Un velo pietoso sul campionato

campoMinuto di silenzio su tutti i campi in segno di lutto per la tragedia che ha colpito L'Aquila e dintorni nei giorni scorsi. I giornalisti "de roma" subito a compiacersi del silenzio assoluto che avvolge l'Olimpico in quel mentre, ma poi "se torna burini" con scazzottature e accenni di rissa in campo, presunte minacce con il dito alzato da una panchina e inviti a infilarsi quello stesso dito da un'altra parte. Su questo esempio si scatenano tafferugli e cariche a fine partita. Vengono sequestrati accette, coltelli e bastoni. Accoltellato un uomo nei pressi dello stadio, aggredito un operatore del TG3, arrestati due tifosi, cinque i denunciati. Un bollettino di guerra quello del derby romano ma in quel minuto... che silenzio! A Firenze sembra proprio che sia scoppiata una rissa negli spogliatoi fra il cagliaritano Lopez e il viola Felipe Melo che l'avrebbe colpito al volto con un pugno. Coinvolti anche Cossu ed Almiron in quella che secondo il Cagliari è stata una brutale aggressione. L'Ufficio indagini farà chiarezza su quanto avvenuto. Anche a Firenze però, che silenzio in quel minuto!

Un velo pietoso quindi quello steso oggi sul campionato proprio in una giornata che doveva più di ogni altra essere all'insegna del fair play. Chissà se è un caso che proprio oggi gli innominabili si siano aggiudicati virtualmente l'ennesimo tricolore figlio di calciopoli. I nerassurri ci hanno pure provato ad allungare il brodo di questo torneo interaziendale TIM tanto che nel giro di un minuto gli increduli rosanero palermitani sono riusciti a ripigliare il risultato segnando due gol e fissando sul 2-2 il punteggio. Per la Juve così c'è la possibilità di riportarsi a -7 e per Cobolli Gigli la possibilità di continuare a sognare lo scudetto, a fare percentuali. Chissà, magari vincendo si sarebbe tornati al 29% e pareggiando ci sarebbe rimasto un 5% di possibilità ma quel che è certo è che con la sconfitta di stasera la Juventus abbandona ogni velleità. Al di là del risultato maturato a Marassi, 3-2 per il Genoa, una differenza vera si è avvertita fra le due squadre in campo: i grifoni hanno un gioco, i bianconeri no. Poi ci stanno gli errori arbitrali, il solito raptus di Camoranesi a condizionare l'esito dell'incontro, ma il centrocampo in mano a Poulsen che imposta il gioco con decine di lanci lunghi e per giunta fuori misura è qualcosa di veramente indigesto. Non ci stancheremo mai di ricordare come su questa scelta dello scorso calciomercato si sia impuntato Ranieri lasciando cadere l'opzione Xabi Alonso, uno dei migliori giocatori della Premier League. Al danno poi si aggiunge la beffa di aver perso contro un Genoa fatto grande dagli "scarti" della Juventus. Con Gasperini giocano ad alti livelli Sculli, Criscito e Palladino, questi ultimi due letteralmente bruciati dalla gestione di Ranieri solo un anno fa.

Abbandonati i sogni tricolori, la Juventus deve fare molta attenzione dietro per non scivolare ed essere superata innanzitutto dal Milan a soli due punti di distacco, che espugna il Bentegodi (0-1) battendo il Chievo che pure il gol del pareggio lo aveva segnato: invano, perché inopinatamente annullato da una solerte sbandierata del guardalinee. A sei punti dalla Juventus c'è adesso il Genoa e un punto più sotto la Fiorentina che si è sbarazzata del Cagliari (2-1). Saranno queste le squadre che si giocheranno l'accesso alla Champions League. Per le prime tre accesso diretto e per la quarta il preliminare.

Con la sconfitta maturata con il derby di oggi (4-2) la Roma si stacca e perde forse l'ultimo treno per acciuffare magari in extremis la zona Champions. I punti dal Genoa sono otto e a sette c'è pure la Fiorentina. A questo punto è veramente improbabile scavalcarle entrambe. Semmai i giallorossi devono stare attenti a non deprimersi finendo ingloriosamente ancora più indietro. A tre punti c'è il Palermo, poi il Cagliari e quindi la Lazio. A metà classifica, Napoli e Atalanta impattano sullo 0-0 e per Donadoni fanno quattro pareggi consecutivi. Gli squilli esterni di giornata li fanno la Sampdoria, che piega 1-3 il derelitto Lecce, ed il Siena che maltratta un Bologna apparso veramente a pezzi con un deprimente 1-4 che acuisce la crisi dei felsinei, ora terz'ultimi, scavalcati dal Torino vittorioso 2-1 grazie a due goal segnati negli ultimi minuti contro il Catania.

Che paradosso la Pasqua del calcio, il campionato invece di risorgere muore nell'interesse per un esito da tempo scontato. Gli innominabili continuano a inanellare tituli da quell'estate 2006 in cui il calcio italiano è cambiato. La Juve non vince più. Adesso sì che siamo simpatici!


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19 aprile 2014, ore 18.30

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