Eravamo nati catalani...

ConteUn anno fa di questi tempi mi innamoravo della più bella Juve mai vista dai tempi di Lippi, una Juve di vocazione europea che in alcune circostanze strappava il paragone blasfemo (ma più sul piano puramente tecnico che su quello della facilità di manovra) col Barcellona. Dopo le incertezze iniziali Conte aveva preso la strada del 4-3-3 mostrando un calcio modernissimo e propositivo, fatto di corsa, recupero veloce del pallone, manovra avvolgente, sovrapposizioni sugli esterni (terzino, mezzala e esterno alto che facevano ammattire gli avversari) e ANCHE (non esclusivamente, anche) inserimenti centrali degli interni, resi ancora più immediati ed efficaci dallo spazio creato da esterni offensivi che, con la loro presenza prima ancora che col loro movimento, allargavano le maglie delle difese avversarie. Il problema della sterilità offensiva c'era, ma era un problema di qualità che il prossimo mercato avrebbe sicuramente risolto (campa cavallo).

Poi, per motivi che tuttora mi sfuggono, Conte si è innamorato di Mazzarri. O di Guidolin, o di Reja, o di Cosmi. O di Nevio Scala, fate voi. Mi hanno ammazzato il bambino nella culla, il sogno di una Juve all'avanguardia in Europa. Sì, mi direte, mica il 3-5-2 di Conte è uguale a quello di Mazzarri. E' più propositivo, è rimasta l'idea di fondo di fare la partita e non di affidarsi alle ripartenze (anche perché un conto è farle con Cavani e Lavezzi, altro farle con Matri e Quagliarella). Vero. Ma è l'involucro che è sbagliato. E' palesemente sbagliato, è una cappa che opprime, è la campana di vetro che piano piano sta spegnendo la fiamma moderna ed europea che ardeva nel braciere.
Non dirò che è sbagliato perché in Europa nessuno gioca così (anche se non è proprio una motivazione campata in aria, anzi: un motivo c'è), dirò il contrario: nessuno (di quelli che dettano legge) in Europa gioca così perché è sbagliato. E' concettualmente sbagliato. E' prendere la Micra per vincere un Gran Premio di Formula Uno. E' un sistema adatto per chi vuol giocare in modo speculativo, passivo, cioè il contrario di quello che vogliamo fare noi. Va bene quindi per Mazzarri, che da una vita fa difesa e contropiede. Noi pensiamo di farlo andare bene per giocare a calcio in Europa, anche se siamo gli unici a pensarlo. Il dislivello clamoroso tra ciò che si vede la domenica in Italia e il mercoledì in giro per l'Europa ci fa perdere la percezione della realtà. Ciò che in Italia ci ha fatto vincere lo scudetto in Europa è roba vecchia, superata da lustri. Siamo noi ad essere arretrati, siamo noi in errore ad aver fatto di questo stantio 3-5-2 una coperta di Linus rassicurante.

Perché? Perché da quando abbiamo iniziato a giocare così abbiamo abdicato alla vocazione europea che era in embrione. Ci siamo messi un paio di mutande di due misure più piccolo. Il gioco per vie centrali da alternativa importante e resa efficace dall'ampiezza della manovra è diventato il monotema. Ovvio, perché gli esterni sono passati dall'essere fulcro della manovra a mero punto di appoggio. Nella zona di campo dove i migliori d'Europa dislocano la qualità noi ci abbiamo messo un terzino e un mediano adattato. Dove prima c'erano sovrapposizioni e scambi rapidi ora c'è solo appoggio temporaneo, prima di ritornare all'imbuto centrale. Pirlo che lancia, Vucinic che viene incontro spalle alla porta e Marchisio che si inserisce. I nostri esterni non fanno paura a nessuno per due motivi: primo perché non hanno doti tecniche tali da richiedere raddoppi di marcatura e, di conseguenza, allargare le maglie difensive in mezzo; secondo perché essendo gli unici deputati al gioco sulle fasce non creano apprensioni alle difese schierate, che non si trovano mai a dover far fronte a rapide sovrapposizioni e quindi possono più agevolmente coprire lo spazio centrale dove per le due punte e per la mezz'ala che si inserisce il lavoro si fa complicato, non avendo a disposizione un Messi o un Iniesta che triangolano a mille all'ora in 10 centimetri quadrati.

Allora perché? Perché si è scelto e si continua con ostinazione ad adoperare lo strumento sbagliato per applicare un'idea giusta? Ne ho lette diverse, quella che mi fa più ridere è che così possiamo sfruttare al meglio le doti di impostazione di Bonucci. Ma cos'è, scherzi a parte? Perché se abbiamo un ottimo terzino dobbiamo fargli fare l'esterno a tutto campo? Perché Giovinco deve andare a fare a sportellate in mezzo con John Terry invece che partire da sinistra, saltare l'uomo e darla in mezzo? Perché le nostre mezzeali devono entrare dentro a farsi largo tra la folla quando invece potrebbero aver qualche corridoio più agevole? Sinceramente non ho risposte razionali da dare. So solo che si dice "nascere incendiari e morire pompieri" e noi ad un certo punto, dopo essere nati catalani, abbiamo deciso di morire mazzarriani. Se devo uscire di nuovo dal girone, almeno voglio farlo rivedendo quella Juve che mi aveva fatto innamorare.


Prossima partita

JUVENTUS-BOLOGNA

Serie A

19 aprile 2014, ore 18.30

Foto Gallery