Unica consolazione: il 2010 è finito

iaquintaMeno male, il 2010 è finito. L’anno più brutto dal punto di vista tecnico per la Juventus negli ultimi 50 anni si chiude lasciando l’amaro in bocca. La gioia di domenica scorsa ha lasciato spazio al rimpianto odierno, la sintesi di un anno pieno di illusioni disattese e rimpianti. Come all’ultimo secondo Milos Krasic aveva regalato il successo alla Juve contro la Lazio, così oggi Pellissier ha ricacciato la Juve al quarto posto. Va detto che gli uomini di Del Neri hanno molte attenuanti: le assenze hanno inciso, compresa quella dell’ultima ora di Sissoko, defezione che ha obbligato il tecnico di Aquileia a schierare il giovane Giandonato, sfortunato protagonista di giornata, rivelatosi ancora acerbo per queste ribalte. Avrà tempo per rifarsi. Anche la cervellotica direzione del famigerato Bergonzi, che ha concesso un rigore “ridicolo”, per dirla alla maniera del presidente Agnelli, e ha preso altre decisioni quantomeno bizzarre (es: l’espulsione di Giandonato è come minimo frettolosa), ha avuto il suo peso. E’ un peccato aver pareggiato, perché anche oggi la squadra ha dimostrato progressi, con grande temperamento e discreta qualità, creando come al solito più occasioni dell’avversario, una costante che dura ormai da parecchie settimane. Il Chievo è il solito Chievo, squadra rognosa e rapida con tanta disponibilità al sacrificio, ma fa rabbia che anche in questo fondamentale la Juventus sia stata superiore e non abbia vinto. Stupisce sempre di più il carattere di un gruppo che Del Neri ha finora plasmato in modo sorprendente, un gruppo che nel tempo è riuscito a sopperire alla mancanza di alcuni singoli e a rintuzzare anche le emergenze in corso d’opera (vedi l’inferiorità numerica di oggi) senza correre eccessivi rischi e che avrebbe meritato di uscire dal Bentegodi con i tre punti. Gigantesco Chiellini, un passo indietro per Bonucci, bene Aquilani anche e soprattutto in termini di quantità, note positive anche dal tanto bistrattato Grosso e da Pepe. Fatale l’errore del giovane Sorensen, che già un paio di minuti prima si era perso Pellissier il quale aveva (per fortuna) concluso debolmente. Fino a quel momento, a parte il rigore da “sentimento popolare” concesso da Bergonzi e parato da Storari (toh… un portiere della Juve che torna a parare un rigore!), il Chievo con un uomo in più aveva esercitato un comprensibile predominio territoriale, ma senza mai creare grossi grattacapi all’estremo difensore juventino. Era stata la Juventus a creare le due opportunità più grosse; prima con un’iniziativa di Krasic conclusa malamente dal solito impresentabile Iaquinta (che scagliava la palla su Sorrentino invece di allungarla, superare il portiere avversario e incrociare a rete) e poi con lo stesso serbo, autore di un’azione mostruosa ma (e non è la prima volta) conclusa malamente a porta sguarnita. Caro Marotta, urge trovare qualcuno, oltre al meraviglioso Quagliarella di questi primi mesi di campionato (anche oggi grande gara e grande gol), che sappia tradurre in concreto le iniziative dell’ex giocatore del CSKA. Perché con Del Piero a quota trentasei (anni), Amauri e Iaquinta impegnati a trascorrere il loro tempo fra infortuni ed esibizioni imbarazzanti serve come non mai un centravanti da Juventus. Uno che butti dentro i palloni “stupidi”, uno che sappia rubare il tempo agli avversari. Per intenderci, uno che quando riceve palla non faccia capire all’avversario diretto le proprie intenzioni con un quarto d’ora d’anticipo. Presidente, finalmente l’anno orribile è finito e sta per iniziarne uno nuovo (il primo “pieno” della Sua presidenza): ho la sensazione che Lei farà di tutto per non deluderci e ci farà trovare una bella sorpresa nella calza della Befana... Per il momento, Buon Natale.

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19 aprile 2014, ore 18.30

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