Calciopoli infinita: dal rito abbreviato all'ordinario. Auguri, Andrea!

News, 6 dicembre 2012.

Oggi Andrea Agnelli compie 37 anni: auguri, Presidente! Fabio Monti e Paolo Mieli condannati per diffamazione aggravata ai danni dell’ex arbitro Paolo Dondarini. Si è concluso il processo di rito abbreviato su Calciopoli: condannato solo Giraudo (un anno e otto mesi), assolti gli altri dieci. Le reazioni dei legali di Giraudo, di Pieri, di Lanese e dell'avv. Bordoni (difensore di Dondarini). Le reazioni del pg Esposito, di Narducci e di Beatrice. Moggi: Cosa rimane di Calciopoli? L'appello del rito ordinario prenderà il via il 24 maggio 2013. Disposto un processo a Luciano Moggi per diffamazione nei confronti di Auricchio. La Juve vince a Donetsk e passa agli ottavi come prima del suo girone: le voci di Marotta, Alessio e Bonucci. Le sedici qualificate agli ottavi di Champions League. NestGen: la 'Primavera' Juve ha battuto il Fenerbahçe nella sua tana.


Auguri, Presidente! - Auguri Presidente, anzi, auguri Andrea, come desidera lo chiamino i suoi gobbi. Oggi Andrea Agnelli compie 37 anni e la squadra gli ha fatto un bel regalo portando la Juve in alto in Europa, lassù dove lui vuole che sia. Un altro regalo che si trova è la fine della squalifica di Conte, il tecnico che lui ha difeso con le unghie e coi denti, ben conoscendo il valore dell'uomo prima ancora che del tecnico. Ciò che la Juve, da due anni a questa parte, ha ottenuto, in campo e fuori, è frutto paziente e tenace lavoro di ricostruzione da parte di Andrea, che ha riportato la squadra del suo e del nostro cuore là dove le compete. E non sarà mai finita: finché lui sarà alla guida, nessuna battaglia, in campo e fuori, ci farà mai paura..

Fabio Monti e Paolo Mieli condannati per diffamazione aggravata ai danni dell’ex arbitro Paolo Dondarini - Giornata memorabile quella di ieri per l’ex arbitro Paolo Dondarini. Prima di incassare l’assoluzione a Napoli nel processo Calciopoli è giunta l’attesa notizia, proveniente da Milano, della condanna del giornalista del Corriere della Sera Fabio Monti, nonché del Direttore Responsabile della testata Paolo Mieli per il reato di diffamazione aggravata, come da capi di imputazioni che si allegano, con riguardo all’articolo dal titolo “Designazione a rischio, Collina ha sfidato tutti” apparso sul quotidiano il 26/2/2008. Il Giudice di Milano - rendendo finalmente giustizia alla verità dei fatti - ha ritenuto la falsità di quanto riportato in quell’articolo, laddove si affermava che l'osservatore arbitrale Sergio De Marchi - intercettato mentre conversava con Pairetto - avrebbe detto che Moggi gli aveva riferito che avrebbe richiesto “di avere ancora Dondarini in trasferta, perché con lui la Juve vince”. In verità è pacifico dal testo della intercettazione ed è stato confermato dallo stesso De Marchi - sentito dall’A.G. di Milano su precisa istanza dell’Avv. Gabriele Bordoni, difensore di Dondarini - che il riferimento di Moggi fosse allo stesso De Marchi - in tono scherzoso, stante il suo ruolo di osservatore arbitrale- che aveva assistito a Brescia-Juventus finita zero a tre e non all’arbitro bolognese che non aveva mai arbitrato prima la Juventus vincente in trasferta. Ricordiamo peraltro che nella sentenza del GUP di Napoli che aveva condannato Dondarini in primo grado del rito abbreviato al Processo Calciopoli, proprio quella intercettazione - così male interpretata e frutto di quel travisamento - era risultata uno degli elementi fondamentali a carico del Direttore di gara. Per fortuna ieri la Corte d’Appello ha definitivamente messo le cose a posto.

Processo di Calciopoli, rito abbreviato: adesso è rimasto solo Giraudo - Dieci assolti (in base al secondo comma dell'art. 530 del codice penale, cioè per insufficienza di prove) e una sola condanna è l'esito del processo di Appello su Calciopoli, rito abbreviato, conclusosi ieri a Napoli. Assolti l'ex presidente dell'Aia Tullio Lanese, gli ex arbitri Tiziano Pieri, Paolo Dondarini, Marco Gabriele, Stefano Cassarà e Domenico Messina (attuale designatore della serie B), l'arbitro internazionale tuttora in attività Gianluca Rocchi e gli ex assistenti Duccio Baglioni, Giuseppe Foschetti e Alessandro Griselli. Condannato solo Antonio Giraudo, non come promotore dell'associazione, ma come associato di associazione a delinquere e frode sportiva per la gaea Juventus-Udinese (2-1) del 13 febbraio 2005, della quale abbiamo parlato nel nostro articolo "Juve-Udinese e l'associazione fantasma", nel quale avevamo messo in rilievo come Giraudo ricoprisse in effetti un ruolo, per così dire, indiretto, in quanto compare solo come interlocutore di Moggi: il tentativo di frode sarebbe giustificato solo da alcune conversazioni in cui i due si lamentano di alcune decisioni che hanno favorito il Milan e discutono della possibilità di organizzare una cena con Pairetto per presentargli le loro rimostranze; Moggi nell'occasione recriminano anche sul fatto che alcuni direttori di gara, per paura di essere accusati di sudditanza psicologica, finiscano per danneggiare la Juventus. L'unico episodio rilevante nel corso di quella gara fu l’annullamento di un gol regolare all’Udinese sul 2 a 0: da notare che l'arbitro era Rodomonti, assolto sia dalla giustizia sportiva che in primo grado nel processo con rito ordinario su Calciopoli; e i due assistenti, Gemignani e Foschetti, assolti il primo nel rito ordinario e il secondo proprio in questo rito abbreviato sia in primo che in secondo grado.
Come si può capire, questa sentenza, pur se mantiene una condanna per Antonio Giraudo, assesta un'altra bella picconata all'impianto accusatorio originario. Dal processo d'Appello dell'ordinario e dalla Cassazione potrebbero arrivare le ruspe che si portano via il castello sormontato da una sempre più improbabile e sgarrupata cupola di cartone.
Resta il fatto che tutto ciò non sarebbe mai venuto alla luce, e questa è una delle pecche più gravi di tutta l'inchiesta, se un imputato, a sue spese e con un suo staff di lavoro, coordinato dall'impagabile Nicola Penta, non avesse fatto emergere, tra mille difficoltà e ostacoli di ogni genere, quello che 'non esisteva' o 'non interessava'. E le assoluzioni di oggi sono figlie di questo lavoro.

Le reazioni alla sentenza/1- C'è, come ci si poteva attendere, delusione da parte dei legali di Giraudo, un sospiro di sollievo da parte degli assolti (e dei loro avvocati.
Krogh e Galasso, difensori di Giraudo, hanno rilasciato un comunicato: "Al di là delle due assoluzioni ottenute, siamo molto delusi e sorpresi dalla decisione odierna, non ci aspettavamo questo epilogo. Attendiamo il deposito della motivazione della sentenza avverso la quale ricorreremo in Cassazione. Ribadiamo con forza la totale innocenza del nostro assistito Antonio Giraudo".
Tiziano Pieri: "Come esce la classe arbitrale da questa vicenda? Vorrei fermare la mente su quello che è stata questa sentenza che ha dimostrato che la parte sana di questo mondo sono gli arbitri. Questa è la vittoria dell'Aia, non la mia, io ho perso comunque nel giorno in cui mi hanno tolto la possibilità di fare ciò che più amavo. Ho passato anni difficili, ma oggi voglio ringraziare i miei avvocati, qui si è giocato con il fuoco, con la vita di alcune persone che hanno subito ingiustamente. Ho rinunciato alla prescrizione coordinando questa decisione con i miei avvocati che hanno capito il mio desiderio di andare avanti in questi anni sempre a testa alta anche se non è stato facile".
Gabriele Bordoni, legale di Paolo Dondarini
ha spiegato come il suo assistito, appreso il verdetto, abbia "tirato un sospiro di sollievo", anche se "nessuno gli potrà mai ridare quella parte di vita professionale ad alto livello internazionale che ha perso"; l'avvocato Bordoni ha anche sottolineato Dondarini in"quanto fossero fondate le nostre accuse rivolte alle indagini sulla loro incompletezza e che avevano portato ad una sentenza che aveva completamente stravolto l'evidenza"; il suo assistito, infatti "non era stato raggiunto da nessun pregiudizio accusatorio" e "avevamo scelto l'abbreviato nella consapevolezza che nulla ci fosse. Dondarini ha finito anticipatamente la sua carriera - ha concluso - e ha perso i conseguenti guadagni. Era un arbitro internazionale di punta. E ha dovuto smettere, per di più con l'infamia di essere uno 'venduto'. Tutto questo è molto amaro: quando gli ho parlato era commosso, finalmente rivede la verità".
Tullio Lanese: "Sono stati otto anni di sacrifici, ho vissuto momenti difficili e alla fine c'é stato il risultato che speravo da sempre. Ora mi riposerò fino a gennaio, poi penserò cosa fare per tutto quello che ho subito".

Le reazioni alla sentenza/2 - Ha detto brevemente la sua sul verdetto anche il pg Carmine Esposito, che aveva avanzato, nei confronti degli imputati, pesanti richieste di pena: "La Corte ha riconosciuto la sussistenza del reato associativo".
Ma hanno voluto dire la loro anche i due pm che nel 2006 avevano condotto insieme con i carabinieri le lacunosissime (come poi si è visto) indagini su Calciopoli.
Così (da repubblica.it) Narducci: "Prendo atto che il giudice di appello ha confermato che in Italia, nel periodo oggetto delle nostre indagini è esistita un'associazione per delinquere che ha deformato il campionato di calcio. E che il dottor Antonio Giraudo ne è stato sicuramente partecipe. Prendendo atto di questo, che è il dato saliente, spero che nel mese di dicembre dell'anno di grazia 2012, si ponga fine ad ogni ulteriore tentativo, simili a quelli in corso da svariati anni, di sostenere che qualcuno ha cercato di costruire prove, di occultarle, o di perseguitare qualcuno con indagini a senso unico. Perché, come dire, ora c'è un dato incontestabile: passano gli anni, cambiano i gradi di giudizio e i magistrati chiamati a decidere, eppure continua ad essere affermata sempre la stessa verità: c'era un' associazione per delinquere. Mi auguro che, da oggi, tutti vogliano fare i conti con questo dato. E così come a volte capita ai pm di dover fare i conti con decisioni che rovesciano il proprio impianto accusatorio, ora mi auguro che altrettanto facciano quanti sostenevano tesi opposte alle nostre. Spero proprio che si cominci ad analizzare quanto accaduto, con serietà, serenità e senza invocare il complotto della spectre mondiale. Lo dico da cittadino: è arrivato il momento di superare Calciopoli".
Il suo ovviamente è destinato a rimanere un sogno, che potrebbe trasformarsi in un incubo quando, a furia di togliere un mattone dopo l'altro e di scavare le fondamenta, tutta la costruzione cadrà in tutto il suo fragore. Nel frattempo vite e carriere hanno, e ancora stanno avendo, danni cui nessuno potrà mai porre rimedio. Ma la vicenda di Calciopoli continuerà, chi non ha ancora avuto giustizia lotterà fino in fondo per ottenerla. Parlando da cittadini, forse risulta intollerabile che altre persone, forse anche più colpevoli, siano 'sfuggite'.
Così invece il suo ex collega Beatrice: "Prendo atto della sentenza, aspetto di leggerne le motivazioni. Dovendo spiegare la decisione di condannare il dottor Giraudo per associazione a delinquere, i giudici potrebbero produrre elementi utili per l'altro processo di appello".

Le reazioni alla sentenza/3 - Non poteva mancare la voce di Luciano Moggi, l'imputato per eccellenza, al cui nutrito e validissimo staff di legali e consulenti si deve se sono emerse quelle verità che 'erano sfuggite' o 'non interessavano.
Così Moggi a Radio ManàManà: "Attraverso l'assoluzione degli arbitri, si stanno venendo a sgretolare tutti i presupposti sull'associazione a delinquere in quanto non potevamo solo noi farne parte. In ogni caso si sta cominciando a capire che se gli arbitri non hanno colpe, sono innocenti anche gli altri". E a Capuano su Panorama.it: "Certo che avendo assolto tutti mi viene da chiedere: o l'associazione a delinquere la facevamo solo in due io e Giraudo oppure è difficile continuare a crederci.... Ma quando vengono a cadere i capi di imputazione su quasi tutte le partite vuol dire che non è stato fatto nulla. Lo aveva già detto la sentenza della Casoria e ora vengono assolti gli arbitri. Cosa rimane?"
Si dà una spiegazione della condanna subita da Giraudo: "Avendo scelto il rito abbreviato non aveva a disposizione le risultanze del dibattimento come è stato per noi col rito ordinario"; ma per l'ex amministratore delegato bianconero si è trattato di "un'esigenza perché voleva andare a lavorare in Inghilterra. Però difendersi così era impossibile".
Il suo pensiero va anche agli arbitri: "Sono contento e mi fa piacere in particolare l'assoluzione di Pieri, due figli, incriminato senza aver mai commesso nulla. E' per lui e per quelli come lui che ho lottato. Per qualche tempo ha anche fatto il commesso in un supermercato per tirare avanti. E poi penso a Dondarini, una brava persona. Sono contento per gli arbitri perché sono brave persone che non avevano nulla a che fare con me se non per i contatti sul campo".

A maggio si riparte col rito ordinario - Conclusa una tappa dell'abbreviato, Calciopoli riaccende i motori per ripartire con il Processo d'appello del rito ordinario per Luciano Moggi e gli altri condannati nel primo grado di giudizio. La prima udienza è stata fissata ed è stata posta in calendario per il 24 maggio 2013.

Moggi a processo per diffamazione nei confronti di Auricchio - Il gup di Roma Cinzia Parasporo, su richiesta del pubblico ministero Antonio Calaresu, ha disposto un processo a carico di Luciano Moggi per diffamazione nei confronti dell'allora tenente colonnello dei carabinieri Attilio Auricchio: il procedimento per diffamazione prende le mosse da una denuncia presentata da Auricchio con l'assistenza dell'avvocato Diego Perugini. Al centro della vicenda la partecipazione dell'ex direttore generale della Juventus al programma 'Porta a Porta' del 14 gennaio 2009. In quell'occasione, stando all'accusa, Moggi avrebbe offeso la reputazione e l'onore di Auricchio indicandolo come 'un ufficiale dei carabinieri che ha mentito sapendo di mentire', in riferimento alle indagini su Calciopoli. Il processo si svolgerà il 17 luglio davanti il giudice monocratico Aurora Cantillo.
Ricordiamo che, a sua volta, a metà maggio, Luciano Moggi (così come gli ex arbitri Massimo De Santis e Paolo Bertini, l'ex designatore Pierluigi Pairetto e l'ex assistente Ceniccola, peraltro assolto in primo grado) aveva presentato alla Procura di Roma un esposto-denuncia contro ignoti in cui chiedono che si indaghi nei confronti di chi indagò nell'inchiesta su Calciopoli (e sappiamo che furono l'allora maggiore dei carabinieri Attilio Auricchio e i pm Beatrice e Narducci); alla luce delle risultanze emerse nel corso del processo su Calciopoli celebratosi a Napoli i cinque chiedono che si appuri se alcuni investigatori si siano macchiati di abuso d'ufficio, falso ideologico in atto pubblico e falsa testimonianza, allegando all'esposto-denuncia informative di polizia giudiziaria e dichiarazioni fatte nel corso del processo di primo grado: un posto di rilievo viene dato al giallo del video del sorteggio del 13 maggio 2005 (presuntamente alterato) e la testimonianza di Auricchio a Napoli.

La Juve vince e passa come prima del girone - La missione da compiere era passare il turno e a Donetsk bastava un pareggio. Ma, l'avevamo detto, la Juve non sa giocare per il pareggio, gioca sempre per vincere. Così ha fatto e ha vinto, proiettandosi in testa al suo girone, con tutti i vantaggi che ciò comporta in vista dei sorteggi del 20 dicembre, che determineranno gli accoppiamenti degli ottavi di finale. E ha vinto dimostrandosi superiore nel gioco. Chissà se ora Lucescu ricorderà ancora quanto detto sul 'giovane' Conte, che si era risentito al sentire il più anziano (e con passate striature nerazzurre) collega definire prevedibile il gioco dei bianconeri; poi la volpe rumena in conferenza stampa aveva punzecchiato Conte dicendo che dovranno passare vent'anni prima che il nostro capisca quando è il caso di rispondere e quando no. Al mister bianconero in realtà son bastati due mesi e ha risposto dove risponde abitualmente la Juve, sul campo: ha studiato bene il gioco dello Shakhtar e ha istruito a puntino i suoi ragazzi, che hanno fedelmente applicato le consegne, andando a sconfiggere l'avversario proprio nella sua tana, con una gara intelligente, accorta e matura, che sancisce l'avvenuta promozione della Juve tra le belle realtà del calcio europeo.
Euforico Beppe Marotta: "Una grandissima partita, un esame superato a pieni voti - ha detto a Juventus Channel - Credo che il merito vada a tutta la squadra e anche allo staff tecnico, in primis a Conte che ha preparato la partita nel migliore dei modi e quindi direi che siamo felici. Oltretutto abbiamo concluso il girone imbattuti, quindi forse siamo andati al di là di ogni rosea previsione. Questo merito della squadra e dello staff. Mi è piaciuta soprattutto la grande mentalità con la quale abbiamo affrontato un avversario di caratura molto forte, una mentalità che ci può far fare strada anche in campo internazionale".
Anche Angelo Alessio è felice, e per più di un motivo: "Siamo contenti per la vittoria e il primo posto - dice a Sky - Siamo contenti che torni Antonio. Abbiamo vinto una gara difficile contro una squadra forte. Abbiamo vinto e dico un grazie ai ragazzi che nonostante l'assenza Conte si sono messi sempre a totale disposizione. Ci sono stati momenti difficili e complicati e i ragazzi ne sono usciti bene I meriti vanno suddivisi tra tutti, tra staff tecnico e i giocatori".
Bonucci
a Sky: "Noi oggi volevamo fare la partita, e a prescindere dai conti da fare volevamo vincere. Conte? Glielo dovevamo: ha sofferto in questi mesi lontano dal campo, tornerà più carico di prima. Ora vorrei giocare contro il Real Madrid agli ottavi, perché non ho mai giocato al Bernabeu. Devo migliorare tanto e sempre. Man mano che vai avanti in Europa, scendi su campi importanti e imponi il tuo gioco, è normale che la consapevolezza di essere una grande squadra cresca. Il merito di tutto è di chi durante la settimana ci mette davanti ai video per farci capire le cose importanti".

Le sedici qualificate agli ottavi di finale di Champions League - Questo l'esito al termine delle gare dei gironi di Champions League:
Prime classificate: Paris Saint-Germain (Francia), Schalke 04 (Germania), Malaga (Spagna), Borussia Dortmund (Germania), Juventus (Italia), Bayern Monaco (Germania), Barcellona (Spagna), Manchester United (Inghilterra)
Seconde classificate: Porto (Portogallo), Arsenal (Inghilterra), Milan (Italia), Real Madrid (Spagna), Shakhtar Donetsk (Ucraina), Valencia (Spagna), Celtic (Scozia), Galatasaray (Turchia).
Gli accoppiamenti che usciranno dai sorteggi del 20 dicembre dovranno tener conto che Juve e Milan non possono affrontarsi e non possono giocare con la squadra che hanno incontrato nel loro girone. Dunque niente Shakhtar per i bianconeri, niente Malaga per i rossoneri.Per la Juve l'avversaria uscirà dunque tra Porto, Arsenal, Real Madrid, Valencia, Celtic e Galatasaray.

Che bravi anche i ragazzi di Baroni! - Se la prima squadra si è così ben comportata in Champions League, i ragazzi della Primavera di Baroni, impegnati nella NextGen non hanno voluto essere da meno, e hanno dato il buon esempio, ancor prima che i 'grandi' scendessero sul terreno della Donbass Arena, andando a vincere, anch'essi in trasferta, nella tana dei turchi del Fenerbahçe per 2-1 con i goal di Gerbaudo e di capitan Schiavone. Erano già qualificati per il turno successivo ma vogliono anche loro classificarsi al primo posto nel girone; basterà, a questo punto, si fa per dire, andare a sconfiggere a domicilio anche il Paris Saint-Germain.


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JUVENTUS-BOLOGNA

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19 aprile 2014, ore 18.30

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