I legali di Conte in Procura a Cremona. Asamoah e Isla: doppio botto per la Juve!

News, 6 giugno 2012.

 

De Renzis e Chiappero a colloquio con De Martino: Abbiamo fiducia e massimo apprezzamento per l'operato del procuratore capo. La moglie di Carobbio accusa Antonio Conte: Mio marito ha detto la verità, Conte sapeva. Conte in vacanza è sereno: 'Tutto si risolverà'. Tra Juve e Udinese è stato trovato l'accordo per il trasferimento in bianconero di Asamoah e di Isla. Il legale di Buffon: 'Quando la vicenda sarà chiusa chi ha scritto o detto cose che non corrispondevano al vero se ne assumerà la responsabilità'. Chiuso il dibattimento del primo processo sportivo: lunedì o martedì le sentenze della Disciplinare.

 

I legali di Conte a colloquio con Di Martino - Gli avvocati Antonio De Renzis e Luigi Chiappero che, in collaborazione con il legale della Juve Michele Briamonte, si occupano della difesa di Antonio Conte, indagato dalla Procura di Cremona in seguito alle accuse del 'pentito' Stefano Carobbio. Al termine dell'incontro così si è espresso ai microfoni Sky l'avvocato De Renzis: “Sono andato col collega Chiappero, che mi affianca, o io affianco lui, in questa difesa... Abbiamo avuto un colloquio molto cordiale, come già immaginavamo, apprezziamo moltissimo l’operato del procuratore capo Di Martino che è volto all'accertamento della verità, posizione per posizione, quindi un lavoro molto importante e molto faticoso. Noi quindi abbiamo massima fiducia e massimo apprezzamento nel suo operato. Non ci sono colloqui in vista, assolutamente, questo è il momento in cui si lavora, ogni parte lavora nel rispetto dell'altra, non ci sono colloqui in vista e non c'è nessuna novità, ma soltanto questo rapporto di grande cordialità e di grande rispetto, che ribadisco, per l'operato della Procura nella persona del procuratore capo. Lo stato d'animo di Conte? Io non è che lo controllo giorno per giorno, è sereno e fiducioso, sicuramente non è un momento in cui lui fa i salti di gioia, ma nello stesso tempo, conscio della sua totale estraneità, affronta questa situazione con la massima serenità e la massima determinazione. Carobbio? Su questo non rispondo per il motivo che ho detto prima e cioè il massimo rispetto dell'operato del procuratore capo Di Martino e quindi su questo argomento non ho nulla da dire".

Elena Ghilardi: Conte sapeva - Elena Ghilardi è la moglie di Filippo Carobbio e in un'intervista ad 'Oggi' in edicola da stamane punta apertamente il dito su Antonio Conte, sulla base di quella che è stata la 'confessione' del marito a Stefano Palazzi: una confessione che gli è valsa la popolarità, oltre ad una quasi impunità sportiva, se paragoniamo l'esiguità della sua pena in rapporto agli addebiti e in rapporto, soprattutto, a quanto accade e presumibilmente accadrà, stante la linea-Palazzi, a coloro che le sue 'confessioni' hanno coinvolto e che non possono avvalersi della possibilità di confessare alcunché, perché di nulla sono colpevoli.
Filippo Carobbio è diventato di colpo anche il pentito più amato di tutta l'Italia antijuventina. E la fama mediatica (sempre favorevole se si va contro la Juve) illumina benevolmente tutta la famiglia del 'pentito'. Che si sente altrettanto apoditticamente credibile del proprio congiunto e spara 'verità' a raffica: "Mi dispiace per Conte - è il pensiero espresso dalla signora Carobbio - ma mio marito ha detto la verità".
"Antonio Conte era il mito di Filippo
– dice ancora – mio marito mi ha sempre parlato benissimo di lui…. Adesso passa per il grande accusatore di Conte e per la rovina del calcio, ma lui ha solo descritto un sistema. In un interrogatorio di tre mesi fa, si è vuotato la coscienza, ha parlato per ore e ha detto, per fare un esempio, che anche Conte sapeva di una partita aggiustata... Filippo ha sbagliato, non voglio difenderlo a tutti i costi, ma so che ha fatto, almeno ora, la scelta giusta: collaborare. E invece passa per un 'infame'. Aggiunge: "Filippo è sempre stato semplice, fin troppo umile, attaccato alle cose vere della vita. Le sue cavolate, non le ha fatte per soldi… ma per ingenuità, perché è stato influenzato da gente con la personalità più forte. Ha presente quando sei in branco, e hai la spalla che ti tenta e allora dici: “'Ma sì dai, faccio questa cazzata'”.
Ora c'è da chiedersi come faccia la signora Carobbio ad asserire con certezza che questa sia la verità. Nella famosa/famigerata riunione tecnica in cui Conte, a dire di Carobbio, avrebbe parlato alla squadra della combine, lei sicuramente non c'era. C'era invece una decina di giocatori del Siena, i quali smentiscono recisamente Filippo Carobbio. Sicuramente sono loro (e solo loro) a sapere come siano andate le cose. E chi fa le 'cazzate' deve pagare, fino in fondo. Pentirsi è gesto nobilissimo, ma comporta anche essere disposti ad espiare le proprie colpe: altrimenti son solo lacrime di coccodrillo.
Fin qui per quanto riguarda la moglie di Carobbio; ma quel che è anche più grave è come sin dall'inizio le sue parole siano state prese come dogma di fede dai media. Sky Sport 24, per esempio, metteva le parole della signora Carobbio a far da contrappunto a quelle dell'avvocato Antonio De Renzis, il legale di Conte che era reduce da un sereno colloquio con il procuratore capo De Martino, che Carobbio l'aveva sentito prima di Stefano Palazzi, senza peraltro venir gratificato di quel racconto su quanto accaduto nella riunione tecnica; chissà perché. Pentiti, e pure a rate. E l'emittente satellitare presentava questa verità rivelata asserendo che 'la moglie di Carobbio inguaia Conte'. Inguaia che? Inguaia chi? E anche: 'La moglie di Carobbio conferma le accuse'. La moglie di Carobbio che, per carità, si comprende come abbia tutto l'umano desiderio e l'interesse a strappare il marito a punizioni più severe, ma che di persona non è stata testimone di nulla, sarebbe più credibile anche di testimoni oculari? Le cui testimonianze peraltro non sono mai state evidenziate. Adesso la credibilità a prescindere si estende a tutto l'entourage familiare dei pentiti.

Conte: Sono tranquillo - A chiarire quale sia al momento il suo stato d'animo ci ha pensato ieri lo stesso Conte che, in un'intervista a 'Chi' in edicola oggi, ha affermato: "Sono tranquillo, tutto si risolverà". Attualmente il tecnico bianconero è in vacanza con la famiglia ad Ibiza e spiega: "Abbiamo scelto questa meta per rilassarci". Nel frattempo i legali lavorano per lui nella storiaccia del calcioscommesse e la società lavora per lui sul mercato, cercando di esaudire le sue richieste.

Calciomercato: in arrivo Asamoah e Isla - Giornata intensa e frenetica di calciomercato in casa bianconera. Secondo quanto appresosi in serata, la Juve ha praticamente chiuso con l'Udinese (anche se l'Udinese frena perché manca ancora il nero su bianco) per Asamoah e Isla: avrebbe chiuso per 15 milioni di euro complessivi per la metà di entrambi, con il diritto di riscatto al termine della prossima stagione.
Altro affare praticamente concluso, anche se manca ancora l'annuncio, il trasferimento in bianconero del portiere del Brescia Nicola Leali per 4 milioni; è possibile che il ragazzo venga mandato quest'anno a farsi le ossa in un club di serie A.
Oltre a concludere qualche affare, la Juve pare che ieri uno dei concorrenti sia riuscita a disfarlo: infatti Genoa e Inter si erano praticamente alleate e accordate per acquistare 'in collaborazione' Marco Verratti dal Pescara (10 milioni più il prestito di Perin, la metà di Ragusa e la metà di Alhassan, tutti giocatori rossoblu); ma a questo punto nell'accordo ha fatto irruzione la Juve che, oltre a far leva sulla volontà del giocatore che vuole il bianconero, ha fatto pressione anche sul Genoa, col quale ha alcuni accordi in fieri; e a questo punto Preziosi, tenuto conto che la trattativa prevedeva che comunque il giocatore sarebbe rimasto un anno ancora a Pescara e poi probabilmente sarebbe passato direttamente in nerazzzurro senza neanche mai indossare la maglia genoana, ha visto scemare quella che poteva essere la convenienza economica dell'affare e si è tirato indietro. Resta però il fatto che la Juve non riesce a trovare un accordo economico.
Resta in piedi anche la trattativa, peraltro non facile, con il Barça per Adriano, esterno di sinistra, brasiliano con passaporto comunitario.
Rimane vivo anche l'interesse per Mattia Destro e c'è da definire la spinosa comproprietà di Giovinco col Parma, visto che sul giocatore si è intromessa con forza l'Inter e che anche qualche club straniero (il solito PSG) gli ha messo gli occhi addosso.

Legale di Buffon: dopo l'Europeo faremo i conti - ''Gianluigi non aveva nulla da nascondere sui versamenti fatti alla tabaccheria, oltretutto in caso di operazioni illecite sarebbe stato ricattabile dai soggetti a cui si sarebbe rivolto", così si è espresso l'avvocato Marco Valerio Corini, legale di Gigi Buffon, intervenuto in collegamento telefonico a Telelombardia. E adesso il portiere sta pensando solo a difendere la porta della Nazionale agli Europei ma, al rientro in patria, "dopo l'Europeo se ci saranno residui di curiosità da soddisfare faremo un esercizio di confessione pubblica" e, a bocce ferme e questione chiusa, ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità: "Quando la vicenda sarà chiusa chi ha scritto o detto cose che non corrispondevano al vero se ne assumerà la responsabilità". In ogni caso, saranno proprio gli accertamenti a dimostrare che nulla di contrario alle regole è stato compiuto: "Ho assistito alla conferenza stampa in Nazionale di Gianluigi e siamo convinti che più accertamenti si faranno più questa attività andrà a vantaggio di Buffon e ci si renderà conto che è stato sollevato un polverone per nulla. Escludo categoricamente, e lo possiamo dimostrare, che Buffon abbia mai finanziato o preso parte a una scommessa che gli era proibita dai regolamenti. Secondo noi Palazzi fa bene il suo lavoro, da nove mesi ha in mano le carte e non ha ritenuto di chiamare nessuno perché non interessanti. Se ci fosse la convocazione di Palazzi chiariremmo assolutamente".

Chiuso il dibattimento del primo processo sportivo - Dopo quattro giorni di udienze il presidente della Commissione Disciplinare Sergio Artico ha chiuso il dibattimento del processo sportivo sul calcioscommesse svoltosi all'ostello della gioventù del Foro Italico di Roma. Ora la Disciplinare si chiuderà in camera di consiglio per scrivere le 51 sentenze dei 37 tesserati e delle 14 società che non hanno patteggiato (o non hanno visto stralciata la posizione). L'uscita delle sentenze è prevista per lunedì o martedì.Tra coloro in dibattimento ieri c'era Maurizio Nassi, presentatosi con una maglietta che recava la scritta 'Sono Maurizio Nassi': si tratta infatti del calciatore la cui foto era stata pubblicata domenica in prima pagina della Gazzetta al posto di quella di Carobbio (come recitava invece la didascalia); per il giocatore (ex Ascoli ed ex Mantova, ora all'Alessandria) Palazzi ha chiesto 4 anni di squalifica; dura la sua protesta ai microfoni Sky: "Io sono più che penalizzato, non ho mai fatto un illecito, né tantomeno ho provato a farlo. Si sta giocando con la vita delle persone per niente. Non ho fatto nulla e rischio di prendere 4 anni di squalifica, che significa il doppio di Carobbio che ha ammesso di avere venduto non so quante partite. Per me sarebbe la fine della carriera. Al giorno d'oggi dopo una vita spesa nel calcio non puoi mandare a casa un padre di famiglia senza motivo. In questo processo ho messo la faccia e continuo a farlo perchè credo nella giustizia. Vorrei continuare a fare il mio lavoro con dignità come ho sempre fatto. Dopo 20 anni di calcio mi sono reso conto solo ora di non avere a fianco tanti amici come mi dicevano di essere. Ho vicino solo il mio avvocato e la mia famiglia".
L'avvocato di Alessandro Zamperini ha esordito contestando il modus operandi del processo sportivo: "Il patteggiamento è un procedimento volgare perché passa sulle persone offese che qui sono i tifosi". E concluderà così: "Io qui non chiedo niente. Il vostro dente cariato sarà l’assoluzione di Zamperini in sede penale".
Nell'aula sono anche risuonate le accorate parole del presidente dell'AlbinoLeffe Gianfranco Andreoletti: "La società AlbinoLeffe non è colpevole, ma vittima del calcioscommesse"; e ha poi proseguito tra le lacrime: "Non so come tutto questo sia potuto accadere, perché noi siamo estranei ai fatti contestati. Non è facile affrontare una situazione del genere, ma presentarmi qui è un dovere nei confronti della mia famiglia e dei nostri tifosi, perchè non voglio che pensino a un tradimento della società". Ha spiegato di non aver mai sospettato nulla dei 14 illeciti contestati: evidentemente nello spogliatoio si era formata da cinque anni una vera e propria associazione per delinquere, con Carobbio, Gervasoni e tanti altri. I punti di penalizzazione richiesti sono ben 27; ma "l'AlbinoLeffe - ha osservato il legale del club, avvocato Edoardo Chiacchio - è vittima del comportamento criminale dei propri tesserati".
L'udienza ha visto anche la richiesta del Cesena di retrocedere il Novara all'ultimo posto del campionato di serie A perché, ha osservato il legale dei romagnoli (presenti come parte terza), avvocato Carlo Ghirardi, "in futuri procedimenti altre società saranno chiamate a rispondere di responsabilità oggettiva e questo potrebbe incidere sulla classifica. Chi subisce sanzioni nell'anno in corso, come potrebbe accadere al Novara in questo processo, non può essere ripescato".
Ora gli uomini di Palazzi tornano in via Po per la nuova fase di interrogatori (si comincia con Palermo-Bari e Bologna-Bari).




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19 aprile 2014, ore 18.30

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