Juve randellata dal Giudice sportivo: pioggia di squalifiche e maximulta.

News, 29 gennaio 2013.

Conte porta a Roma 21 giocatori: rientra Pirlo. Sulla Juve si abbatte la stangata del Giudice sportivo. Lazio-Juventus sarà diretta da Banti. A Vinovo Anelka si unisce al gruppo bianconero. Niente di grave, fortunatamente, per Llorente: è solo una contusione. Arriva in prestito (con diritto di riscatto) il giovane centrocampista ecuadoregno Cevallos. Polemiche post-Genoa: paternali e ammonimenti. Il parere di Casarin: Era rigore. L'Avvocato secondo Luciano Moggi. Le altre decisioni del Giudice Sportivo.


I convocati per Roma sono 21: rientrano i titolari - Per la semifinale di ritorno di Coppa Italia in programma stasera all'Olimpico di Roma contro la Lazio Antonio Conte ha convocato 21 giocatori: Buffon, Caceres, Pogba, Marchisio, Vucinic, De Ceglie, Giovinco, Peluso, Barzagli, Bonucci, Padoin, Pirlo, Vidal, Giaccherini, Lichtsteiner, Quagliarella, Storari, Matri, Isla, Rubinho, Marrone.

Bastonata la Juventus – Marco Guida non se l’è sentita di fischiare almeno tre sacrosanti rigori alla Juventus, ma sicuramente se l’è sentita di ‘spingere’ sul referto e le conseguenze per la Juventus sono state pesantissime.
Due giornate di squalifica e 10.000 euro di multa ad Antonio Conte "per avere, al termine della gara, sul terreno di giuoco, fronteggiato con atteggiamento intimidatorio il Direttore di gara e un Arbitro addizionale, contestando il loro operato con espressioni ingiuriose, che reiterava poco dopo negli spogliatoi".
Due
giornate di squalifica e 10.000 euro di multa a Leonardo Bonucci "per avere, al termine della gara, sul terreno di giuoco, fronteggiato con atteggiamento intimidatorio il Direttore di gara e un Arbitro addizionale, contestando il loro operato con espressioni ingiuriose, che reiterava poco dopo negli spogliatoi".
Un turno
di squalifica per Mirko Vucinic che, già in diffida, è stato nuovamente ammonito "per proteste nei confronti degli Ufficiali di gara".
Un turno
di squalifica e 5.000 euro di multa a Giorgio Chiellini "per avere, al termine della gara, sul terreno di giuoco, fronteggiato con atteggiamento intimidatorio il Direttore di gara e un Arbitro addizionale, contestando il loro operato con espressioni ingiuriose, che reiterava poco dopo negli spogliatoi".
Inibizione
a svolgere ogni attività in seno alla Figc e a ricoprire cariche federali e a rappresentare la società nell'ambito federale a tutto il 18 febbraio 2013 "per avere, al termine della gara, negli spogliatoi, contestato l'operato degli Ufficiali di gara, rivolgendo all'Arbitro, con atteggiamento intimidatorio, espressioni ingiuriose".
Ammenda di 50.000 euro alla Società Juventus "per avere suoi sostenitori, al termine della gara, indirizzato numerosi sputi agli Ufficiali di gara mentre uscivano dal recinto di giuoco, colpendoli al volto e sulla divisa".
Questo, oltre a due punti persi, il conto presentato ad una Juve imbufalita per il pessimo arbitraggio dell'arbitro Guida. C'è solo da augurarsi che la sua prestazione sia valutata con altrettanta intransigenza dagli organi competenti: in tal caso dovrebbe passare molto tempo prima che torni a far danni. Ma, si sa, la storia insegna che danneggiare la Juve aiuta la carriera.

A Roma fischia Banti - Sarà Luca Banti a dirigere la gara di ritorno delle semifinali di Coppa Italia, in programma stasera. Sarà coadiuvato dagli assistenti Marzaloni e Cariolato; quarto uomo sarà Giannoccaro.

Anelka si è allenato col gruppo - I bianconeri si sono ritrovati a Vinovo per preparare la gara contro la Lazio. A Vinovo è arrivato il presidente Andrea Agnelli, cne non manca mai di far sentire la sua vicinanza alla squadra nei momenti più difficili. Ma a Vinovo ieri, reduce dalla Clinica Fornaca di Sessant dove aveva sostenuto gli ultimi esami di routine, è arrivato anche Nicolas Anelka che si è subito allenato col gruppo, dimostrando di essere in condizioni fisiche per lo meno discrete. Conte spera di poterlo avere a disposizione per la gara col Chievo.

Sospiro di sollievo per Llorente - Il comunicato presente ieri sul sito dell'Athletic Bilbao in riferimento ad un infortunio al ginocchio subito nell'allenamento di sabato da Fernando Llorente, che da luglio sarà bianconero, aveva fatto preoccupare l'ambiente bianconero. Fortunatamente gli accertamenti cui l'attaccante è stato sottoposto hanno allontanato l'ansia: è solo una forte botta con un piccolo versamento: Tra una quindicina di giorni Llorente tornerà ad allenarsi.

Cevallos alla Juve in prestito - "José Francisco Cevallos Enríquez proseguirà la stagione in corso con la Juventus. La società bianconera ha infatti raggiunto con la Liga Deportiva Universitaria de Quito un accordo per l’acquisizione a titolo temporaneo delle prestazioni sportive del giocatore, con diritto di opzione per l'acquisizione definitiva. Cevallos è uno dei giovani più interessanti del panorama intercontinentale: talentuoso centrocampista , nato il 18 gennaio 1995 a Guayaquil, nonostante la giovanissima età fa già parte della Nazionale Under 20 dell'Ecuador, dopo aver vestito la casacca della rappresentativa Under 17 per due stagioni". Con questo comunicato sul sito ufficiale la Juventus ha annunciato di aver raggiunto con la LDU di Quito per l'ingaggio in prestito con diritto di riscatto del giovane e promettente centrocampista ecuadoregno José Francisco Cevallos Enriquez "Panchito"; il ragazzo arriverà a Torino appena esauriti gli impegni nel Sudamericano Sub 20, dove la Nazionale dell'Ecuador è stata una delle piacevoli sorprese; la Juve avrà tempo sino a maggio per valutare da vicino il ragazzo e considerare se valga la pena di riscattarlo, visto che la LDU chiede una cifra intorno ai 3 milioni di euro.

Canea e ammonimenti preventivi - Conte lo sapeva e l'aveva detto in conferenza stampa post Genoa: "Poi sentirò qualche santone in televisione che farà la paternale dall'alto della sedia", e di santoni ne son spuntati come funghi, tra giornalisti e addetti ai lavori. Qualche giornalista ha addirittura recriminato sul fatto che la squalificasia a giornate e non a tempo (la procedura anomala, una sorta di tre per due, avrebbe avuto il 'pregio' di fargli saltare anche la Coppa Italia contro la Lazio). Ma forse le critiche meno accettabili sono venute dall'ambiente. Inutile insistervi: si va da un Mondonico (uno che poteva non sapere) che si dice sicuro che Conte e gli altri reprobi in maglia bianconera chiederanno scusa, a un Vincenzo Guerini, top manager viola (a 'Radio Blu': "Sono sconcertato, se anche la Juventus comincia a lamentarsi, mi viene proprio da ridere. hanno una storia alle spalle che parla da sola, sono allibito dalle parole di Conte"),a un Montolivo (che viene da quell'ambiente rossonero che ancora campa sul goal di Muntari) che così bacchetta Conte e i suoi: "Credo che si siano alzati un po' troppo i toni, che si sia esagerato nella reazione nel post partita, perché noi dovremmo essere i primi a dare il buon esempio". Ma il colpo basso arriva da un ammonimento preventivo di Stefano Mauri, capitano della Lazio, indagato dalla Procura di Cremona per la vicenda del calcioscommesse ma mai nemmeno deferito da Palazzi (e non si trattava di omessa denuncia e di non poter non sapere..), quando Conte, per il nulla, si è fatto quattro mesi di tribuna: "Spero che sia una partita giocata a viso aperto senza nessun condizionamento da parte dell'arbitro. Giocare queste partite è sempre bello sperando che non ci siano condizionamenti vari". Beh, un condizionamento in tutta questa vicenda già c'è: la disparità di trattamento tra chi è stato processato e condannato in quattro e quattr'otto, perché poi potesse arrivare il 'liberi tutti!', e chi chissà se e quando Palazzi troverà mai il tempo e la voglia di occuparsene.

Casarin: Era rigore - In attesa che Nicchi ci informi sulla risposta che gli perverrà da Uefa e Fifa chiamate a consulto per sapere se un fallo di mano in area a braccia spalancate sia o meno rigore, registriamo un parere autorevole, quello di Paolo Casarin, prima arbitro, poi designatore per 7 anni e anche membro delle commissioni arbitrali Fifa e Uefa. Così si è espresso Casarin sul 'Corriere della Sera' di ieri (ne discutiamo sul nostro blog): "Granqvist, era rigore Lo dice la regola - Il caso del tocco di mano di Granqvist, alla fine di Juventus-Genoa, non è solo un episodio che, oggi, si presta a opinioni opposte, è un fatto di gioco che domani meriterebbe un'informazione unica e condivisa da parte dei responsabili arbitrali. Non si può archiviare questo «caso» nella nebbiosa area della discrezionalità, soprattutto oggi che a vigilare sulle aree di rigore sono schierati, in serie A, due arbitri del massimo livello. Sono giunto alla convinzione di giudicare punibile il fallo di Grangvist per una serie di considerazioni oggettive relative all'azione. Il cross basso che il difensore genoano si appresta a controllare proviene dal bordo campo, da oltre 25 metri, e gli permette perciò un totale dominio del corpo; l'avversario è alle spalle e non entra in contatto. Il controllo con il piede è maldestro e produce un innalzamento del pallone che tocca le braccia di Grangvist, impropriamente alte. Tiro da lontano e controllo sbagliato del pallone: rigore. Questa formula non è una novità: esiste fin dal 1990 e si proponeva di qualificare la involontarietà. Nei 2008 il designatore Collina introdusse il concetto della carambola: «Ci eravamo accordati con tutti gli arbitri di giudicare involontario il contatto immediatamente successivo tra la testa e il braccio se il gesto prevalente è quello di colpire la palla con la testa». Restava inteso che il tiro doveva provenire da vicino, qualche metro, altrimenti si ricadeva nel controllo sbagliato e nella punizione. Con il tempo questo contributo di Collina ha avuto applicazioni non sempre in linea con lo spirito originale. Negli ultimi anni, con Braschi-Nicchi, agli arbitri venne chiesto di punire i contatti del pallone con le braccia lontane dal corpo: in sostanza l'area della involontarietà si sta ulteriormente riducendo per trasformarsi in impatto inevitabile e casuale. Il pallone che vuole velocemente andare verso la tua mano malgrado la tua manifesta volontà di schivarlo. Ritornando alla gara sarebbe importante conoscere il grado effettivo di collaborazione offerto da Romeo, a 5 metri da Granqvist, con Guida a circa 20 metri. Anche questa soluzione dei 5 arbitri merita molto lavoro". In effetti Romeo, che era in posizione ottimale, ha visto bene e ha chiaramente fatto intendere che giudicava quel fallo meritevole della massima punizione, ma Guida ha detto 'no' e a decidere, ha ribadito anche Nicchi, è l'arbitro centrale. A suo piacimento.
Non fosse sufficiente Casarin, sulla Gazzetta di ieri erano riportate le direttive impartite da Braschi durante il ritiro di Sportilia. "I rigori dati e negati si sono susseguiti sui falli di mano. Con loro le polemiche - scrive la rosea - Ecco che l’Uefa e di conseguenza la Can di Braschi la scorsa estate dà una stretta all’impunità introducendo il concetto del «fare volume» e «braccio tenuto lontano dal corpo». Il tutto per dare agli arbitri maggiori strumenti per individuare l’irregolarità e fischiare il fallo. Braschi spiega durante il raduno di Sportilia: «Se un giocatore affronta un avversario tenendo le braccia larghe deve sapere che se poi tocca la palla sarà concesso il rigore anche se non si hanno certezze sulla volontarietà. Questo perché è punito il fatto di aver impedito un tiro, un cross o un passaggio. Il difensore deve memorizzare il rischio che comporta questa scelta".
Ora attendiamo l'esito delle interpellanze internazionali dell'Aia.

L'Avvocato raccontato da Luciano Moggi - Tra le celebrazioni del decennale della morte dell'Avvocato vi avevamo segnalato, in particolare, l'incontro al Circolo della Stampa di Torino "Gianni Agnelli, dieci anni dopo la morte", con la partecipazione di Gigi Moncalvo e Luciano Moggi. A questo evento è ispirato il pezzo, appena pubblicato sul nostro sito, "Ho stretto la mano a Tom Horn" nel cui excipit l'autore, Crazeology, racconta il suo orgoglio per aver stretto la mano a Luciano Moggi, impegnato in primissima persona, ahimè, a portare avanti la battaglia perché sia certificata la verità su Calciopoli, una verità per la quale tutti noi ci battiamo da sette lunghissimi anni. E proprio Moggi al Circolo della Stampa ha raccontato, con la sua consueta verve, alcuni episodi di 'vita vissuta' con Gianni Agnelli. Per esempio quello relativo al trasferimento di Vieri all'Atletico Madrid, un episodio che viene spesso raccontato come quello di un dissidio tra l'Avvocato e lo stesso Moggi, su cui invece l'ex dg fa chiarezza. E' vero che Vieri era fermamente deciso ad andarsene all'Atletico Madrid, ma la prima offerta non fu soddisfacente: “L’Avvocato – spiega Moggi – mi chiese il giorno prima dell’assemblea Ifi di illustrargli la situazione di Vieri. Mi spiegava che i cronisti gli avrebbero chiesto solo di Vieri. Gli dissi che l’Atletico Madrid si era fatto avanti con 28 miliardi di lire pagabili in cinque anni. A lui non piaceva l’offerta, come non piaceva a me. Rifiutammo". Ma "il giorno dopo arrivò Bobo Vieri in sede, sbattendo porte, chiedendo una maglia da titolare e 5 miliardi di lire l’anno. Gli dissi di tornare da quelli che lo avevano mandato in sede a creare problemi (l’Atletico Madrid, ndr) e portarci un’offerta di 35 miliardi da pagare subito". L'affare si fece per 34 miliardi di lire. “Dopo quindici minuti – continua Moggi – mi arrivò un fax per ufficializzare il trasferimento. Chiamai l’Avvocato per spiegargli la situazione, che ormai era impossibile proseguire con un calciatore che era così indisciplinato ma non ci riuscii”. E intanto Agnelli, ignaro degli sviluppi della vicenda, rilasciava una dichiarazione secondo la quale Vieri era incedibile. Da qui molti trassero l'impressione che vi fosse una distonia tra Moggi e Agnelli, quando si trattava invece solo di un rapido susseguirsi di eventi che avevano mandato in tilt il canale comunicativo. Poi la comunicazione avvenne e non ci fu dissidio alcuno: "Quando parlai con l’Avvocato mi disse che avevo fatto bene a cedere il giocatore. E mi chiese di portargli un altro bomber. Comprai un certo Pippo Inzaghi per 15 miliardi di lire pagabili in tre anni. Un affare”.
Ma Moggi, e non poteva essere diversamente, ha affrontato anche l'argomento della genesi di Calciopoli, che ha avuto le sue cause prime nelle morti ravvicinate di Gianni e Umberto Agnelli e dell'avvocato Chiusano, tre perdite che lasciavano una Juventus "debole, sulla quale Inter e Milan, più di tutte, si sono avvantaggiate". Racconta Moggi: “Giraudo diceva che i dirigenti del Milan erano nostri amici perché ogni volta che li incontravamo ci abbracciavano. Io invece gli rispondevo che ci dovevamo mettere in difesa mentre ci attaccavano con televisioni e giornali. E le intercettazioni mi hanno dato ragione”. Eccome se gli hanno dato ragione.
Infine sorride alla definizione che di lui su La Repubblica e su Il Corriere della Sera era stata attribuita all'Avvocato: "lo stalliere del re, che deve conoscere tutti i ladri di cavalli". "L'Avvocato - conclude Moggi - ci aveva visto giusto. Io li conoscevo i ladri di cavalli: erano i miei avversari. Avevo dei sospetti, che sono diventate certezze con Calciopoli. Però, si può dire che ero il suo stalliere buono".

Gli altri provvedimenti del Giudice Sportivo - Il Giudice Sportivo ha squalificato per due giornate Aquilani (Fiorentina), "per avere, al 33' del secondo tempo, rivolto all'Arbitro un'espressione ingiuriosa", e Miccoli (Palermo) "per avere, al 45' del secondo tempo, rivolto dalla panchina al Quarto Ufficiale un'espressione ingiuriosa".
Salteranno invece un solo turno Brivio (Atalanta) espulso per doppio giallo e altri 11 giocatori già diffidati e nuovamente ammoniti: Antonelli (Genoa), Biava e Dias (Lazio), Alvarez e Castro (Catania), Britos e Campagnaro (Napoli), Aronica e Von Bergen (Palermo), Obiang (Sampdoria) e Pjanic (Roma).
Squalificato per una giornata l'allenatore del Palermo Gian Piero Gasperini "per avere, al 46' del secondo tempo, rivolto al Quarto Ufficiale e quindi all'Arbitro espressioni ingiuriose", e quello dell'Atalanta, Stefano Colantuono, espulso al 20' del secondo tempo, per avere "contestato platealmente l'operato arbitrale, uscendo dall'area tecnica".
Ammende: di 10.000 euro all'Atalanta "per avere suoi sostenitori, al 34' del secondo tempo, indirizzato ai calciatori della squadra avversaria grida costituenti espressione di discriminazione razziale"; di 3.000 euro al Cagliari "per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, indirizzato reiteratamente a un Arbitro addizionale cori ingiuriosi"; di 1.000 euro alla Lazio "a titolo di responsabilità oggettiva per aver ingiustificatamente ritardato l'inizio della gara di circa due minuti".


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19 aprile 2014, ore 18.30

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