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pes_delpieroHo trascorso l'intera pausa caffè di ieri a prendere per il culo i milanisti, per via di quella specie di rapper inguardabile che i sempre austeri e sommessi dirigenti del biscione hanno presentato a San Siro tra fuochi artificiali, ballerine di samba e miasmi di ascella gratinata.

Pensavo che le braghe a pinocchietto in abbinamento all'infradito da fuciliere assaltatore del bagnasciuga, esibite dal novello juventino Legrottaglie cinque estati fa durante la presentazione alla stampa, avessero rappresentato il minimo storico in quanto a kitsch style.

Nel frattempo, oltretutto, il mitico difensore mèchato è passato dal beccarne poche (palle agli avversari) al non beccarne manco una (gnocca per il dopo cena); riuscendo a chiudere finalmente quel cerchio nefasto con un discreto ritorno alle palle, la scomparsa delle mèches e, sussurrano a Torino, la ricomparsa della gnocca.

Povero illuso che sono. Il rientro alla base degli ultimi juventini vacanzieri, ieri a Torino, ha regalato al mondo bianconero (a quello agognato da quel Luca di un De Meo, ovviamente) l'immagine vietata ai minori che vedete qui (clicca per vedere la foto).

Il simbolo della Juventus odierna, quella del periodo che sta comprendendo il trasbordo forzato della Vecchia Signora dalla business class di sempre alla bagagliera sul tetto della corriera di oggi, si è presentato così.

Per ottenere qualcosa di simile avrei provato a infilare Lapo Elkann e Jonathan del Grande Fratello 5 nel cestello della Indesit di mia zia e a centrifugarli per quindici o venti giorni. Ma che bastasse aggiungere un cappellino e un sorriso da pirla a Del Piero per andare anche oltre, no. Non pensavo.

A questo punto sono pronto al peggio. Un Cobolli in versione Batman e un Gigli in versione Robin; un Blanc in versione Diabolik e un Secco in versione Eva Kant; o un John Elkann in visita allo zoo di Miami che sgrida Leone per aver disturbato il leone che ammirava l'oceano abbracciato ad Oceano.

Il tutto così, giusto per fare ridere un po' meno di oggi.


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