Su Conte i cecchini sparano fango. Conte: E' il mese delle scelte

News, 13 gennaio 2013.

Conte a Parma con 21 giocatori. Riprende ad infuriare la battaglia mediatica su Conte: le armi, spuntate, sono i verbali desecretati della Procura di Bari. Conte (in conferenza stampa): Nel mercato di gennaio non si prenderà qualcuno tanto per prendere, si farà attenzione ai parametri economici ma noi cerchiamo la qualità. Conte e Mazzarri spengono le polemiche pretestuose suscitate dalle parole di Marchisio. La Juventus Primavera batte in trasferta la Pro Vercelli. Doni, tramite il suo legale, smentisce una presunta intevista in cui si affermava che delle combines del Siena si sapeva da inizio anno.



Per Parma partono in 21 - Sono ventuno i giocatori convocati da Antonio Conte per l'odierna sfida del Tardini contro il Parma: Rispetto alla scorsa settimana Conte ritrova una pedina importante come Lichtsteiner, assente contro la Sampdoria per squalifica. Rimangono fuori dalla convocazione solo gli infortunati: Marchisio, Chiellini, Pepe, Bendtner e Rubinho. Seconda convocazione consecutiva per il giovane attaccante della 'Primavera' Stefano Beltrame.
Questo l'elenco: Buffon, Caceres, Pogba, Vucinic, De Ceglie, Giovinco, Peluso, Barzagli, Bonucci, Padoin, Pirlo, Vidal, Giaccherini, Lichtsteiner, Quagliarella, Storari, Branescu, Matri, Isla, Beltrame, Marrone.

Su Conte ancora tanto fango - Era prevedibile, previsto e si è puntualmente verificato. La desecretazione dei verbali della Procura di Bari era molto attesa, ma non tanto per sapere come fossero andate in realtà le cose o quanti soldi avessero intascato i rei, ma per sapere cosa si poteva trovare per spedire di nuovo Conte in piccionaia. I sintomi c'erano tutti: non si parlava mai delle indagini di Bari senza citare il nome di Conte. E adesso gli squali cercano di segure la scia di sangue, senza accorgersi che in realtà è solo salsa di pomodoro.
Il primo sasso nella palude lo ha gettato il Corriere della Sera che, nell'articolo firmato da Arzilli e Ravelli, scrive testualmente: "II terreno preparato dai verbali baresi potrebbe essere, se vogliamo, ancora più scivoloso rispetto all'estate scorsa per due motivi: il primo è che Conte ha già una condanna passata in giudicato (i 4 mesi) che costituiscono un precedente; il secondo è che i 4 mesi di squalifica per AlbinoLeffe-Siena sono arrivati per la confessione dell'illecito resa da Stellini, all'epoca suo collaboratore, e quindi perché Conte 'non poteva non sapere'". La condanna passata in giudicato in realtà non significa nulla, e quanto al 'non poteva non sapere" credo bastino i fiumi di parole circolati da quella sentenza ad ora per dimostrare quanto l'argomentazione fosse assolutamente inconsistente, la cosa più lontana da uno straccio di prova, e finanche di indizio".
Poi è sceso nell'arena Paolo Ziliani, uno dei colpevolisti della prima ora, che già a giugno spalancava scenari da tregenda davanti a Conte e vedeva già Capello assiso sulla panchina bianconera. E nonostante le recenti querele per improvvide affermazioni non si è certo risparmiato, partendo, su 'Il fatto quotidiano', con questo ritratto del nostro mister: "Essere l’allenatore di 20 giocatori che giocano per far perdere la squadra intascando soldi, e non accorgersene. Essere l’allenatore di giocatori onesti che scoppiano a piangere, avendo realizzato la sconcezza di quel che si sta combinando (Gazzi), e non accorgersene. Essere l’allenatore di una squadra (il Bari) definita dai magistrati 'una vera e propria centrale di calcio scommesse' e di un’altra (il Siena) indagata per 8 partite combinate, e non accorgersene. Dopo Essere John Malkovich, benvenuti sul set del film Essere Antonio Conte: viaggio nella testa di questo strano signore 43enne al cui confronto il dr. Jeckyll & mr. Hide era un tipo tutto d’un pezzo. Caso, sfortuna, cattive abitudini: qualunque sia il motivo, non c’è dubbio che la Conte-story si srotoli in modo sinistro fin dai suoi inizi". E il finale della storia è scontato: Squalifica sia! E c'è anche la durata: un anno. "nubi pesanti tornano ad addensarsi sulla sua testa - scrive - Ai pm Conte ha giurato e spergiurato di non sapere niente di Bari-Treviso 0-1 e di Salernitana-Bari 3-2, ma diversi giocatori lo hanno inguaiato. Come Kutuzov (tarocco con la Salernitana: 'Conte ci disse che lui era con noi se anche non avessimo giocato con il massimo impegno, dal momento che avevamo già vinto il campionato'), come Gillet: ('Durante il prepartita Colombo disse: “Già non gioco mai, se devo giocare questa partita con una squadra moscia, dico di no!'. Conte era un po’ dispiaciuto, ma prese atto”). Come si vede siamo in odore di illecito, visto che l’allenatore ha il potere di schierare la Primavera, se lo ritiene opportuno. Ma anche in caso di incolpazione più lieve (omessa denuncia), la recidiva rende stavolta impossibili sconti di pena. Insomma, tenetevi forte: la notizia è che Conte rischia un anno di squalifica. La telenovela continua". A prescindere dal fatto che Conte non rischia nessuna recidiva, perché la recidiva si applica quando il reato viene replicato dopo una sentenza di condanna, e non è certo questo il caso.
Ora, apriamo una parentesi per dire che chi cerca di infilzare Conte lo fa appoggiandosi alla deposizione di Kutuzov, per il semplicissimo motivo che la carente padronanza della lingua italiana da parte del bielorusso non gli ha consentito non solo di esprimersi, ma spesso di non capire nemmeno il vero senso delle domande rivoltegli, nonostante la pazienza di chi lo interrogava. Chiunque abbia un minimo di esperienza di alfabetizzazione sa che la nostra è una lingua complicata e spinosa, facile magari da apprendere a livello di comunicazione quotidiana, difficilissima quando ad ogni parola ed espressione si debba attribuire un significato specifico, preciso e univoco. Problema di cui si era reso contro lo stesso Kutuzov quando ad Antenna 3, mortificato per il fraintendimento delle sue parole (a maggior ragione se si estrapola una singola frase), aveva detto, sempre 'a modo suo': "Diciamo che una cosa detta in una maniera, girata in un'altra maniera, diventa cattiva, è un gioco di parole". E nelle prossime audizioni sarebbe il caso che il giocatore e chi lo interroga decidano di tenere a portata di mano un interprete, per il bene della verità.
La telenovela annunciata da Ziliani continua con Giampiero Timossi su ' Il secolo XIX', dove il titolo è già un programma 'Confessioni di una mente pericolosa', e la mente pericolosa è quella di Conte: "Se fosse un film questo sarebbe 'Confessioni di una mente pericolosa'. Pericolosa e (piuttosto) sgrammaticata. Ma Antonio Conte non è un film, «io al cinema ci porto la squadra, la sera prima della partita ». L’uomo che allena la Juventus è fatto così, è tutto vero. Irruente, anche nel lessico. Uno 'che non ci fa, ma ci è' calato nella parte. Uno che riesce a sbatterti in faccia la sua vincente antipatia. La sua sicurezza che sfida sempre il confine della spocchia. Ci riesce anche in una caserma dei carabinieri, a Monopoli, il 6 settembre di un anno fa. Impone il gioco, pure davanti al procuratore capo di Bari, Antonio Laudati e a un bel gruppo di magistrati e investigatori che stanno cercando di sbrogliare la matassa di un nuovo calcioscommesse". E via di questo passo, con un Conte che cerca di prendere il sopravvento su chi lo interroga, fino alla conclusione: "Perché la vita di un uomo così è sempre una battaglia. Uno che arrivò e disse: «Voglio una Juve antipatica». È sulla buona strada". Non sa che la Juve è sempre stata antipatica. Perché vinceva.
E il colmo dell'obbrobrio si raggiunge con qualcuno che dovrebbe essere una specie di autorità in materia, l'avv. Mario Stagliano, ex vice capo dell'Ufficio Indagini, che a Panorama.it dice di non credere che Conte possa non essersi accorto di nulla (l'ennesima variante del 'non poteva non sapere'): «"Io ho frequentato per anni gli spogliatoi quando ero nell'Ufficio Indagini. Ero fuori dagli spogliatoi e dentro (c'erano ndr) calciatori, fisioterapisti, medico, team manager che fa avanti e indietro e l'allenatore. Io ho uno studio in cui sono una sorta di primus inter pares: è possibile tutto, anche che vista l'età io sia diventato sordo e non mi accorga di nulla. Ma pur avendo i miei colleghi stanze diverse dalla mia, se ci fosse qualcuno che facesse cose illecite penso che me ne accorgerei" Lei non crede a Conte che dice di non essersi mai accorto di nulla. "Ho letto che si è dato del ċoglione da solo. Per carità, è possibile tutto. E' possibile che uno sia un grande ċoglione". Per non accorgersene dovrebbe essere un grande ċoglione? "Eh... Un grande ċoglione. Per come sono strutturati gli spogliatoi non ti sei accorto di nulla per quanto riguardava Albinoleffe-Siena, non ti sei accorto di nulla per quanto riguardava Siena-Novara e non ti sei accorto di nulla per quanto riguardava Treviso-Bari e Bari-Salernitana. Se fossero vere le cose che ho letto e cioè che la distribuzione del denaro sarebbe avvenuta addirittura all'interno dello spogliatoio..."». Ma ciononostante non crede in un'altra squalifica di Conte: "Senza sottacere un discorso particolarmente pesante per quanto riguarda la pressione dell'opinione pubblica e le conseguenze di politica sportiva"... "Direi che sarà molto difficile che ci troviamo nuovamente davanti a un Conte deferito per omessa denuncia" "Queste parole (di Kutuzov, ndr)dovrebbero portare al deferimento di Conte. Sicuramente" Anche se lui stesso a domanda diretta dei carabinieri risponde che Conte non è coinvolto nella combine? "Sulla base di queste dichiarazioni fino a qualche mese fa, e se non si chiamasse Conte, sì. Salvo poi dimostrare che quanto ha detto Kutuzov è diversamente interpretabile e portare al proscioglimento"... "Se non fosse Conte e non ci fossero state le polemiche di questa estate probabilmente si tornerebbe agli organi giudicanti. Non credo avverrà così". In realtà, invece, se non fosse Conte, l'allenatore della Juventus, di una Juventus tornata Juventus, a 360°, avrebbe potuto non sapere, come Gustinetti, come Mondonico, ecc. ecc.

Conte: Cerchiamo giocatori di qualità: Prendere giusto per prendere... ecco no - L'argomento principe di questo momento è il calciomercato, e la Juve è quasi costretta ad attivarsi in questo senso visti problemi dovuti alle assenze forzate e il fitto e impegnativo calendario che l'attende, impegnata com'è su tre fronti. Adesso ha davanti a sé 8 partite in 30 giorni e Conte, in conferenza stampa, ha chiarito i problemi che ciò comporta in casa Juve: "Otto partite in trenta giorni in questo periodo sarà dura, io dopo la Sampdoria se vi ricordate ho detto che ci aspetta un mese, un mese e mezzo in cui bisognerà stringere i denti, bisognerà comunque essere belli compatti, determinati e concentrati perché sarà un mese, un mese e mezzo in cui dovremo far fronte anche a infortuni anche importanti... non dimentichiamo che Chiellini deve recuperare, Pepe deve recuperare, Bendtner deve recuperare, Marchisio deve recuperare, Vucinic è in mezzo, Asamoah è in Coppa d'Africa quindi... Se non sbaglio sono 6 giocatori in una rosa nostra che è giusta, non abbiamo 30 giocatori, ne abbiamo 24, siamo in tre competizioni... Se a questa rosa ne togli 6, ne restano 18, quindi fate poi i calcoli, a volte non faccio del turnover a volte c'è l'obbligo di fare dei cambi, poi le cose vanno bene passano inosservate, se vanno male ho sbagliato io. Sono delle cose che vanno sempre ponderate. Torno alla partita Juventus-Milan, c'è la sostituzione di Giovinco... Giovinco aveva un affaticamento al polpaccio e mi ha chiesto il cambio... io devo preservare Giovinco anche per la partita contro il Parma, se avessi fatto finta di non sentire Giovinco magari non lo avrei avuto domani quindi... anche nelle scelte che facciamo c'è sempre qualcosa di ragionato e studiato, io non devo fare il tifoso in panchina".
Si è soffermato in particolare sul problema di Vucinic: "Quando subentrano problemi comunque tendinei, non sai mai quando... c'è l'inizio, ma non sai mai quando c'è la parola fine, io ho sofferto per tantissimo tempo di questi problemi quando giocavo, è inevitabile che c'è bisogno di stringere i denti sempre... Bisogna cercare di gestirlo, perché quando c'è un problema se poi diventa cronico diventa un problema serio, noi non possiamo permetterci di far diventare questo problema di Mirko un problema serio e non risolvibile perché.... perché davanti abbiamo bisogno di Mirko, così abbiamo bisogno di Giovinco, di Matri, di Quagliarella e abbiamo Bendtner che è infortunato e probabilmente non lo avremo per tutta la stagione".
C'è bisogno di tutti, e lui ha fiducia in tutti i suoi ragazzi, con la consapevolezza che quella della Juve è una maglia pesante e ogni gara è un esame: "Giocare nella Juventus non è facile, vieni giudicato sia in positivo perché se fai delle cose buone te le amplificano fino a... diventi top player... un giorno diventi top player, un giorno diventi pipp player, quindi... da parte mia c'è grandissimo equilibrio, c'è grandissima fiducia nei confronti dei miei ragazzi sapendo che tutti quanti possiamo migliorare, io per primo, in questo processo di crescita che è iniziato da un anno. Da parte mia c'è massima fiducia, massima considerazione nei confronti di Vucinic, di Giovinco, di Quagliarella, di Matri, del ragazzo pure che ha delle buone qualità e deve crescere, parlo di Beltrame, quindi quando faccio delle scelte sono molto sereno e tranquillo".
Domani c'è il problema di sostituire Marchisio; le alternative sono due: Pogba o Giaccherini. Così Conte: "Valuterò attentamente lo stato di forma dei due. Giaccherini è tra quelli che forse a inizio stagione ha pagato di più l'esplosione di Pogba, un calciatore che, sapete benissimo, stravedo per lui... diciamo che è un mio pupillo, è un giocatore talmente serio come tanti altri, io non posso che parlare bene di lui come di tutti i ragazzi e questo è il segreto delle nostre vittorie. Pogba sta facendo bene, ha 19 anni, deve continuare a fare bene, ancora con più continuità, con più costanza, con più cattiveria, ha grandi mezzi, non rappresenta il futuro, ma il presente e ha giocato partite importanti come quella contro lo Shakhtar. E' una bella scelta, sicuramente a centrocampo siamo sereni, se ne manca uno ecco siamo sereni".
E poi, direttamente sul mercato, risponde su Immobile: "Immobile è un ragazzo per cui ho grande affetto, grande stima, perché l'ho visto crescere nella Primavera della Juventus, l'ho voluto con me anche a Siena anche nella prima parte di stagione poi lui ha preferito andare a giocare a Grosseto, conservo l'ottimo ricordo di un ragazzo molto serio, molto applicato, che ha grande fame, voglia di arrivare e lo sta dimostrando e complimenti a Ciro, ancora a metà nostro, quindi lo monitoriamo attentamente".
Ma è chiaro che la scelta del tassello che manca in attacco verrà fatta con molta oculatezza, non si comprerà tanto per comprare: "La prospettiva può anche cambiare bisogna vedere se si riesce a farla cambiare sia nei parametri economici a disposizione sia nella qualità che cerchiamo. Prendere giusto per prendere, basta... ecco no..."
Qui la conferenza stampa (parte prima e parte seconda) nel video di Superfly (TifosiBianconeri.com).

Conte e Mazzarri spengono il caso Marchisio - Mentre gli amanti della polemica strumentale fine a se stessa continuano ad impazzare, spesso in modo becero, intorno all'antipatia sportiva di Marchisio verso il Napoli, i due allenatori, nelle rispettive conferenze stampa, hanno riportato la questione nel loro giusto terreno, quello della sana rivalità sportiva.
Così Conte: "Per quanto riguarda la polemica... polemica, se la vogliamo chiamare polemica, io penso che... non penso, anzi sono sicuro che a una precisa domanda Claudio ha risposto a livello sempre sportivo, a livello calcistico, ha parlato tra virgolette di antipatia sportiva, di antipatia calcistica quando si affrontano così come sono convinto che il Napoli affronta la Juventus ci mette sempre qualcosa di più a livello calcistico, perché comunque il Napoli è entrata di diritto tra le grandi, così come c'è quella antipatia calcistica tra noi e il Milan e l'Inter, adesso c'è anche il Napoli. Quindi penso che da questo punto di vista Napoli calcio e Napoli città deve essere contenta di essere entrata nel novero delle grandi e di essere diventata antipatica a livello sportivo. Ci tengo a precisarlo, quindi cioè, colgo l'occasione, anche per conto di Marchisio, per fare i complimenti per questo ritrovato status al Napoli che è annoverata tra le grandi e quindi deve mettere in conto che, come la Juventus è antipatica sportivamente, anche il Napoli a livello di calcio, di campo sarà tra le antipatiche. Io mi auguro di no tra virgolette, se è più simpatico significa che non ha vinto, ma il Napoli ha iniziato a vincere l'anno scorso proprio contro di noi in Coppa Italia e questo dimostra la forza di questa squadra, di questa città".
E così Mazzarri: "Nel nostro ambiente tutti vogliono vincere, per me ci ha fatto un complimento, Vorrà dire che stiamo facendo bene e ci ritiene forti, l'antipatia è sinonimo di squadra vincente. Del resto in questo mondo chi è simpatico non fa nulla di buono".

Vola la 'Primavera' - Ottimo inizio anno per la Juventus Primavera guidata da Marco Baroni. Vittoriosa per 1-0 con un goal di Gerbaudo sul campo della Pro Vercelli, in virtù anche della concomitante sconfitta della Fiorentina a Parma, si ritrova ora in testa al suo girono con 4 punti di vantaggio proprio sui viola.

Doni: 'Le combines del Siena si sapevano dall'inizio'; ma arriva la smentita - Secondo misfatto del Fatto Quotidiano. Oltre al brutto pezzo di Ziliani ospitava ieri un articolo a firma di Federico Ruffo e Alessandro Macina, inviati di 'Presa Diretta', che stasera su Rai 3 alle 21.30 dovrebbe mandare in onda una puntata sul calcioscommesse. Nell'articolo si dice: "Così mentre si parla del processo ad Antonio Conte per i fatti di Siena, qualcosa si lascia sfuggire: 'Anche perché mi son rotto di raccontare stronzate. Si sapeva che quelle partite del Siena sarebbero finite così, lo sapeva da inizio anno! Lo sapevamo che noi dovevamo arrivar primi e che altre squadre si erano dette ‘se a fine stagione qualcuno ha bisogno'”.
In serata, via Ansa, è arrivata la smentita da parte del legale dell'ex calciatore: "Cristiano Doni smentisce categoricamente di avere mai rilasciato interviste con riferimento alla società del Siena calcio e al signor Antonio Conte. Le notizie apparse oggi su alcuni organi di stampa, in relazione a tale pretesa intervista, sono dunque destituite di ogni fondamento''.


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19 aprile 2014, ore 18.30

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