Abete bacchetta la Juve: Basta coi toni eccessivi! Il Tnas dà un'altra picconata a Scommessopoli.

News, 31 gennaio 2013.

La Juventus non inoltrerà alcun ricorso avverso la squalifica di Conte, mentre ricorrerà per almeno abbreviare quelle di Bonucci e Marotta. Depositato il contratto di Anelka che si è allenato a Vinovo con il gruppo: forse domenica il debutto. Evidentemente ad Abete non son piaciute le aspre e dure critiche della Juve agli arbitri e si schiera al loro fianco: le critiche non devono essere eccessive e non devono portare ad una delegittimazione. Il Tnas procede sulla strada della sconfessione dell'operato di Palazzi: rientra sui campi di calcio anche Nicola Ferrari. Grassani: Entro il 4 febbraio arriverà la sentenza per Vincenzo Italiano. La Juve Primavera mata il Toro e va in finale di Coppa Italia.

Niente ricorso per Conte
- Non verrà presentato ricorso avverso la squalifica di due giornate inflitta dal Giudice Sportivo ad Antonio Conte, che quindi siederà in piccionaia sia a Verona contro il Chievo sia allo Juventus Stadium contro la Fiorentina: decisione, secondo quanto riferisce Sky Sport 24, presa di comune accordo tra la società e l'interessato. Nemmeno per Giorgio Chiellini, peraltro comunque infortunato, sarà inoltrato alcun ricorso. Verrà fatto invece avverso le squalifiche di Bonucci e Marotta,
per il quale non sarebbe ritenuto rispondente a verità ciò che figura nel referto, in particolare i riferimenti ai comportamenti ingiuriosi ed intimidatori. Poiché si tratterà comunque di ricorsi ordinari e non d'urgenza, è quasi scontato che Bonucci in ogni caso salterà la gara col Chievo, per poi puntare, con la riduzione, da due ad una, delle giornate di squalifica, a rientrare contro i viola.

La Juve ha ripreso gli allenamenti - Dopo la delusione dell'eliminazione dalla Coppa Italia, la Juventus è tornata subito al lavoro e ieri pomeriggio era già a Vinovo: defaticante per chi ha giocato; riscaldamento, lavoro prima atletico e poi tecnico per il resto del gruppo. Nel mirino c'è un Chievo galvanizzato dalla vittoria ottenuta sabato in trasferta contro la Lazio.
Oggi allenamento a mezzogiorno per abituarsi al 'fuso orario' della gara di domenica (ore 12.30).
Intanto la Juve, ricevuti i documenti dalla Federazione cinese, ha depositato in Lega il contratto di Nicolas Anelka; adesso si attende solo il transfer della Fifa e poi l'attaccante francese è pronto per scendere in campo: potrebbe già farlo, almeno per una mezz'ora, a partita in corso, domenica a Verona, anche se certamente il suo inserimento negli schemi di Conte è ancora tutto da perfezionare. Ma la squalifica di Mirko Vucinic rende ancora più evidente l'emergenza nel reparto avanzato bianconero. Ma c'è emergenza anche in difesa dove, a causa dell'assenza per squalifica di Bonucci, oltre a quella per infortunio (e anche squalifica) di Chiellini, dovrebbe scendere in campo il trio Barzagli, Marrone, Caceres.

Abete difende la classe arbitrale: nel mirino c'è la Juve - Le critiche feroci all'arbitro Guida per la sua disastrosa direzione di Juve-Genoa (e quelle parole 'Non me la son sentita', mai smentite), e anche la contestazione a base di caustico sarcasmo in cui si è prodotto Conte dopo il bis fornito da Banti in Lazio-Juve, non devono essere piaciute a Giancarlo Abete che, ritrovato un barlume di competenza, si è lanciato in un'appassionata difesa della classe arbitrale, una filippica che sottende una bacchettata ad una Juventus che si rifiuta di accettare un simile trattamento da parte dei direttori di gara; non la nomina, ma i riferimenti sono palesi: "La linea di principio che va seguita è quella del rispetto dei ruoli e delle professionalità di chi arbitra tenendo conto che quelli italiani sono arbitri di qualità. Si devono valutare i singoli episodi, si possono esprimere critiche legittime, però questo non deve portare a una delegittimazione. I toni usati sono eccessivi, serve una comunicazione diversa da parte di tutti quelli che fanno parte del mondo del calcio, sia esso un dirigente, un grande tecnico, un amministratore delegato, un presidente di società o un grande giocatore. Dobbiamo cercare di dare il buon esempio. Si comprendono tensioni e motivazioni, lo stress magari di partite tirate, però dobbiamo mantenere l’equilibrio. Ora riprendono le competizioni internazionali e nessuno in Europa ci farà sconti sul versante dei comportamenti e del rispetto, che è un principio cardine dell’Uefa”.
Ci manca qualche informazione: cos'ha effettivamente detto l'arbitro Guida a Conte? Perché, se ha detto quel che riferisce Conte, l'Aia dovrebbe dismetterlo seduta stante. Un arbitro che non ha il coraggio di prendere una decisione non è un arbitro. A dare il fischio d'inizio son capaci tutti.
Cos'hanno risposto Fifa e Uefa all'interpellanza dell'Aia? Non perché ci siano dubbi sull'episodio....
Anche Banti ha per caso detto che non se l'è sentita di fischiare il rigore dopo soli 8' di Lazio-Juve? Nel qual caso sarebbe da dismettere pure lui.
Perché altrimenti è inutile parlare di professionalità degli arbitri. In qualsiasi professione chi sbaglia paga dazio. Criticare l'arbitro non ha mai restituito i punti persi a nessuno. Quindi chi non è all'altezza cambia mestiere ed evita almeno di fare altri danni.

Continua il 'Liberi tutti!' del Tnas: torna in campo anche Nicola Ferrari - Sembra proprio che la condanna di Antonio Conte sia stato il segnale del 'Liberi tutti' come nel classico buon vecchio gioco del nascondino. Da quel momento in poi è stata una gragnuola di assoluzioni e tanti 'pesci piccoli' che erano entrati a gonfiare la rete di Scommessopoli resa preziosa proprio dal nome di Antonio Conte piano piano ne escono, peraltro dopo aver scontato alcuni mesi di squalifica per le sentenze di condanna subite da parte della Commissione Disciplinare e confermate dalla Corte di Giustizia Federale: molto spesso le loro condanne si basavano sulle parole di qualcuno dei vari pentiti. Fino a poco tempo fa tutti credibilissimi a prescindere, ora improvvisamente poco attendibili, o quantomeno attendibili ad libitum o a corrente alternata.
La condanna di Nicola Ferrari, tre anni per illecito in relazione a Rimini-AlbinoLeffe del 20 dicembre 2008 [in concorso con Gervasoni, Carobbio, Poloni, Garlini, Ruopolo e Vantaggiato), era appunto dovuta alle parole del pentito Gervasoni. La difesa di Ferrari puntava su un sms inviato da Carobbio allo stesso Ferrari poco prima della sentenza della Corte di Giustizia Federale, un sms che smentiva Gervasoni ed era scagionante per Ferrari ("Ciao Ferro, mi dispiace per quello che ti sta capitando. Spero che anche per te come per Achille (Coser, ndr) giustizia verrà fatta. Non servirà a niente questo mio messaggio, ma volevo dirti che ti penso. Non mollare! Un abbraccio. Pippo"]; in effetti il messaggio non servì, perché la squalifica di tre anni venne confermata; ma al Tnas il collegio arbitrale ha ammesso le prove testimoniali di Gervasoni, Ruoppolo e Carobbio, che sono stati ascoltati il 12 dicembre. Nel frattempo la credibilità di Gervasoni ha subito un duro colpo anche nelle motivazioni che hanno condotto all'assoluzione del portiere Fontana ('un personaggio per il quale non doveva costituire un grave problema di coscienza mettere in mezzo un innocente pur di conseguire un utile personale ".
E ieri è arrivata la sentenza del Tnas: "Il TNAS, in relazione alla controversia N.Ferrari/FIGC, comunica che il Collegio Arbitrale (Avv. Marcello de Luca Tamaio (Presidente), Prof. Avv. Tommaso Edoardo Frosini e Avv. Enrico De Giovanni), in riforma del provvedimento impugnato ed in parziale accoglimento dell’istanza arbitrale, in relazione all’art. 7, comma 7, del Codice di Giustizia Sportiva, applica a Ferraro la sanzione della squalifica sino alla data odierna, cioè sino al 30 gennaio 2013. L'istanza aveva come oggetto la squalifica del calciatore per 3 anni (C.U. 002/CGF 2012/2013)".

Calcioscommesse: in arrivo la sentenza per Italiano- Stava diventando decisamente lunga l'attesa per conoscere la pronuncia del Collegio Arbitrale del Tnas (Prof. Avv. Maurizio Benincasa, Presidente; Prof. Avv. Massimo Coccia e Avv. Aurelio Vessichelli) in relazione al caso di Vincenzo Italiano; l'ultima udienza si era tenuta il 12 novembre 2012 e nel corso della stessa erano stati sentiti Gino Nassuato (medico del Padova), Marco Turati e Filippo Carobbio, il grande accusatore di Italiano. Infatti Carobbio aveva accusato Italiano, che militava nel Padova, di aver tentato di corrompere Turati, che giocava con Carobbio nel Grosseto (ma che era stato ex compagno di squadra di Italiano ai tempi della comune militanza nel Verona) per combinare Padova-Grosseto del 23 marzo 2010, poi conclusasi con la vittoria dei veneti per 1-0; la combine si sarebbe concretizzata nel corso di una telefonata tra i due la mattina della gara, telefonata che né Italiano né Turati negano, ma che era stata semplicemente uno scambio di saluti tra due amici che si conoscevano da oltre dieci anni. Il problema stava nel fatto che Carobbio, in quattro interrogatori di fronte alla magistratura ordinaria non aveva mai parlato di Padova-Grosseto, ma lo aveva fatto invece davanti alla giustizia sportiva, verosimilmente, esattamente come nel caso di Antonio Conte, per ottenere un sensibile sconto di pena. Puntualmente arrivato, se teniamo conto che in tutto Carobbio, tra illeciti e omesse denunce, ha messo insieme 26 mesi di squalifica.
Adesso però, come ha dichiarato in esclusiva a Padova Goal il legale di Vincenzo Italiano, l'avvocato Mattia Grassani, la sentenza è vicina: “Il 4 febbraio è l’ultima data utile per la pubblicazione della sentenza, quindi entro quel giorno non solo sapremo cosa avrà deciso il Tnas, ma potrebbero anche essere depositate le motivazioni ad essa associate. Come andrà a finire? Preferisco non sbilanciarmi. È un terno al lotto”.

La Juventus Primavera vince il derby e vola in finale di Coppa Italia - L'impresa che non è riuscita alla prima squadra, la conquista della finale di Coppa Italia, è invece riuscita ai ragazzi della Primavera guidati da Marco Baroni. Avevano già vinto l'andata per 2-0 i ragazzi bianconeri e ieri al Chisola si sono nuovamente imposti per 2-1: dopo il goal in apertura di Padovan, e pareggio dei granata ad un quarto d'ora dalla fine, ma a mettere il sigillo sulla vittoria arriva poi una punizione pennellata di Stefano Beltrame.
In finale la Juventus affronterà il Napoli, che ha eliminato la Roma, vincitrice della scorsa edizione, in cui ha battuto proprio la Juve in finale.


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28 aprile 2014, ore 20.45

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