Buffon: Ancora e solo Juve! Agnelli: E' bastato uno sguardo. L'eredità dell'Avvocato.

News, 24 gennaio 2013.

Dieci anni fa ci lasciava Gianni Agnelli, ma le sue parole ci accompagnano ancora oggi. Gigi Buffon e Andrea Agnelli annunciano che il portiere ha firmato altri due anni di cotnratto: per deciderlo è bastato una sguardo. Agnelli: La Juve lotta sul piano sportivo per vincere sempre e comunque, sul piano societario perché il nostro mondo si sviluppi nel modo più opportuno. Cosa manca ancora a Gigi Buffon? La Champions e il Pallone d'oro. Zamparini: Andrea Agnelli è un signore. Ma... perché ancora Beretta presidente? In Lega ci sono piccoli poteri stupidi. Calciomercato: Llorente praticamente fatto per luglio; per l'immediato la Juve sembra puntare su Lisandro Lopez.

L'Avvocato: Un'assenza lunga 10 anni - "Nel subcosciente, in un momento come questo dove le notizie buone sono poche, c'è qualche cosa che ti tiene di buonumore. Come mai? Perché la Juventus ha vinto". Con queste parole, di sorprendente attualità, termina il video che la Juventus ha pubblicato sul sito ufficiale per ricordare Gianni Agnelli a dieci anni dalla sua scomparsa, avvenuta in una fredda mattina, il 24 gennaio 2003. E il ricordo dell'avvocato, sempre 'L'avvocato e la sua Juve' sul sito ufficiale, inizia con queste altre parole, quasi un mantra per la gente della Juve: "Nei momenti difficili di una partita, c’è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, a quella capacità di non arrendersi mai. E questo è il motivo per cui la Juventus vince anche quando non te l’aspetti".
Oggi Torino ricorderà l'Avvocato con una celebrazione nel Duomo di San Giovanni alle ore 11, seguita da un altro 'ricordo' organizzato in Comune, in Sala Rossa. Due commemorazioni cui saranno presenti, oltre i familiari, numerose personalità del mondo economico, politico e sportivo.
Ma per i tifosi bianconeri quelli per cui l'Avvocato era soprattutto il tifoso numero uno della loro Juve, quello che “La Juventus rappresenta - disse - per chi ama la Juventus, una passione, uno svago… e qualche cosa la domenica. Noi abbiamo cercato di dare a loro il migliore spettacolo possibile e anche molte soddisfazioni”, c'è un altro appuntamento di cui abbiamo già parlato e che ricordiamo: è quello che si terrà domani 25 gennaio, alle ore 18, al Circolo della Stampa, Sala Toniolo, Palazzo Ceriana-Mayneri, Corso Stati Uniti 27 a Torino, si terrà un incontro, "Gianni Agnelli, dieci anni dopo la morte". Oltre a Bruno Babando (scrittore e direttore di lospiffero.com), Marc Hurner (analista finanziario, titolare di Fipcor International) ci saranno due presenze molto significative per il mondo bianconero, Luciano Moggi e Gigi Moncalvo, lo scrittore che alla famiglia Agnelli, dopo 'I lupi & gli Agnelli' del 2009, ha recentemente dedicato il suo ultimo bestseller 'Agnelli segreti'. Qui la locandina dell'evento.

Buffon rinnova sino al 2015 - Nella preannunciata conferenza stampa svoltasi ieri presso il Media Center di Vinovo, Andrea Agnelli e Gigi Buffon hanno annunciato che il numero uno bianconero ha rinnovato il suo contratto per altri due anni, portandone la scadenza dal giugno 2013 al giugno 2015, sino a raggiungere il traguardo delle 14 stagioni in maglia bianconera.
Così si è espresso il presidente Agnelli al riguardo: "Fa già parte di quello che potrei definire il gotha dei grandissimi che hanno indossato la maglia della Juventus. Ma ha dimostrato la volontà, la ferma volontà, di voler proseguire in questo percorso. E siamo perfettamente consapevoli, perché con me è stato sufficiente uno sguardo qualche mese fa per prolungare questo contratto. Lui sa già che starà a lui, in base a quelle che sono le sue motivazioni, come ha sempre onestamente e intellettualmente detto... sono le motivazioni che fanno la differenza. Lui oggi di motivazioni ne ha ed è per quello che ci sono ancora due anni. Se in futuro ci riserverà un'altra pagina, sono le motivazioni di Gigi.... perché sa che la Juventus è casa sua e fino a quando avrà le motivazioni, fino a quando si dimostrerà il campione che è oggi, sia in campo che fuori dal campo, lui sa che troverà le porte della Juventus sempre aperte. Ciò che contraddistingue Gigi è la sua personalità, la sua onestà e la sua capacità di essere leader, sia in campo che fuori dal campo, la sua lealtà e la sua trasparenza. Quando ha un'opinione non esita a dirla, non esita a dirla al chiuso di quattro mura, non esita a dirla con voi. E questo fa sì che quando c'è un confronto con Gigi, il confronto è sempre costruttivo e questo non può che far aumentare la stima che abbiamo o che io ho maturato in lui ed è cresciuta in questi tempi. Come vi dicevo, ci siamo guardati negli occhi ormai qualche mese fa, continuavamo a rispondere una volta io e una volta lui, c'era solo una questione di giorni. Abbiamo tutti quanti un calendario molto impegnato, ma quando c'è la lealtà non c'è bisogno di andare oltre".
E così ha spiegato la situazione lo stesso Buffon: "Il discorso di un anno è stato fatto da parte mia, è stata una proposta, nel senso che poi le proposte vanno condivise e valutate, perché alla fine volevo in tutto e per tutto rendere la Juve libera da quello che posso essere io, possa rappresentare, nel senso che io credo che un giocatore, soprattutto con la carriera che ho io alle spalle, presente e mi auguro anche futura, giochi fino a quando è in condizione di poter esprimere il proprio valore e i propri livelli. Quindi mi sembrava un discorso coerente nei confronti della società. Chiaro che abbiamo valutato questo tipo di soluzione, però è anche vero che una società come la Juve non è che improvvisa, programma, per cui penso che fosse giusto da parte loro una controproposta di almeno due anni per avere la certezza che almeno nei prossimi due anni non dovranno valutare l'idea di prendere un altro portiere se le mie prestazioni saranno all'altezza della situazione. per cui abbiamo ritenuto giusto trovare questa soluzione biennale".
Una carezza per i tifosi: "I tifosi sicuramente hanno avuto un'influenza importantissima, perché alla fine sapere di essere apprezzato, incitato sempre e comunque, è un qualcosa che realmente non ha prezzo. Però è anche vero che i tifosi li vedi settimanalmente, quotidianamente vieni a Vinovo e tu incontri i tuoi compagni, incontri uno staff tecnico, uno staff dirigenziale. Se il rapporto con loro non fosse un rapporto di grande stima, osiamo dire anche idiliaco, perché poi alla fine col tempo si è creato realmente questo tipo di situazione, io credo che nessun tipo di rapporto e nessun amore, seppur enorme da parte dei tifosi, poteva far sì che io rimanessi qui per così tanto tempo. Per cui, se è accaduto questo, è perché da tutte le parti ci sono sempre stati messaggi di grande riconoscenza e stima per me, come calciatore e come uomo".
Una scelta dunque fatta con tutto se stesso, perché in nessun 'altrove' si sentirebbe a casa: "Altre offerte sarebbero state declinate in partenza, per cui non c'era neanche spazio o margine per una trattativa. Non ho mai pensato che tipo di squadra o che tipo di maglietta possa avere in futuro, perchè sinceramente sono arrivato qua tanti anni fa e col tempo mi spingo a dire che la Juventus e la casacca bianconera, che la cultura e il mondo Juventus, per me è diventato uno stile di vita. E quando un qualcosa ti entra dentro, ti entra nella pelle, come lo fa la Juventus o il cosmo Juventus, fai fatica a vederti con un'altra maglia".

Agnelli: Operiamo perché questo mondo si sviluppi nella maniera più opportuna - Andrea Agnelli ha elegantemente declinato l'offerta di replicare alle parole di Pulvirenti o comunque di commentarle, ma qualcosa sull'attuale mondo del calcio e la fauna che lo popola l'ha detto: "Io credo che ciò che lega la gente che sta nel mondo dello sport tutto sia, alla fine, genuinamente la passione, quelli che sono i valori di questo gioco. Ogni momento, ogni epoca ha le sue complessità, si tende sempre a pensare che una volta si stesse meglio. Non è necessariamente così. Quando uno va indietro c'erano diversi problemi, problematiche. Oggi noi siamo consapevoli che siamo davanti a un fenomeno che sicuramente è diverso da quello che è stato il sistema dello sport 20-30-40 anni fa, ma tutto è in evoluzione. Quindi cercare di fermare la naturale evoluzione delle dinamiche di sviluppo dello sport, così come le altre industrie, non lo possiamo fare. E nel base al contesto in cui operiamo, di volta in volta, sappiamo che ci dobbiamo confrontare con chi ci troviamo. Non si può scegliere l'avversario, non si può scegliere la qualità dell'avversario, non ci è dato scegliere. Quindi noi operiamo sempre con il duplice fine: quando penso alla Juventus, da una parte quello strettamente sportivo ci è data la dolce condanna di lottare per la vittoria sempre e comunque; da un punto di vista societario, per la dimensione, per la storia e per la tradizione che abbiamo, operiamo affinché il mondo in cui viviamo possa essere sviluppato nella maniera che noi reputiamo più opportuna".
Qui il video della conferenza stampa di Agnelli e Buffon.

I numeri di Buffon - "Potrei scorrere in rassegna alcuni dei numeri che hanno fatto di Gigi Buffon secondo l'Istituto di Ricerca e Statistica il miglior portiere degli ultimi 25 anni, ma nell'incominciare terminerei tra molto tempo. Quindi mi piace ricordare i cinque Scudetti che ha vinto sul campo, la Coppa del Mondo, che forse è il sogno di tutti i bambini quando si immaginano a calcare grandi palcoscenici; alzare quella Coppa deve essere qualcosa di estremamente unica come emozione". Così si è espresso Andrea Agnelli ieri in conferenza stampa.
E allora proviamo noi a declinare i numeri di Supergigi: 423 presenze in maglia bianconera; 5 scudetti: 2002, 2003, 2005, 2006, 2012; 4 Supercoppe italiane: 3 con la Juventus (2002, 2003, 2012) e una col Parma (1999); una Coppa Italia col Parma (1999), una Coppa UEFA col Parma (1999); 123 presenze in Nazionale; un Campionato del mondo (Germania 2006); un Campionato Europeo Under 21; e, numerosi altri riconoscimenti a titolo individuale tra cui più volte quelli dell'IFFHS (il più recente, quello di miglior portiere del XXI secolo).
Cosa gli manca? A livello di squadra la Coppa dalle grandi orecchie ma, dice, la Juve è lì e proverà ad inseguire anche la Champions: "La speranza e l'auspicio è di poterci ripetere innanzitutto in Italia e confermare questo tipo di leadership che mancava da parecchi anni, da troppi anni. Questo sarebbe il primo tassello di conferma molto importante. Per quel che riguarda la dimensione europea, io credo che la Juve abbia dimostrato col campo e con i fatti, che è tornata ad essere una Juve competitiva. Come dico sempre, la cosa più importante, quello che conta, è quello, poterci giocare la partita, o un turno di qualificazione alla pari con tutti. Poi il vincere o il non vincere, il dettaglio, la fortuna o la sfortuna, fa la differenza. Ma avere questo tipo di certezza è stata una grande conquista che anche questa mancava da troppo tempo".
E a livello individuale cosa gli manca? Risponde per lui Andrea Agnelli: "C'è una riflessione che ci tenevo a fare con voi in questi giorni, pensando a questo appuntamento, pensando di essere qui seduto accanto a Buffon: ho cercato di scorrere... Qual è il riconoscimento individuale che Gigi non ha ancora ricevuto? E mi è passato per le mani il Pallone d'Oro. Quindi abbiamo guardato un po' cos'è la storia del Pallone dOro e ci sono dei dati statistici che fanno abbastanza riflettere: se noi guardiamo dal 1978 al 2007, quindi nell'arco di 30 anni, 17 volte il riconoscimento di miglior giocatore europeo è finito in Italia. Mai, come negli ultimi cinque anni, è stato così distante dall'Italia, per cinque anni consecutivi. Quando guardo la storia di questo straordinario premio, che è un premio individuale un solo portiere ha avuto l'onore di sollevarlo, che è Yashin e credo che a me e a Gigi ricordi qualche mito d'infanzia. Non l'abbiamo mai visto ma Yashin rappresenta un muro davanti a una porta. Il mio auspicio è che in questi due anni, dove sappiamo che la nostra natura, la nostra volontà, è quella di competere per vincere, il mio auspicio è che Gigi possa interrompere questa statistica negativa che non vede il Pallone d'Oro venire in Italia, ma possa interromperne anche un'altra, quella di riportare un numero uno, il numero uno.... possa riportare il Pallone d'Oro qui in Italia, perchè quello sì sarebbe veramente il giusto riconoscimento a quello che Gigi rappresenta per il mondo del calcio tutto, per il mondo del calcio italiano, di cui è capitano, e per la Juventus che è la principale società in Italia, di cui è anche, di anch'essa, il capitano. Grazie e lasciamo spazio alle vostre domande".

Zamparini. Andrea è un signore; ma perché ancora Beretta? - Ohibò, la nuova governance della Lega inizia davvero bene. Non bastasse il deferito-lampo Pulvirenti, ecco arrivare la sorpresa Zamparini che, intervenuto a 'La Zanzara', su Radio 24 si è stupito della rielezione di Beretta, da lui definito "l'inefficienza e l'immobilismo': E ha spiegato: "La causa sono i 20 presidenti di cui uno sono io, ma non ci vado più, mando il mio amministratore delegato. Beretta? Non riesco a capire che cos'abbia e perché rimanga lì, che soddisfazione gli dia. Uno che va a prendere quella posizione lì... Il calcio italiano sta diventando l'ultimo in Europa perché la Lega è diventata un consesso di deficienti e Beretta è il capo degli inefficienti".
Sincero è apparso il suo rincrescimento per le offese di Pulvirenti ad Agnelli: "Agnelli Andrea è veramente un carissimo ragazzo, una persona che io stimo molto. Agnelli è un signore, non si sarebbe mai permesso di scendere così in basso a dire certe parole. Pulvirenti certamente è andato oltre e mi dispiace"
Ma in mattinata Zamparini aveva già toccato l'argomento 'Lega' a ore 10, su Radio 2. E così si era espresso: "Sono piccoli poteri stupidi che pensano di avere... La Lega ha bisogno di un profondo rinnovamento con uomini nuovi e invece stanno esercitando dei piccoli poteri e.. succede nella vita insomma... Dopo trent'anni che sono in Lega è la prima volta che vedo fuori dal Consiglio di Lega Inter, Juventus e Roma insomma, è veramente stupido questo".
Forse sarebbe il caso che Zamparini e Lo Monaco si parlassero prima che l'amministratore delegato andasse in Lega ad eleggere Lotito ed entrare anche nel Consiglio di Lega... Anche perché Zamparini, che già ha fama di mangia-allenatori, potrebbe cominciare a mangiare anche i dirigenti e alla fine licenziare sia Lo Monaco che Beretta..

Calciomercato: a otto giorni dalla chiusura - Ieri in conferenza stampa non poteva mancare, per il presidente Agnelli, una domanda sul calciomercato; e Andrea se l'è cavata così: "Il ragionamento è la Juventus programma, non posso che rimettermi alle riflessioni di chi dirige la nostra parte sportiva, dal direttore Marotta, a Fabio Paratici, a Gianni Rossi. I ragionamenti sono sempre aperti, la Juventus e tutte le sue persone sono sempre attente a quello che accade, però tutto accade in un'ottica di programmazione e di questo noi siamo consapevoli. Giova ricordare che al netto di alcuni infortuni che abbiamo avuto in questo momento, abbiamo la miglior difesa, il miglior attacco, abbiamo una squadra che porta a concludere l'azione diversi giocatori, quindi forse non si tratta di trovare quell'elemento che fa la differenza, ma come spesso ricorda anche il nostro allenatore Conte, è la squadra intera e come suona lo spartito.. anche ieri sera in una situazione estremamente rimaneggiata, con una squadra che forse era la prima volta che giocava con quell'undici, lo spartito è stato suonato in maniera assai egregia e forse un risultato più corretto sarebbe stato 3-0. Però, tanto è...".
Sì, va bene, il gruppo, lo spartito.. però lo stesso Conte ammette che la coperta è corta anche numericamente; e forse qualcuno che in attacco riuscisse talora a mettere il punto esclamativo su una gara dominata sul piano del gioco non guasterebbe. E allora Marotta e gli altri uomini mercato della Juve sono in piena attività, perché mancano 8 giorni, per riuscire a portare a termine qualcuna delle trattative cui la Juve ha prestato orecchio. Per quanto riguarda l'attaccante di qualità, assodato che con Llorente i giochi sembrano fatti, ma arriverà a luglio, perché Urrutia, il puntiglioso presidente dell'Athletic Bilbao preferisce perderlo a zero in estate piuttosto cercare di ricavarne qualcosa assecondando la sua voglia di fuga anticipata. E allora l'ipotesi principale al momento sembra quella di Lisandro Lopez, che Marotta vorrebbe dal Lione in prestito; inizialmente il presidente Aulas aveva rifiutato decisamente l'idea del prestito, voleva vendere; ma col passar dei giorni avrebbe finito per accettare l'idea. Ciò che lo divide dalla Juve sarebbe la formula del prestito che vorrebbe con obbligo di riscatto, mentre Marotta rimarrebbe fermo sul semplice diritto di riscatto; a quel punto Aulas avrebbe proposto allora un prestito fortemente oneroso, si parla di 2 milioni di euro, proposta che Marotta avrebbe rispedito al mittente; prestito, se non gratuito, non oltre i 700.000 euro con diritto di riscatto prefissato intorno ai 9 milioni di euro (questo nel caso il giocatore si rivelasse davvero l'uomo giusto al posto giusto. La trattativa è ancora aperta. Poi c'è la pista Drogba, molto più debole, che coinvolge ora anche il Milan (che peraltro non ha smesso di fare pensierini anche su Kakà e Balotelli): l'ivoriano, ora impegnato in Coppa d'Africa, avrebbe mandato al suo club, lo Shangai Shenua, una lettera in cui chiede la rescissione del contratto (pare per qualche stipendio non pagato), lettera che manderà anche alla Fifa per ottenere lo svincolo. In quel caso sarebbe libero a parametro zero; pare che il Milan si sia tuffato su questa opportunità offrendo all'ivoriano un contratto di 10 milioni di euro (che fanno 20 lordi) per un anno e mezzo; Marotta non crede però a questa via per liberare Drogba, anche perché i tempi sono ormai ristrettissimi, e semmai continua a parlare con lo Shanghai per un prestito di sei mesi; ma i bianconeri sembrano aver mollato la presa sul costoso attaccante.
La Juve intanto continua a muoversi sui giovani: col Botafogo continua la trattativa per Doria (sembra che la Juve, peri risolvere il fastidioso problema, tipico del mercato sudamericano, per il quale sono il 40% del cartellino è del Botafogo, mentre il resto appartiene ad altri investitori); poi, sempre seguendo il Campionato sudamericano Sub 20, si dice stia trattando altri due giovani messisi in luce in quella vetrina: José Francisco 'Panchito' Cevallos, centrocampista ecuadoregno classe 1995, che gioca nel LDU Quito, figlio di uno storico portiere dell'Ecuador, ora ministro dello Sport; e Nicolas Castillo, classe 1993, attaccante cileno dell'Universidad Catolica, che però piace anche ad altre squadre italiane Soprattutto Genoa, ma anche Inter, Napoli, Udinese e Milan). Anche sul mercato italiano la Juventus ha nel mirino alcuni giovani promettenti: su tutti Domenico Berardi, attaccante (classe 1994) del Sassuolo, club con cui la Juve ha buoni rapporti di mercato; poi Francesco Fedato, seconda punta (classe 1992) del Bari; e Simone Zaza, attaccante (classe 1991) che gioca nell'Ascoli ma è di proprietà della Sampdoria. In ogni caso questi ragazzi italiani sarebbero comunque destinati a rimanere nel club attuale sino a giugno.


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