Conte tarantolato, Marotta da censura. E Preziosi...

ConteIeri sera a Torino non c'è stata solo una partita, c'è stato qualcosa di molto brutto, molto grave.
Parlo degli errori arbitrali del signor Guida di Torre Annunziata, che sono stati determinanti, e quello che ne è seguito, che è stato anche peggiore della pessima prestazione del fischietto campano.
Che, per inciso, il primo errore lo compie a favore della Juventus, quando ad inizio partita non sanziona un intervento tanto stupido quanto colpevole di Vucinic, che solo soletto nella propria area di rigore, neppure pressato dall'ombra di un avversario allarga un braccio galeotto in direzione della palla.
E la prende eccome, la palla.
Gesto che definire sciocco è un complimento, ma la mancata concessione del rigore in favore del Genoa toglie il sospetto sulla malafede di Guida.
Che è semplicemente scarso e non è in grado di reggere la pressione.
E lo dimostra negli episodi successivi, tutti a danno della Juventus.
Sorvolo per un intervento di Antonelli che “incrocia” sgambettando Vidal in area rossoblù nel primo tempo - il cileno ha la peggio -, solo perché il figlio di “Dustin” riesce ad intervenire sul pallone un attimo dopo.
Rilevo che sono stati concessi rigori per “incroci” molto meno evidenti.
Quello che faccio fatica a spiegarmi è come si può non concedere rigore in occasione di una trattenuta plateale su Vucinic a due metri dall'assistente di porta, trattenuta identica a quella di Marchisio su Milito, trattenuta che Orsato - lui pure assistente di porta in quel Juve-Inter del 3 novembre - pur fra una selva di gambe, segnalò all'arbitro centrale Tagliavento come meritevole di essere sanzionata con il calcio di rigore.
Quello che faccio fatica a spiegarmi è come si può non fischiare rigore per un fallo su Pogba strattonato, abbracciato e infine steso a terra da un avversario.
E certe “attenzioni” non sono una novità nei confronti del giovanotto francese.
C'è chi ha montato teorie complottistiche e gridato allo scandalo per settimane dopo l'episodio Ciani-Ranocchia, ritenuto all'unanimità da rigore anche dai dirigenti arbitrali.
Quello che faccio fatica a spiegarmi è come si può non fischiare rigore sul mani scomposto di Granqvist, visto che la direttiva del designatore Braschi in merito è abbastanza chiara: ovvero interventi di questo genere vanno sanzionati col penalty.
Anche perché abbiamo avuto dimostrazioni dirette (vedi Milan-Juve: rigore concesso per fallo “d'ascella” di Isla dopo un doppio colpo di testa-mano di Nocerino...) che la casistica in merito è piuttosto, perdonate il gioco di parole, “rigorosa”.
Tranne che in questo specifico caso.
Ma l'arbitraggio non è l'unica cosa che mi ha infastidito ieri sera.
E' vero che gli episodi gridano vendetta ma è altrettanto vero che certe sceneggiate le lascerei volentieri ad altri, che ne detengono il copyright da decenni.
Vedere Conte, genuino finché si vuole, dirigersi furente a fine partita verso gli ufficiali di gara mi ha ricordato il peggior Mourinho.
O il miglior Simoni, se preferite.
Roba che appartiene ad altri lidi.
E che Antonio Conte abbia pure ragione ad incazzarsi per la risposta che avrebbe ottenuto da Guida “non me la sono sentita” nonostante il parere di quarto uomo e arbitro di porta gli avessero suggerito di concedere il penalty (per il famoso fallo di Granqvist a tempo quasi scaduto) poco c'entra.
Bisognava gestire la cosa in maniera meno sanguigna, andare davanti alle telecamere e denunciare le frasi del signor Guida con un pizzico di furbizia, evitando di esplodere a caldo sul campo, in Mondovisione, come si diceva una volta.
La reazione sguaiata non farà altro che dar ragione a chi vorrà vederci un atteggiamento arrogante e un tentativo di prevaricazione.
Sappiamo benissimo che i media lo faranno, perché lo hanno sempre fatto.
Impari a controllarsi un pochino, Conte, che lavora per una società che non conta nulla politicamente (le fresche elezioni FIGC e Lega sono lì a testimoniarlo) e ancora meno mediaticamente.
Sappiamo che c'è molto da lavorare in questa direzione, e dovrebbe saperlo anche la società.
Ma non possiamo ridurci a certi livelli, soprattutto se poi arriva il Blanc del nuovo corso, ovvero Giuseppe Marotta, che da par suo peggiora ulteriormente le cose.
Questo signore, che rappresenta la società, si è lasciato andare a commenti che definire assurdi è poco nei confronti dell'arbitro Guida, che essendo di Torre Annunziata non sarebbe stato sereno nel giudicare una rivale del Napoli, esattamente come un arbitro di Torino non lo sarebbe nel caso dirigesse una partita del Ciuccio.
Roba dell'altro mondo, figuraccia epocale.
Mai un dirigente juventino si era abbassato a tanto.
Marotta, che a mio parere rappresenta l'anello debole della dirigenza juventina, un dirigente poco capace in sede di mercato (dell'ultimo capolavoro “made in China” Anelka, parleremo nei prossimi giorni, a mercato chiuso) e sciagurato dal punto di vista mediatico.
Consiglio ad Andrea Agnelli: rispedisca questo signore inadeguato a Genova – sempre che lo rivogliano - e recluti un dg serio con esperienza e competenza.
Un consiglio?
All'Atalanta c'è Pier Paolo Marino, che uno come Marotta se lo mangia a colazione, pranzo e cena.
Ci pensi, Andrea, prima che le gaffes dialettiche e operative di Marotta frenino la crescita di un club che sta correndo col freno a mano tirato per via della mentalità da piccola squadra di un signore che da due anni e mezzo chiacchiera (male) e lavora (peggio).
E' nell'interesse della Juventus e del suo Presidente, che in quanto capo è responsabile delle azioni dei suoi uomini.

P.S. Nel dopo partita su Sky Sport 24 ospite telefonico Enrico Preziosi, che sbraita contro l'arroganza di Conte - a carico del quale l'ex radiato presidente rossoblù auspica sanzioni - e di una Juventus senza stile, ricordando di come due anni fa il Genoa perse una partita a Torino con un rigore concesso alla Juve per un fallo avvenuto fuori area.
E nel farlo rimarca più volte (tre, per la precisione) che il "Milan ha perso uno shhhhcudetto contro la Juve a causa del gol di Muntari... !". E a Conte aveva appena rammentato: "Io vorrei ricordare a Conte che ha vinto uno scudetto col goal di Muntari".
Ora, sappiamo che la vicinanza, l'amicizia, oserei dire l'affetto quasi fraterno che lega il consigliere di Lega Preziosi all'amico vicepresidente di Lega Galliani lo spinga (a proposito di "spinga! spinga!"...) a solidarizzare con il sodale in ogni momento, anche quando subisce torti (vedi sconfitta del Genoa a San Siro quest'anno, con gol rossonero viziato da fuorigioco, ma se mi è permesso suggerirei al signore dei giocattoli di farsi una bella dose di affari propri.
Primo perché la sceneggiata di Galliani sceso negli spogliatoi a fine primo tempo di quel Milan-Juve è entrata nella storia.
Secondo perchè il clima creato dal Milan e da Mediaset (a chi appartiene?), Sky e dalle tv locali filo milanesi in seguito a quell'episodio fu terrificante (e in proposito manca una sacrosanta querela di Conte a Pellegatti...).
Terzo perché Preziosi dovrebbe rinfrescarsi la memoria, esercizio utile per ricordarsi di quando il Genoa batteva la Juventus con un gol a gioco fermo (dice qualcosa il nome di Thiago Motta?) oppure quando, poco più di un anno fa, il Grifone otteneva un insperato 0-0 nonostante qualche (non uno, qualche) calcio di rigore negato alla Juventus, che pure un gol (regolarissimo) lo aveva segnato (con Pepe).
Quindi, che Preziosi si metta a fare la morale è l'ultima delle cose che dovrebbero succedere a questo Mondo.

 

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