meani: Moggismo...
Babini: Dio buono se vincesse il Milan oggi...
Meani: Che bello...
Babini: Il fatto è che non sarà così.
Meani: No, vinciamo.
Babini: Eh, sì certo... vincete l'acqua per lavarvi i piedi, diceva il mio babbo. (Incomprensibile) Va buo', va buo'...
Meani: Ueh, in bocca al lupo neh.
Babini: Anche a te, crepi il lupo, ci sentiamo poi. Ciao.




Babini-Meani, 9 maggio 2005, ore 15.21
Babini: Oh.
Meani: Uei.
Babini: Allora?
Meani: Eh, allora una volta lo becchi nel culo, una volta lo dai, una volta lo becchi...
Babini: (Ride). Eeeeh, sapevo questa cosa in tempi non sospetti indipendentemente dal risultati delle partite dai.
Meani: Cosa?
Babini: Che quest'anno il campionato lo vinceva la Juve.
Meani: Sì, però beh, noi ci abbiam messo del nostro, abbiam fatto una partita di merda.
Babini: E ma perché non si può stare a dietro a tutto.
Meani: Esatto.
Babini: Eeeeh, logicamenteeee...
Meani: Non ce la fai.
Babini: Là avevi dato un calone, perché il calo di adrenalina che hai avuto dopo Eindhoven, che hai avuto il culo che ti bruciava che pensavi a tutte le cose, quando ti qualifichi per la finale poi dopo c'è la Juventus, uno dice gioco gioco, gioco un cazzo.
Meani: Non si può fare un primo tempo e non tirare mai in porta.
Babini: Eh beh...
Meani: Noi è un mese comunque che facciam fatica...
Babini: Eh sì, sì. Sì, sì, sì, sì... Comunque, insomma anche, ma anche la Juventus non è certamente il Real Madrid...
Meani: Ma infatti, ma io, infatti, quello che continuo a dire, la Juventus ha fatto una culattata mai vista perché anche il goal... il destino... questo butta dalla disperazione la palla in mezzo e la palla va proprio lì sulla testa di Trezeguet perché basta che la becca un po' più forte che va tre metri di qua o tre metri prima che... cioè hai capito? Non è una cosa voluta...
Babini: Guarda che anche per la Juventus è stato un campionatoooo... così. Cioè un campionato che, d'altronde, il calcio oggigiorno è questo... nel senso che, vincono, fanno i risultati, ma il gioco...
Meani: La tua partita come è andata ieri?
Babini: La mia partita è andata come speravamo noi, cioè priva di interesse di ogni genere.
Meani: Chi c'era a vederti?
Babini: Eh?
Meani: Chi c'era a vederti?
Babini: Trentalange.
Meani: O mamma mia...
Babini: Mh... Ho detto "Porca miseria Alfredo, nel frigorifero le lattine non ce le mettono più, adesso ci mettono quelle bottiglie di plastica, come si fa?", "Ridi, ridi".. S'è messo a ridere.
Meani: Mh.
Babini: (Incomprensibile) Cosa deve dire Trentalange?
Meani: Racalbuto com'è? E' ancora giù di morale?
Babini: Maah, Racalbuto non è giù di morale, è sottoterra. Lui dice "Io son tranquillo", sai come fa lui, "son tranquillo, son qua son là". Cioè tranquillo che c'ha la morte nel cuore perché ha una gran paura, sente puzza di bruciato, ma io sinceramente gli ho detto che con lui, lascia stare quello che magari decidono loro che faran loro, però insomma... tutta la gente che c'è lì... uno come Racalbuto se devo arrivare fino a 45 anni me lo tengo, tanto lo posso mettere dove voglio, cazzo me ne frega.
Meani: Sì, lui si fa le sue B importanti o le sue A...
Babini: Ma quest'anno lo sbaglio è stata la commissioneee... perché non è un Racalbuto da metterlooo... mi dispiace dirlo ma non è da mettere nelle grosse... bo bo bo bom... Tombolini non ce l'hanno più messo nelle grosse partite fa pure... picche picche picche, fa lì le sue partitelle, più serie A che B. Salvatore a loro gli ha fatto interesse perché ha fatto Siena-Fiorentina bene, questo e quell'altro e poi l'han buttato là... a far delle partite così, ormai, son rimasti pochi a poter fare certe partite in Italia con quello che c'è... Comunque noi bene. Nessun problema... niente da segnalare.
Meani: E via...
Babini: Per cui... per cui adesso a 170 ci sono arrivato, adesso anch'io sono già bello a posto.
Meani: Sei a 170 tu?
Babini: Precise, tonde come una mela.
Meani: Son tante di serie A, eh?
Babini: E sì eh... sì ma tanto non è che...
Meani: Vai al raduno venerdì?
Babini: Aho, bisogna.
Meani: Cosa porti? Spumante?
Babini: Non porto niente. Spero mi facciano fare i test così ridiamo...
Meani: Perché? Non fai un brindisi? Non festeggi?
Babini: Ma che brindisi... con quella gente lì brindisi? Ma guarda... brindisi che cosa... che festeggio? Chiedilo a Puglisi se festeggio... (Ride) Dice quattro madonne... Puglisi arriva là a Coverciano gli giran i coglioni, prende la macchina torna a casa subito... (Ride)
Meani: Oh, comunque, confidi con me? Non è calcio di rigore quello li di Cafù dai...
Babini: Lo sai che io non l'ho visto... io non l'ho visto... tutti dicono di sì, però...
Meani: Ma vaaa beh..
Babini: Eh così... ma quand'è che designano la Coppa Italia che tu sappia...
Meani: L'han già fatta.
Babini: Ah, già fatta.
Meani: Non ci sei.
Babini: No questo lo so, però.. era per una curiosità... di sapere.
Meani: C'è, pensa, Calcagno, tanto per cambiare...
Babini: Calcagno c'è sempre dappertutto, ma come fa Calcagno? Giovedì deve andare via ancora che deve andare... (incomprensibile).
Meani: Pensa te, davvero.
Babini: Eh.
Meani: Calcagno, Lanc.. Toscano, quello di Bari come si chiama Lanciàno o Toscano?
Babini: Lanciàno.
Meani: Lanciàno... poi dall'altra parte chi è che c'è? Ostia, mi sfugge...
Babini: (Qualcuno chiama Babini e Lui grida) Chi è? (Dopo la risposta) Sì... Ti saluto va. Ciao ciao...
(La comunicazione si interrompe).


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