Le intercettazioni che scagionano Giraudo /6. Juve-Udinese e l'associazione fantasma

DesignatoriJuventus-Udinese si gioca il 13 febbraio 2005, arbitrata da Rodomonti. La partita termina 2-1 per i padroni di casa, e segue due sconfitte per una Juventus con soli due punti di vantaggio su un Milan che nel match con la Lazio ha beneficiato di un paio di sviste arbitrali a suo favore: si ricordi in particolare la mancata espulsione di Stam da parte di Rosetti.
Le intercettazioni note sin dal 2006 dimostrano come la dirigenza juventina sia convinta di avere subito danni derivanti da errori arbitrali, e quindi si lamenti con i designatori dei presunti torti subiti. Nulla di illecito, e nulla che non sia fatto anche da altri dirigenti, come testimoniano le intercettazioni "sfuggite".
La cosa straordinaria è che il ruolo di Giraudo non è diretto, anzi. L'ex AD della Juventus compare solo come interlocutore di Moggi: per esempio quando i due decidono di organizzare una cena con Pairetto per presentare al designatore le loro rimostranze e richiedere parità di trattamento rispetto al Milan. I PM prima, ed il GUP De Gregorio poi, vedono invece un tentativo di frode nelle seguenti conversazioni.
"Dobbiamo anche prendere l'altro ambiente e quelli che sembrano degli amici ma, oramai, non ci danno più niente...". L'altro ambiente potrebbe essere quello federale e forse anche arbitrale, ma la frase denota solo la sensazione di essere deboli politicamente, e nulla più.
Moggi aggiunge che "secondo me non esiste niente che in pratica possa incidere sull'andamento della partita ma quando sei al limite deve essere in un'altra maniera", cioè secondo lui gli arbitri non incidono sul risultato, ma quando la corsa è serrata deve esserci equità.
Moggi parla anche di alcuni arbitri che "secondo me hanno paura di essere marchiati dopo così... di essere contro. Va a capire perché, poi gli facciam le polemiche, ma qui siamo arrivati al punto che nel dubbio ci dan, nel dubbio puoi dare a favore o contro, qui nel dubbio dai sempre contro e non va bene perché tu ti vuoi prendere l'interno ma anche l'esterno". In pratica, Moggi e Giraudo sono convinti che alcuni arbitri soffrano di sudditanza psicologica al contrario, e quindi commettano errori dovuti alla paura di essere "marchiati" come amici della Juve. In sostanza si tratta di una telefonata a discarico, rivoltata e usata come prova di colpevolezza.
In una successiva telefonata Moggi e Giraudo elencano i presunti favori attribuiti al Milan. In particolare viene evidenziato un rigore non concesso da De Santis alla Juve contro il Palermo, a conferma del discorso precedente: "Ti dicono... ma è il vostro Massimo", dice Giraudo, a dimostrazione del fatto che De Santis era rimasto "marchiato" dal famoso gol annullato a Cannavaro.
I due ex dirigenti juventini manifestano infine la volontà di parlare con i designatori (come facevano tutti, ormai lo sappiamo): "Sarebbe opportuno (...) ma di brutto muso, perché così non può andare, così ci assassinano in tutto" dice Moggi, che a torto o a ragione chiede con forza equità, e non favori.
Su Giraudo non c'è praticamente nulla. Per il resto abbiamo un colloquio Moggi-Fazi, la grigliata Moggi-Bergamo (con designazione dopo sorteggio di di Rodomonti che non stava nella griglia moggiana), e la designazione degli assistenti Gemignani e Foschetti (con Moggi che aveva ipotizzato Ambrosini e Foschetti, e Bergamo che aveva ribattuto con Gemignani e Ricci).
La partita non si segnala per particolari errori arbitrali, ad eccezione di un gol regolare annullato all'Udinese sul 2-0 per la Juve. Insomma, già nel materiale a disposizione di De Gregorio non ci sono elementi per sostenere né l'associazione per delinquere né la frode sportiva, anche e soprattutto nei confronti di Giraudo. Tuttavia, per completare e chiarire il quadro riportiamo alcune telefonate sfuggite e ritrovate da Nicola Penta e dalla difesa di Luciano Moggi.

Intercettazione Meani-Bergamo prima di Juventus-Milan (9 dicembre 2004 ore 11.01).
Telefonata che riportiamo in modo da permettere un confronto tra l'atteggiamento tenuto dai designatori nei confronti del Milan e della Juve. Meani riporta a Bergamo il fatto che "Lui" (chi sarà?) ha approvato la griglia di cui hanno parlato, e che alla fine sarà proprio quella usata per il sorteggio! Inoltre Meani chiede di designare il guardalinee Puglisi per qualche partita del Milan.



Intercettazione Bergamo-Carraro in vista della formazione delle griglie (8 febbraio 2005 ore 18.37).
Come ben noto, tutti parlano di griglie con i designatori. Nessuno ha l'esclusiva. In particolare, qui il presidente federale raccomanda a Bergamo di mettere in griglia arbitri di prima fascia per le partite di Fiorentina e Lazio. Nel corso della telefonata Carraro enuncia anche un'inquietante teoria sulla compensazione degli errori arbitrali.


Intercettazione Bergamo-Pairetto qualche giorno prima della partita (10 febbraio 2005 ore 10.37).
La telefonata è lunga, ma è fondamentale per capire come i due designatori siano sotto pressione, ma allo stesso tempo siano in grado di mantenere la loro indipendenza. In questo caso l'ambiente (federale?) non ha gradito alcune scelte di Dondarini in Sampdoria-Fiorentina (due espulsioni per i viola), anche se si tratta di decisioni corrette secondo Bergamo e Pairetto. Persino il presidente federale Carraro ha chiesto spiegazioni. Ma soprattutto qualcuno (che dovrebbe essere Moggi) si è lamentato della designazione di Dondarini per l'Under 21, ritenuta un premio eccessivo dopo le polemiche seguenti alla partita precedente.
L'impressione è che Bergamo chiami Pairetto soprattutto per parlare del malumore di Moggi. Questi gli avrebbe detto che quando gli arbitri sbagliano contro la Juventus succede un finimondo, mentre quando sbagliano in altre partite (vedi caso Dondarini) vengono premiati. Questa parte della telefonata ha una grande rilevanza: Moggi, infatti, si lamenta del trattamento che i designatori, sodali dell'associazione, hanno verso gli arbitri che sbagliano contro la Juve. Dove starebbe quindi questa associazione?
Ma non basta, per Bergamo lo sfogo di Moggi sembra più una strategia che altro, come se Moggi criticasse i designatori affinché loro siano benevoli nei suoi confronti. Puro lobbying all'americana, altro che frode! E Bergamo si mostra molto determinato a mantenere la sua indipendenza, infatti dice:
"Noi non ci si può far imporre niente da nessuno. Certo, che poi dobbiamo aver buonsenso, sì. Ma questo è chiaro che sia così. Ma che poi ci si debba andare a buttare nel fuoco... per cosa? per finire in malo modo un lavoro che abbiamo fatto bene? Ma chi ce lo fa fare, scusa? Le cose vanno fatte in maniera ragionevole, in maniera ponderata."
E Pairetto si mostra d'accordo: "E' normale, come abbiamo sempre detto, cercando di trovare gli equilibri in modo assoluto".
Ancora Bergamo: "Stasera quando ti faccio tutto il ragionamento degli assistenti mi dirai 'No, hai ragione' [...] Non si può passare attraverso a certe situazioni che poi sono soltanto... anche se va tutto bene 'eh però, vedi, guarda caso...' [...] A volte gli attacchi sai perché vengono fatti? Io ti attacco te perché dopo tra 5 minuti ti chiedo una cosa, te sei in difficoltà e me la devi dare. Capito? Perché poi il discorso è quello. L'attacco bene e poi dico 'allora voglio risolvere...'. No, così no. Così no perché... 'allora lo vedi che quando chiedo le cose io non vengo mai accontentato perché...'.
E infine Pairetto: "Noi non dobbiamo accontentare mai nessuno, dobbiamo accontentare noi stessi."
Si passa quindi alla griglia per Juventus-Udinese. La famosa grigliata Moggi-Bergamo risale alla notte del 9 febbraio, quindi è precedente. In questa telefonata, Pairetto fa la sua griglia, che è la stessa di Bergamo ma con l'aggiunta di Rodomonti, e Bergamo infatti dice "Ah, io Rodomonti non ce l'avevo messo". I due confrontano tranquillamente le loro idee al telefono, e alla fine Rodomonti viene inserito in prima fascia e viene sorteggiato. Dove sta la frode?


Intercettazione Pairetto-Rodomonti prima della partita (13 febbraio 2005 ore 10.42).
Pairetto e l'arbitro parlano del più e del meno. Il designatore si dice certo che Rodomonti farà bene, l'arbitro sembra sereno. Nessun accenno a frodi o accordi strani.


Intercettazione Pairetto-Gemignani prima della partita (13 febbraio 2005 ore 10.57).
Pairetto incoraggia l'assistente Gemignani affinché faccia una buona gara, senza discussioni e difficoltà. Il clima sembra sereno, nessuna traccia di condizionamenti.


Intercettazione Mazzei-Foschetti prima della partita (13 febbraio 2005 ore 12.36).
Il designatore dei guardalinee incoraggia il suo uomo ad essere attento e preciso nelle valutazioni durante la gara.


Intercettazione Pairetto-Gemignani dopo la partita (16 febbraio 2005 ore 16.58).
Pairetto e Gemignani discutono del comportamento di Rodomonti, che viene accusato di parlare troppo con i giornalisti. In generale, dal dialogo non emerge grande stima nei confronti dell'arbitro da parte del designatore e del collega.



Articoli precedenti:
Le intercettazioni che scagionano Giraudo /1. Per cosa è stato condannato.
Le intercettazioni che scagionano Giraudo /2. Udinese-Brescia e la bufala delle ammonizioni mirate.
Le intercettazioni che scagionano Giraudo /3. Juve-Lazio e la buona fede di designatori e arbitro.
Le intercettazioni che scagionano Giraudo /4: Bologna-Juve, quando il telefono racconta la verità
Le intercettazioni che scagionano Giraudo /5: Chievo-Fiorentina, nessuna traccia di frode


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