La terza stella per sterilizzare la FIGC

3 stelle

Nei giorni scorsi su questo sito abbiamo riportato un pezzo di Luca Sofri in risposta a Michele Serra sul significato della terza stella.
Serra sostiene che se la Juve continuasse ad ostentare la terza stella la Federazione sarebbe delegittimata, secondo Sofri invece la Juve può rivendicare il dissenso sul numero di titoli formalmente assegnato.
Molto probabilmente finirà con le stelle nel logo, una soluzione Pirandelliana.
L'inconoscibilità del reale, di cui ognuno può dare una propria interpretazione che non coincide necessariamente con quella degli altri. “Io sono si’ la figlia della Signora Frola - e la seconda moglie del Signor Ponza. Io sono colei che mi si crede”. Così è se vi pare. “La Juventus mostra al mondo trenta scudetti e la FIGC non è delegittimata”. Così è se vi pare. E la resa dei conti definitiva tra Juventus e FIGC su Farsopoli sarà ancora rimandata. I vertici federali rimarranno al loro posto.
Nell’agosto 2011, l’avvocato Briamonte dichiarò l’intenzione della Juventus di sterilizzare i vertici del calcio italiano. Quella conferenza stampa e i successivi gesti simbolici, come l'esposizione degli scudetti rubati nel ventre dello Juventus Stadium, proprio all'uscita degli spogliatoi degli ospiti, e la rivendicazione dei ventinove scudetti vinti sul campo urlata in faccia al presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio in occasione della cerimonia inaugurale del nuovo impianto, hanno restituito la vera Juventus ai propri tifosi e hanno dato grandi motivazioni alla squadra per la vittoria del trentesimo titolo.
Sin dalla notte di Trieste e nei giorni successivi, abbiamo assistito all'ostentazione del trentesimo scudetto da parte dei tifosi, dei calciatori e soprattutto della società, che mostra fiera il trentesimo scudetto e la terza stella nella propria sede e sulla facciata dello stadio.
Serra e altri sostenitori della farsa del 2006 si sono probabilmente resi conto che, nonostante lo spiegamento di forze messo in campo a sostegno dell’accusa, hanno perso la battaglia mediatica e la loro ultima speranza è un improbabile atto di resa da parte di Agnelli simile a quello compiuto da un mal consigliato Cobolli Gigli nel 2006.
Schiere di farsopolisti si stanno affannando in questi giorni a declassare il simbolismo della Juventus a fenomeno folcloristico di propaganda interna, ma al contempo alternano preghiere a minacce per convincere Agnelli a rientrare nei ranghi e accettare le sentenze per consentire alla Figc di mantenere un minimo di dignità.
La questione della terza stella è infatti un'occasione irripetibile per assestare il colpo di grazia a un sistema che già prima dello scandalo del 2006 aveva dimostrato scarsa credibilità e che con la gestione della vicenda Farsopoli negli ultimi sei anni l’ha persa del tutto. Alla vigilia di importanti processi sportivi come quelli relativi alle scommesse, affidare ancora le sorti di decine di tesserati e società, e in parte il futuro del calcio italiano, nelle mani di Palazzi, Abete e Petrucci non appare cosa sensata.
In questi giorni leggiamo sui giornali le anticipazioni dei deferimenti di Palazzi che potrebbero coinvolgere anche Conte, Pepe e Bonucci. C’e’ il fondato timore di rappresaglie mirate nei confronti degli esponenti bianconeri, da parte di coloro che per le avversarie della Juventus hanno tollerato passaporti, fidejussioni, bilanci e plusvalenze false, e per la Juventus hanno stravolto le regole nella piscina di Perugia e con il giapponese Nakata. Da quelli che hanno provato a eliminare la Juventus con il doping prima e con Farsopoli poi. E non ci sono riusciti. Da quelli che hanno squalificato il campo della Juve per cori razzisti indirizzati a Balotelli, ne tollerano analoghi quasi ogni domenica negli altri campi, e non hanno il coraggio di agire nei confronti di chi offende la memoria delle trentanove vittime dell’Heysel, oppure di chi in un momento di disperazione ha cercato di togliersi la vita.
È ancora la Juventus ad avere l'occasione di essere la società che si carica sulle spalle la responsabilità di restituire credibilità all'intero movimento e di riportare il calcio italiano nelle posizioni di prestigio che gli competono. Lo ha fatto sul campo con la meravigliosa cavalcata dei ragazzi di Conte, lo farà con ogni probabilità ai campionati europei dove la massiccia presenza dei bianconeri fa presagire un buon comportamento della compagine azzurra; e può farlo anche fuori dal campo partendo da una posizione di forza, sfidando apertamente le istituzioni con la terza stella tradizionale cucita sulla maglia sopra lo scudetto dal significato inequivocabile.
Con una terza stella così si può sterilizzare la Federazione. Sia dato seguito ai propositi espressi in quella magnifica conferenza stampa di Roma con la quale ebbe inizio la rinascita bianconera. Senza compromessi.


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JUVENTUS-BOLOGNA

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19 aprile 2014, ore 18.30

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