Carattere e determinazione: la Juve è pronta per il Milan

pirloDopo due pareggi consecutivi senza gol, la Juventus ritorna a segnare e a vincere.
E’ stata una gara particolare: il tempo di fallire un’occasione comoda comoda con Marchisio al secondo 45, e il Catania andava in vantaggio con un colpo da biliardo di Barrientos.
Per la prima parte, il 3-5-2 scelto da Conte con il confermatissimo trio difensivo, Padoin e De Ceglie esterni, Giaccherini, Marchisio e Pirlo centrali e la coppia Quagliarella-Borriello in avanti, ha trovato opposizione in un Catania che ha pressato e reso difficile la consueta impostazione dalla difesa, e anche per questo bisogna fare i complimenti a Montella, un altro giovane tecnico italiano che cerca di imporsi con le idee e una mentalità positiva; le occasioni di Bergessio (a pareggio già consolidato) e Almiròn (in 10 contro 11, superlativo Buffon) stanno lì a testimoniarlo.
La Juve, per la prima volta in stagione in svantaggio sul proprio campo, ha accusato il colpo faticando a riordinare le idee, e c’è voluto il primo gol stagionale di un gigantesco Pirlo – dodicesimo marcatore diverso in campionato su 36 gol realizzati - per rimettere la partita sui giusti binari.
Fino al pareggio del regista bresciano il Catania aveva dimostrato tecnica e personalità, sfruttando la batteria di piccoletti tutta rapidità e piedi buoni composta da Lodi, Izco, Barrientos e “el Papu” Gomez, ben guidati dal più brillante dei tanti ex, Almiròn.
Dopo il pari, la Juve si rinfrancava e cominciava a giocarsela come sempre, aumentando il ritmo e approfittando del calo fisico dell’avversario, che andava pian piano rintanandosi salvo uscire pericolosamente nelle due occasioni sopra descritte.
Alla fine 3 gol segnati sono un bottino che non si registrava dal 20 novembre (3-0 al Palermo), ma il problema legato alla scarsa prolificità delle punte bianconere non è assolutamente risolto: infatti, se il primo gol è una prodezza di Pirlo, gli altri - sempre suggeriti dal numero 21 - sono regali del portiere catanese Kosicky, pessimo nell’uscita che porta al gol di Chiellini e addirittura comico nel frangente che consente a Quagliarella – che conclude pure male - di chiudere il discorso, favorito da un doppio, clamoroso pasticcio dell’estremo difensore siciliano.
Il borsino-punte dice che Borriello lotta ma disperde troppe energie e tempo a litigare con avversari e arbitro; Quagliarella - gol e traversa a parte (anche questa una palla battezzata fuori da Kosicky) - tiene troppo palla e spesso vi incespica rallentando l’azione lontano dalla porta; il subentrato Vucinic ha collezionato, nell’ordine: un tentativo a lato, una conclusione molle dopo brillante azione personale – un classico del repertorio - e un cartellino giallo per una simulazione in area che, francamente, il montenegrino poteva risparmiarsi.
Perché parliamoci chiaro: coi tempi che corrono non è con gesti di questo genere che convinci la classe arbitrale a decidere di assegnare alla Juve semplicemente quel che le spetta.
Per il resto, anche se la Juve aveva già preso campo, va detto che una grossa mano a risolvere la situazione l’ha data Marco Motta, altro ex incappato in una delle classiche serate che lo avevano reso “impopolare” fra i tifosi juventini: ad una partenza tutto sommato positiva è seguita una doppia, sacrosanta ammonizione che ha mandato il meratese negli spogliatoi anzitempo.
Allo stesso modo il gol del definitivo 3-1 – il quinto in stagione di una punta che non sia Matri - è arrivato in 11 contro 9 (Bellusci era momentaneamente a bordo campo) nelle modalità che abbiamo ricordato; quindi considerare “guarito” l’attacco mi pare un tantino azzardato.
Ultima annotazione sull’arbitraggio: buona gara di Brighi che, pur in assenza di episodi clamorosi, è stato bravo a gestire la gara e a sanzionare gli interventi con tempismo e con i giusti provvedimenti.
Ora arriva la settimana che precede lo scontro di San Siro: che Ibrahimovic ci sia o meno, sinceramente, poco mi interessa.
Non perché sottovaluti lo svedese, tutt’altro: piuttosto perché ho la convinzione che se la Juventus andrà a Milano con la giusta condizione e la mentalità che l’ha contraddistinta in tutta la stagione, superarla sarà molto ma molto difficile.
E uscire con un risultato positivo dal Meazza con il Milan a pieno organico spegnerebbe molti loro entusiasmi e, dal nostro punto di vista, farebbe godere molto di più.

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19 aprile 2014, ore 18.30

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