Il silenzio è d'oro

cobolliÈ silenzioso colui che, pur avendo la possibilità di parlare, non pronuncia nessuna parola inutile (Gandhi).

Il nostro ex-presidente Giovanni Cobolli Gigli dovrebbe fare tesoro di questa frase, perché di parole inutili ne abbiamo sentite troppe in questi anni. Inutilmente speranzosi che il termine del suo mandato coincidesse con il suo silenzio, ci imbattiamo invece a scadenza quasi sistematica nel dover leggere e ascoltare i pensieri di quell’uomo che, in maniche di camicia, promuoveva la battaglia per difendere la Juventus.

Bella difesa non c’è che dire, degna del miglior Boumsong, tanto elogiato da Cobolli nell’intervallo di quell'amarissimo Rimini-Juve, poco prima che il giocatore iniziasse una serie di svarioni durati poi un intero campionato .
Cobolli ci aveva provato a fare giustizia; peccato che tutte le missive inviate al TAS di Lugano (??!!) siano state rispedite al mittente per colpa dell’errata indicazione della sede competente.

Ed è per questo motivo che giocare a Caltagirone (??!!) ha rappresentato uno dei suoi migliori momenti. Il tutto grazie anche all’ottimo lavoro svolto, a parer suo, da Guido Rossi.
Bella roba. Lui ascoltava i consigli di Vocalelli, persuaso dallo stesso a non rivolgersi al TAR per non creare problemi al calcio italiano. Noi dovevamo espiare le nostre colpe. Noi dovevamo chiedere scusa al calcio italiano.
Le avvertenze di Cobolli Gigli, per fortuna non le abbiamo mai prese sul serio, perché, oltre a NON considerare il 5 maggio solo come una poesia di Manzoni, preferiamo, con tutto rispetto ispirarci ai valori di Scirea.

La sua inscalfibile presenza alla consegna dello scudetto di cartone in Lega rimane indelebile: e gli auguriamo di non scordarsi mai di quei tifosi da lui definiti “rancorosi di serie C”, tanto scalpitanti e desiderosi di Giustizia.
Nei suoi anni abbiamo ascoltato talmente tante dichiarazioni controverse da dubitare che il suo doppio cognome potesse in qualche modo produrgli uno sdoppiamento di personalità. Cobolli diceva qualcosa e due giorni dopo Gigli la ritrattava.
Oggi siamo in grado di smentirlo annunciando che, al contrario di quanto da lui proclamato, la Juventus NON ha definitivamente voltato pagina, anzi, andrà avanti fino a quando non verranno ristabilite verità, giustizia e parità di trattamento.

L’ardire che l'accompagna in questi giorni quando rivendica i piazzamenti della "sua" Juventus provoca un senso di fastidio incredibile, equiparabile solo alle scuse rivolte al calcio italiano per il male procurato dalla Juve nel 2006.
La coerenza dovrebbe consigliare all’ex-presidente due semplici cose: il silenzio o l’ammissione che tutti gli elementi di valore in quella Juve non erano farina né del suo sacco né del suo Secco. Chiediamo troppo, lo sappiamo.

Se ne faccia una ragione l’ex-presidente. Non verrà rammentato per nessuna buona azione, né per stile né per eleganza.
Anzi, dal canto mio, Cobolli Gigli verrà ricordato come il primo ex-presidente nella storia della Juventus ad avere pubblicamente ammesso di essere rimasto chiuso e intrappolato in una toilette della sede. Complimenti.

Aveva ragione chi disse: Fa' in modo che il tuo discorso sia migliore del tuo silenzio o taci.

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