Milan avanti con l’aiutino, la Juventus non molla

vucinicSe il Milan chiama, la Juventus risponde e lo fa nel modo più convincente, mettendo ko l’Inter con un uno-due nella ripresa che non ha lasciato scampo alla squadra nerazzurra.

Milan avanti con Ibra e un aiutino
. E' una vittoria importante quella della Juve, perché la tiene viva nella corsa allo scudetto, mettendo pressione a un Milan che contro la Roma ha trovato una vittoria anche fortunosa, perdendo però Thiago Silva per infortunio in un momento topico della stagione. Ora il tour de force che attende i rossoneri è di quelli decisivi: mercoledì prossimo il Barcellona a San Siro, sabato 31 marzo il Catania in trasferta e subito il martedì successivo il ritorno di Champions al Camp Nou; poi affronterà la Fiorentina a San Siro alla vigilia di Pasqua. Ma non finisce qui, perché il Milan sarà protagonista ancora nell’anticipo del turno infrasettimanale il martedì 10 a Verona contro il Chievo e poi contro il Genoa a San Siro sabato 14. Fanno 7 partite in 21 giorni, forse troppe anche per una squadra che, nonostante i tanti infortuni, ha sempre dimostrato con i fatti di saperne uscire vincente. Anche contro la Roma il “fattore Ibra” è stato decisivo per mettere una pezza a una partita che si stava mettendo male nonostante la prestazione degli ospiti sia stata tutt’altro che irresistibile. A un gol fortunoso di Osvaldo, il Milan ha risposto trasformando un rigore concesso al termine di un’azione viziata da un netto fuorigioco di Ibrahimovic: errore ravvisato da tutti media, ma in un modo molto superficiale, quasi non si fosse trattato di “una svista” decisiva nell’economia dell’incontro. Se sommiamo il saldo attivo di sviste arbitrali accumulato dal Milan in queste 29 giornate al saldo negativo degli episodi arbitrali che hanno penalizzato la Juventus, la presunta teoria che in un campionato gli episodi pro e contro si equivalgano si riduce a battute di chi non sa bene che cosa sia successo fin qui.

Inter ko, la Juve c’è
. Quanto alla Juve, contro l’Inter ha colto una di quelle vittorie che alimentano e legittimano le speranze di poter ancora dire una parola sulla corsa scudetto. Di fronte allo Juventus Stadium delle grandi occasioni, che ha mostrato con orgoglio i 29 scudetti conquistati sul campo dalla società bianconera, il successo contro l’Inter è stato netto. Anche sofferto, certo, perché nel primo tempo la superiorità dettata da un maggior possesso palla non si è tramutata in gol, anzi, la squadra ha rischiato di subire le ripartenze degli ospiti che con facilità sono arrivati al tiro impensierendo Buffon. Poi a inizio ripresa il cambio tattico chiamato da Conte è stata la mossa vincente. Sono arrivati i gol di Caceres e Del Piero e l’Inter è scomparsa dal campo, rischiando anche di subire la goleada. Alle spalle delle prime due c’è un fossato di ben 8 lunghezze prima di trovare la Lazio, che solo nei minuti finali è riuscita a piegare il Cagliari. Bloccate sul pari Udinese e Napoli, ma con modalità dal sapore diverso: i friulani infatti sono riusciti a strappare il punticino solo nel finale nella difficile trasferta di Palermo, mentre Cavani e compagni si sono fatti rimontare, sempre nel finale, un doppio vantaggio dal Catania. Proprio gli etnei, in serie positiva da 8 partite, rilanciano le proprie aspirazioni a un piazzamento utile per accedere alla prossima Europa League, visto il rendimento discontinuo di Roma e Inter. Nel limbo di metà classifica avanza l’Atalanta, vittoriosa sul Bologna, mentre in chiave salvezza pareggiano tutte le ultime sette della classifica lasciando tutto così com’era.


TOP DI GIORNATA

Conte (all. Juventus)
. Dopo pochi minuti dall’inizio della ripresa cambia volto a una squadra che sembra in difficoltà inserendo il terzo centrale difensivo, permettendo così a Caceres e a De Ceglie di spingere più tranquillamente sulle fasce, nonché dando spazio a Del Piero entrato a far coppia prima con Vucinic e poi con Quagliarella in avanti. Il risultato del campo premia le scelte del tecnico bianconero.

Ibrahimovic (Milan)
. Comunque sia è sempre decisivo. Certo è che se il guardalinee avesse legittimamente fermato l’azione che ha originato il calcio di rigore, sarebbe stato più difficile trovarlo fra i top. Meani continua insomma a fare proseliti: con squadre come il Milan, nel dubbio, la bandierina non bisogna alzarla (...) Il fatto ancor più grave è che questo succede anche quando dubbi non ce ne sono!

Montella (all. Catania). Continua la serie positiva del Catania arrivato all’ottavo risultato utile consecutivo (4 vittorie e 4 pareggi) uscendo imbattuto dal San Paolo. Ora per puntare decisi a un piazzamento in Europa League non resta che fermare la corsa del Milan che sabato prossimo farà visita al Massimino, dopo nemmeno tre giorni dalle fatiche di Champions contro il Barcellona.

FLOP DI GIORNATA


Vucinic (Juventus). Indolente e nervoso come nelle serate peggiori. Prima della sacrosanta sostituzione si divora la più colossale delle palle goal in modo davvero incomprensibile. Una grande squadra avrebbe bisogno di maggiore continuità specie da parte dei suoi elementi di maggior classe.

Totti (Roma)
. Meriterebbe un flop anche il suo allenatore che lo schiera in condizioni fisiche precarie. Fatto sta che, con il pupone in campo, la Roma sembra giocare in 10 fino a quando Luis Enrique non si decide a sostituirlo. Imbarazzante e presuntuoso il tentativo di pallonetto con cui il capitano della Roma spreca l’occasione di portare la sua squadra sul doppio vantaggio.

Gervasoni (arbitro di Napoli-Catania). Non vedere un rigore è cosa  può capitare, ma pensare che Bergessio svenga a due metri dalla porta senza che Aronica gli faccia un fallo, meritevole fra l’altro di cartellino rosso, è un po’ troppo. Peggio di Gervasoni riescono a fare Marchegiani e Mauro che, in diretta su Sky, hanno anche la possibilità di rivedere l'azione al rallentatore, ma non ravvisano gli estremi del rigore. Di fronte ad esperti così, anche Ilaria D'Amico ci fa un figurone.

 

twitter  @nicolanegro


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19 aprile 2014, ore 18.30

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