Tre punti per mettere pressione al Napoli

PogbaLa Juve fa il suo dovere e si porta a casa tre punti preziosi per il campionato. Prima della partita Conte era stato chiaro: questo match vale quanto quello col Napoli. Chi si aspettava quindi largo turnover e soprattutto di vedere i diffidati Barzagli, Vidal e Pirlo in panchina è rimasto deluso. Solo un lieve infortunio alla caviglia ha risparmiato al cileno i 90 minuti, mentre gli altri sono scesi regolarmente in campo.

Il primo tempo è uno dei classici della Juve di Conte: corsa, pressing e pallino del gioco in mano, col Siena arroccato nella sua area a subire le incursioni bianconere. Un po' svogliato Vucinic, che però alla mezz'ora regala un assist pregevole a Lichtsteiner che, con un rimpallo fortunoso, ribadisce in porta per il momentaneo 1-0. E' proprio lo svizzero il protagonista assoluto della partita: con Asamoah ancora preda delle fatiche africane, è da destra che arrivano tutti i pericoli.

Il secondo tempo viaggia sulla falsariga del secondo, con la Juventus che però cala i ritmi per preservare le energie. Ma chi sperava nei fantasmi delle passate partite (Parma, Genoa, ecc.) sarà rimasto deluso: la Juventus gioca di rimessa e gioca bene, trovando con Giovinco il raddoppio. La formica atomica era stata fino ad allora indolente, come anche il suo compagno di reparto, che aveva però quantomeno offerto l'assist per l'1-0. Il gol realizzato sottolinea comunque il gran materiale tecnico a disposizione del piemontese (palla sotto l'incrocio del primo palo), che quando ha la testa sulle spalle sforna prestazioni importanti.
Nonostante il 2-0, i senesi non mollano, trovando anche un palo. Da segnalare una strepitosa parata di Buffon, che salva il risultato su una pregevole incornata di Emeghara. Ma d'altronde il numero uno della Nazionale, come ebbe lui stesso a dire in passato, in qualche modo dovrà pur "giustificare" il suo stipendio. E i grandi campioni si vedono in questo: da quando Conte è alla Juve, l'operato di Buffon si è ridotto ai minimi termini, ma il grande campione è quello che, anche se chiamato in causa poche volte, risponde "presente".
Infine, in chiusura di tempo, ci pensa Pogba a sigillare il risultato. Il centrocampista francese si dimostra ancora una volta un cecchino dalla distanza: il modo in cui tira andrebbe davvero mostrato nelle scuole calcio. Alla prima opportunità concessagli dalla difesa ospite, Paul ha trovato un destro rasoterra che ha spiazzato l'incolpevole Pegolo. 19 anni signori... non posso che augurarmi che rimanga con noi ancora a lungo, e con un maestro come Pirlo accanto non ha che da guadagnarci.
Una prestazione tutto sommato eccellente, con una Juve che torna a mostrare ritmi ottimi, tranne nel secondo tempo quando, tra un po' di svogliatezza generale (Vucinic e Giovinco su tutti) e un po' di possesso palla sterile ma utile a non sprecare energie, la squadra gioca di rimessa, cogliendo però le poche occasioni offertele dal Siena. Nel finale di partita trova posto anche Chiellini, che macina così qualche minuto per prepararsi al meglio per il big match del San Paolo.

Conte non si smentisce: come l'anno scorso, a dicembre e gennaio la Juventus ha lavorato a colpi di doppie sedute, mettendo benzina nel serbatoio per il finale di stagione ("Giorni infernali" aveva twittato in quei giorni Bonucci). E ora la palla passa al Napoli, chiamato all'ardua partita con l'Udinese di Guidolin, che naviga sì in un periodo non molto florido, ma che rimane pur sempre una squadra di tutto rilievo.

Nota finale per la sterile polemica sullo slittamento del calendario: ho trovato davvero stucchevoli le recriminazioni di De Laurentiis sul calendario che penalizzerebbe il Napoli; l'appuntamento del 1° marzo era stato appositamente pensato per agevolarlo, impegnato com'era in Europa League. Adesso, dopo l'eliminazione, ai partenopei farebbe comodo un giorno extra di riposo, ma non è dello stesso avviso la Juventus, che il 6 marzo si ritrova a dover affrontare il ritorno di Champions League. Ancora più imbarazzante si è rivelato l'intervento diretto di Beretta, sceso in campo per cercare di convincere l'amministratore delegato Marotta a posticipare il big match: senza senso anche l'assurda scusa che tanto oramai la qualificazione in Champions, grazie allo 0-3 dell'andata, sia assicurata (e qualcosa mi dice che gli antijuventini d'Italia pagherebbero per vedere il Celtic in gran spolvero allo Juventus Stadium...). Non mi sembra che si sia mosso nessuno dei piani alti quando la Juventus, reduce da un tour de force, fu costretta a giocare in anticipo di sabato contro la Roma.
Insomma, vi siete voluti il calendario a forma e misura delle vostre esigenze, infischiandovene di una squadra che, oltre a portare visibilità al calcio italiano all'estero, ha la possibilità di far avanzare la nazione nel ranking UEFA?

E allora beccatevelo, e in silenzio anche.

 

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