Calciopoli: L'abbreviato condanna solo Giraudo, un anno e otto mesi. Assolti tutti gli altri.

News, 5 dicembre 2012.

Oggi a Napoli ultimo atto e sentenza del processo su Calciopoli con rito abbreviato: verdetto per Giraudo e altri dieci imputati. La Juve è a Donetsk: Chiellini dovrebbe farcela ad essere della partita. Buffon: Non mancano le insidie in questa partita: loro sono già qualificati e dunque giocano senza aver nulla da perdere; e poi c'è in ballo il prino posto nel girone. Lucescu esclude biscotti e bacchetta il 'giovane' Conte. Alessio: Lucescu è astuto; noi vogliamo solo concentrarci per passare il turno. L'ex arbitro Bertini: Io non ho mai posseduto schede svizzere.

 

Aggiornamento - Sentenza: Tutti assolti, tranne GIRAUDO, condannato a un anno e otto mesi.

 

Aggiornamento sulll'abbreviato di Calciopoli: Non è certo che vi sia la replica del PG. La In tal caso la Corte andrebbe direttamente in camera di consiglio ed in tal caso verso le 16 potremmo avere già la sentenza. Seguiteci sul nostro blog, A QUESTO LINK per gli aggiornamenti della situazione.



A Napoli arriva oggi a sentenza il processo (rito abbreviato) su Calciopoli - Ci siamo: l'attesa è agli sgoccioli, la sentenza del rito abbreviato su Calciopoli sta per arrivare. Si chiude un altro capitolo, ma non sarà l'ultimo sulla vicenda infinita di Calciopoli, una vicenda che in effetti non si potrà chiudere mai, non solo per le conseguenze dirette che ha avuto sul versante della giustizia sportiva, con tutti gli annessi e connessi che ne sono derivati, ma anche per quelle indirette, visto che ha cambiato il destino di diversi campionati post 2006, per aver tolto di mezzo uno squadrone e una dirigenza destinati a dominare per molti anni ancora.
E' il filone che riguarda Antonio Giraudo e altri dieci degli imputati coinvolti in Calciopoli, quelli appunto che hanno scelto di avvalersi del rito abbreviato.
L'ex amministratore delegato della Juventus dal gup Eduardo De Gregorio è stato condannato in primo grado a 3 anni per associazione per delinquere e frode sportiva: in appello, il procuratore generale Carmine Esposito ha chiesto 4 anni di carcere (più 30.000 euro di multa), ritenendo Giraudo uno dei promotori della cupola, nonostante questa aggravante fosse già stata esclusa nel giudizio di primo grado. Delicata anche la posizione dell'ex arbitro Tiziano Pieri (condannato in primo grado a 2 anni e 4 mesi e su cui grava una richiesta di pena di 3 anni). Per il presidente dell'Aia Tullio Lanese e per l'ex arbitro Paolo Dondarini il pg ha chiesto la conferma della pena di 2 anni comminata in primo grado.
Nell’appello il procuratore generale ha chiesto tuttavia anche la condanna anche dei sette imputati assolti in primo grado. Tra loro spiccano Gianluca Rocchi, arbitro internazionale tuttora in attività, e Domenico Messina, attuale designatore della serie B: un anno e 6 mesi e un anno e 4 mesi rispettivamente le richieste per i due. Poi: l'ex assistente Duccio Baglioni (due anni la richiesta), per l'ex arbitro Stefano Cassarà (un anno e 6 mesi la richiesta), l'ex assistente Giuseppe Foschetti (un anno e 4 mesi la richiesta), l'ex arbitro Marco Gabriele (un anno e 6 mesi la richiesta), l'ex assistente Alessandro Griselli (un anno e 4 mesi la richiesta).
Si inizierà con le eventuali repliche del PG e poi camera di consiglio ad oltranza fino al verdetto.
L'udienza avrà inizio alle ore 12 e sul nostro blog, A QUESTO LINK, troverete la cronaca dell'udienza, che seguiremo come sempre grazie al contributo dall'aula del nostro Francesco/Frales.

La Juve a Shakhtar: Chiellini dovrebbe farcela - Il dubbio maggiore nella formazione bianconera che affronterà la battaglia di Donetsk riguardava Giorgio Chiellini, che per il derby non ce l'aveva fatta a recuperare dal problema muscolare al polpaccio che già gli aveva fatto saltare il Milan. Ma, stando anche alle parole di Alessio ("Chiellini ieri si è allenato ed è a disposizione, poi decide Conte"), dovrebbe farcela ad essere della partita (in caso contrario ci sarà Caceres); qualche dubbio sussisteva anche per Bonucci che aveva terminato il derby in condizioni non perfette; ma il viterbese è sceso in campo, assieme al preparatore atletico, cinque minuti prima dei compagni, per provare una serie di scatti, alla fine dei quali si è unito regolarmente ai compagni: il lieve fastidio muscolare sembra superato.
Chiariti questi due dubbi, la Juve dovrebbe schierarsi con Buffon in porta, difesa a tre con Barzagli, Bonucci e Chiellini, Lichtsteiner e Asamoah sulle corsie esterne, Vidal, Pirlo e Pogba in mezzo, Giovinco accanto a Vucinic in attacco.
Ieri Conte è sceso in campo alcuni minuti prima dei suoi ragazzi, ancora a prepararsi negli spogliatoi, e si è intrattenuto a colloquio con Nedved, Paratici e Marotta, giunto a Donetsk proprio nella giornata di ieri, mentre oggi arriverà invece il presidente Andrea Agnelli. Poi, all'arrivo sul terreno della Donbass Arena, ha radunato i suoi nel centro del campo ed ha tenuto loro un discorso. Si è poi passati al lavoro di rifinitura, con la tattica come tema. Nel discorso al gruppo il mister ha senz'altro spronato i suoi a dare il meglio che hanno, senza aspettarsi cali di tensione degli ucraini: è vero che il loro campionato al momento si è fermato per lo stop invernale e dopo questa gara inizieranno le vacanze, con i brasiliani con l'aereo già prenotato ma, come ha detto Buffon, non aver nulla da perdere, e avere semmai il primo posto del girone nel mirino dà loro quel po' di sicurezza in più, un'arma psicologica da non sottovalutare. Alla Juve basterebbe un pareggio, ma giocare puntando al pari, per una squadra come è quella di Conte, sarebbe assai pericoloso: e poi meglio puntare a vincere, conquistando così anche il primo posto nel girone.
Il tempo a Donetsk è freddo, ma non rigidissimo, c'è qualche grado sopra lo zero, e oggi la giornata dovrebbe essere persino abbastanza soleggiata.
Il direttore di gara, lo svedese Jonas Eriksson, è alla prima assoluta con i bianconeri; i suoi assistenti saranno Mathias Klasenius e Daniel Wärnmark, il quarto uomo sarà Stefan Wittber, gli assistenti arbitrali aggiunti Stefan Johannesson e Markus Strömbergsson.

Buffon: gara insidiosa - Gigi Buffon affiancava ieri Angelo Alessio in quella che è stata la sua ultima conferenza stampa da allenatore pro tempore, in attesa di rivedere in panchina a Palermo Antonio Conte.
E Gigi Buffon non si è nascosto e non ha nascosto alla platea di giornalisti le insidie che questa gara racchiude: "L'insidia più grande è che esca fuori il terzo risultato, cioè quello che non ci farebbe molto piacere, per cui è un insidia molto grande, un'insidia che temiamo. Più che altro perché conosciamo il valore della nostra avversaria e la rispettiamo tanto. Loro sono già qualificati, è vero, ma è anche vero che quando uno è già qualificato non ha nulla da perdere". E, su domanda, ha chiarito che in questa occasione non sarebbe nemmeno applicabile la teoria del 'meglio due feriti che un morto': "Meglio due feriti che un morto? Domanda sbagliata, non ci sono i requisiti: perché una è qualificata, e l'altra no. E poi... si parla solo di qualificazione, ma c'è anche differenza tra chi arriva primo e chi arriva secondo, visto chi si va poi ad affrontare negli ottavi. Diciamo che evitare subito potenziali vincitrici sarebbe meglio". Però ha fiducia in questa Juve, sia per quello che sta facendo sia per quello che potrà fare: "Nell'arco di questi quattro-cinque mesi, nei quali abbiamo affrontato sia il campionato che la Coppa Campioni, penso che si possa dire serenamente che il processo di crescita della Juve sia consolidato, nel senso che al di là di come andrà a finire domani credo che affrontare questo girone e vincere delle partite come abbiamo fatto noi, significa che sei una squadra che ha tutti i crismi per incutere timore agli avversari. Poi è chiaro che soprattutto per noi, il risultato, il passaggio del turno, diventa fondamentale. Al di là di quello, l'impressione che la Juve sta dando quest'anno è che ugualmente è tornata competitiva anche a livello europeo. Per quel che riguarda il mio pensiero sulla Coppa dei Campioni, è chiaro che sognare non costa nulla, è tutto gratis, però è anche vero che bisogna essere realisti; quello che ho detto quando eravamo a Londra, nella prima partita, lo confermo adesso: cioè, ci sono indubbiamente tre-quattro squadre più forti per varie e molte ragioni rispetto a noi, ma come dissi allora, lo dico oggi, sono passati tre mesi, quelli che sono, allora era un auspicio, ora è una certezza, cioè che noi ce la possiamo giocare con tutti, e questa è una grandissima forza".

Lucescu: Niente biscotti - Anche a Lucescu è toccata la domanda sul biscotto, ma il tecnico dello Shakhtar è lontano anni luce questo biscotto: "Ho letto questa parola per la prima volta in questi giorni. Fino a quel momento non sapevo di questo biscotto. Se mi piace un biscotto? Dipende, se amaro o dolce...". Ma garantisce il massimo impegno dei suoi: "Quello di domani sarà un esame importante per noi, contro una squadra di grande tradizione e storia, che ha giocatori di qualità. Siamo professionisti e andremo in campo per vincere. Affronteremo una squadra incredibilmente forte, che gioca un calcio che ammiro. Loro conoscono i nostri punti di forza, così come noi conosciamo i loro. La Juve ha avuto una flessione dopo la partita con noi, ma sappiamo di incontrare una squadra fortissima, sappiamo quanto incidono le motivazioni e loro sono super motivati, ma noi dobbiamo legittimare l’immagine di squadra emergente, giovane e affamata". E poi bacchetta il giovane Conte, che si era risentito perché Lucescu aveva definito previdibili il gioco e il modo di attaccare della Juve. Afferma di aver solo "detto che è stato un po' prevedibile, ripetitivo, solo questo, ma apprezzo molto il gioco della Juventus", è stata "solo un'analisi, non mi sono permesso di dire niente di negativo", ma, commenta, "lui deve solo sapere quando rispondere e quando non rispondere, ma è giovane, lo saprà fare tra vent’anni".

Alessio: Lucescu è furbo, noi però ci concentriamo per passare il turno - Angelo Alessio, richiesto di un commento sulle parole di Lucescu, osserva: "Lucescu è molto furbo e astuto, sa di avere una squadra molto forte e quindi ha detto queste cose. Noi rispettiamo lo Shakhtar, ma vogliamo passare il turno e scenderemo in campo per fare la nostra partita, una partita tosta, una partita con la massima attenzione e determinazione. Le parole di Lucescu sono molto furbe. Dice che facciamo un calcio prevedibile, però prevedibile...costruiamo tantissime occasioni da rete. Devo pensare anche al Barcellona allora: giocano sempre gli stessi e tutti conoscono il calcio che propone il Barcellona, eppure è la migliore squadra vista negli ultimi anni. Quindi, per quanto riguardano le parole di Lucescu, rimangono parole". Perché, al di là delle parole, in casa Juve la parola d'ordine è una sola: superconcentrazione. "Noi - conclude Alessio - siamo concentratissimi su questa gara e vogliamo assolutamente passare il turno".

Bertini: non ho mai avuto schede svizzere - Ieri mattina, su Rai Sport 1, nella trasmissione "Calciopoli, la resa dei conti", alla quale hanno partecipato Maurilio Prioreschi (avvocato di Moggi), Paolo Gallinelli (avvocato di De Santis e Baglioni, che fa parte dell'abbreviato che va a sentenza oggi), Paolo Bertini (ex-arbitro) e il giornalista Marco Mensurati, Bertini ha tenuto a ribadire non solo la sua innocenza, ma anche l'infondatezza del presupposto su cui si basano le accuse e la condanna in primo grado nei suoi confronti, e cioè il possesso delle famigerate quanto in molti casi fantomatiche schede svizzere. Quelle che Moggi ha sempre dichiarato di averle utilizzate solo per motivi di calciomercato: e quanto è emerso in relazione al caso Telecom ben giustifica la sua prudenza nel tenere il più possibile riservate trattative che, per andare a buon fine, necessitano di tempo e di contatti riservati e sicuri.
Paolo Bertini spera che venga riconosciuta la sua innocenza nell'ambito di una vicenda di cui, dice, "gli è piaciuto ben poco".
Cosa si aspetta dall'appello? "Mi aspetto dal processo di appello che vengano esaminate le carte che già sono a disposizione con maggiore serenità, in un processo con ventiquattro imputati non è semplice dare giusta attenzione ad ogni imputato. Con quei carteggi dimostrerò che non facevo parte di nessuna organizzazione. Non compete a me ridisegnare Calciopoli, c'è tutto un contesto più titolato di me a farlo e sinceramente sarebbe già sufficiente che la mia figura venga estrapolata da questa situazione, perché ritengo siano state fatte delle forzature per inserirmi in questo contesto (contesto che peraltro è stato descritto dall'avv Krogh, legale di Giraudo, come "un sistema di valori decaduti, non un'associazione a delinquere", ndr). Nel processo ci sono già gli elementi per dire che Paolo Bertini non c'entrava. Le sentenze dicono qualcosa, dicono che ci sono state delle condanne. Sui presupposti nei quali sono state prese ovviamente avrei anch'io molto da dire, lascio a persone più competenti di me di dirimere questa questione".
Ma sulle schede svizzere è categorico: "Non ho mai posseduto nessuna scheda svizzera".


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19 aprile 2014, ore 18.30

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