Papà Castoro, raccontacene un'altra!

gallianiQuando ieri sera ho letto che Galliani aveva intenzione di pubblicare una lettera sulla Gazzetta per rivendicare il "primato" di aver battuto la Juventus, ho bollato il tutto come una delle tante fandonie che girano per il mondo del calcio. Di quelle che però, se ti chiami Moggi, ti condannano a 5 anni di carcere. E invece no.
Stamattina, con sommo stupore, me la sono ritrovata davanti. No no, cos'avete capito! Su Internet, mica compro la rosea. E poi, anche se lo facessi, dovrei comprarne di copie per invertire la tendenza negativa di vendite che prosegue ininterrottamente da mesi ormai... Ma veniamo alla lettera, e diciamolo subito: a leggerla sembra che sia stata scritta di pugno da uno di Corso Vittorio Emanuele II, non di via Turati. Il contenuto è semplice: certo, la Juventus ha passato il turno in virtù della vittoria all'andata e del pareggio ottenuto ai supplementari al ritorno. Lo dice la FIGC, lo certifica la Uefa. E allora? E allora no, la Juve è stata battuta.
Per dimostrarlo, si scende nell'avvocatese più avvocatese che ci sia: "Il mio punto (di vista) attiene - dice l'ad rossonero - alla presunta imbattibilità della Juventus. Che, tenuto conto dei novanta minuti regolamentari, l'ha perduta. Questa conclusione mi pare si possa ricavare dalla Regola 7 del Regolamento del Giuoco del Calcio vigente, che prevede per l'appunto che 'la gara si compone di due periodi di gioco di 45 minuti ciascuno, a meno che una diversa durata sia stata convenuta di comune accordo tra l'arbitro e le due squadre'. Tale però non è il caso del nostro, perché, ferma la durata della gara di 90 minuti (più recupero), l'aggiunta dei supplementari è derivata nel caso specifico dal Regolamento della competizione."
Insomma, gaudio e tripudio, il Milan ce l'ha fatta, è riuscito laddove nessun mortale aveva ardito sperare! Certo, si potrebbe tranquillamente contestare che partecipando alla semifinale di Coppa Italia, le due squadre accettano implicitamente che la partita duri oltre il novantesimo. Ma ancora di più, ci viene in soccorso il capitolo "Procedure per la determinazione della squadra vincente di una gara" del Regolamento del Gioco Calcio: "Le reti segnate in trasferta, i tempi supplementari ed i tiri di rigore sono metodi per determinare la squadra vincente quando il regolamento della competizione prevede che ci debba essere una vincente al termine di una gara conclusasi con un punteggio complessivo di parità". Forse a Milano deve essersi diffuso un virus nell'aria che istiga le persone a scavalcare le risultanze del campo per ottenere i propri scopi.

Ma la vera notizia è un'altra: il Milan ha sentito il bisogno di ricorrere a tecnicismi regolamentari non tanto per passare il turno (anche perché lo stesso AD del Milan ha una qualche esperienza a riguardo...), ma col solo scopo di dimostrare di aver battuto lui, per primo, la Juventus. Penso che nessuno possa darmi torto su questo fine concetto: stanno rosicando, ma proprio tanto.
Scrivere una lettera solo per cercare di dimostrare che la Juventus ha perso l'imbattibilità per mano loro suona un po' da complesso di inferiorità. Non so al tifoso milanista, ma a quello juventino, a condizioni invertite, sarebbe fregato ben poco di aver battuto il Milan, se poi si trovava costretto a imboccare la via di casa: alla Juve conta solo "vincere", non certo "rimanere imbattuti". E questa è una cosa che Conte ama infatti ripetere sempre in conferenza stampa.

Che dire quindi? Una lettera del genere ce la si aspetterebbe, ma dall'Inter. Tuttavia, i nerazzurri rosicano in genere per loro demeriti sul campo; qui non si capisce di cosa debba lamentarsi il Milan: ha quattro lunghezze sulla Juventus in campionato, è l'unica squadra italiana ai quarti di Champions League e ha l'onore di giocarsela col Barcellona. Finora, la stagione del Milan può dirsi positiva. E quindi? E allora Galliani, pardon, papà Castoro, mettiti gli occhiali, e raccontaci del club più complessato al mondo!

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