Arriva Anelka, si allontana Lisandro Lopez. Scommessopoli si sgretola: effetto Conte.

News, 26 gennaio 2013.

Per Anelka è fatta, si aspetta solo l'OK della Fifa; probabilmente già lunedì le visite mediche. Per il Genoa Conte ne convoca 21: non c'è Pirlo. Calcioscommesse: il Tnas riduce a soli 5 punti la penalizzazione dell'AlbinoLeffe. Marchisio: Il mio obiettivo è cercar di far tutta la mia carriera nella Juve, vorrei poter non andar più via. Tre Giovanissimi Nazionali bianconeri convocati per uno stage dell'Under 16.



Anelka atteso a Torino - Sembra proprio fatta: il rinforzo d'inverno per la Juve sarà Nicolas Anelka, classe 1979, nell'ultima stagione in Cina allo Shanghai Shenhua, con 3 reti in 22 gare. Non esattamente una media goal esaltante, soprattutto perché alla Juve sarebbe servito qualcuno in grado di concretizzare il grande volume di gioco prodotto dalla squadra. Ma pare che Conte si dovrà accontentare, nell'ottica che 'soldi non ce ne sono'. 'Non compreremo tanto per comprare', aveva detto Marotta, ma, si sa, verba volant.
Anelka è atteso già in giornata a Torino e già lunedì, quando dovrebbe arrivare anche l'OK della Fifa allo svincolo, sosterrà probabilmente le visite mediche; poi la firma del contratto, pare alle condizioni già annunciate ieri: 600.000 euro di ingaggio; più bonus legati a presenze e traguardi: 200.000 euro al raggiungimento della dodicesima presenza, altri 200.000 in caso di conquista dello scudetto (ma sempre con le 12 presenze), 300.000 in caso di conquista della Champions.
E Lisandro Lopez? Sempre più lontano. E' vero che ieri sera, a Valenciennes, non ha giocato, non era nemmeno in panchina (anche se nel pomeriggio era dato per partente nella formazione iniziale). Ma dopo la gara il presidente del Lione è stato chiaro, Lopez resta a Lione: "Lisandro ne partira pas. On a dit non à la Juve". E' vero che le chiusure nel calciomercato possono non essere definitive ma, stante il fatto che le due posizioni sono ancora fermamente arroccate sulle loro parti circa la formula del prestito (diritto di riscatto, dice Marotta, obbligo, risponde il Lione), gli spiragli sono davvero esigui. E quel vuoto nel parco attaccanti, quel bomber di fatto e non solo di nome che mancava alla Juve, non sarà colmato con un elemento con quei requisiti di qualità che Marotta aveva posto come criterio.

I convocati di Conte - Per la gara contro il Genoa Conte ha convocato 21 giocatori: lungodegenti a parte, tutti convocati con una sola, ma eccellente, assenza, quella di Andrea Pirlo, che si sta rimettendo dal fastidio alla coscia, ma che Conte non intende rischiare, avendo a centrocampo un rincalzo affidabile come Pogba; torna Giovinco anche se, prudenzialmente, dovrebbe partire dalla panchina, e, a fianco di Vucinic, dovrebbe giocare Quagliarella, visto che Matri, pur convocato, è influenzato.
Questo dunque l'elenco dei convocati: Buffon, Caceres, Pogba, Marchisio, Vucinic, De Ceglie, Giovinco, Peluso, Barzagli, Bonucci, Padoin, Vidal, Giaccherini, Lichtsteiner, Quagliarella, Storari, Matri, Isla, Rubinho, Beltrame, Marrone.

TNAS: Ridotta da nove a cinque punti la penalizzazione dell'UC Albinoleffe - "Il TNAS, in relazione alla controversia U.C. Albinoleffe Srl/FIGC, comunica che il Collegio Arbitrale (Avv. Aurelio Vessichelli, Presidente; Avv. Guido Cecinelli e Avv. Marcello de Luca Tamajo), in parziale accoglimento dell’istanza proposta il 26 settembre 2012 dalla U.C. Albinoleffe S.r.l., ha ridotto la sanzione - come irrogata dalla Corte di Giustizia Federale - da 9 punti a 5 punti di penalizzazione, ferma la sanzione dell’ammenda nella misura irrogata dalla Corte di Giustizia Federale". Questo il comunicato pubblicato ieri sul sito del Coni". Il calcioscommesse si è davvero sgretolato tra le mani della cosiddetta giustizia sportiva: se l'Albinoleffe, il cui spogliatoio era diventato una specie di scommessificio, dopo l'originaria richiesta di ben 27 punti formulata da Palazzi, è passato dai 15 punti di penalizzazione inflitti dalla Commissione Disciplinare ai 9 della Corte di Giustizia Federale ed ora ai 5 del Tnas, penalizzazioni irrisorie visto il numero di gare alterate, almeno 9 con 11 giocatori coinvolti (figuriamoci che per Calciopoli la Juve è finita in B senza che vi sia stata alcuna gara alterata...), davvero pare non sia successo niente. E che il principale colpevole sia stato tale Antonio Conte, uno che tre arbitri del Tnas hanno ritenuto plausibile potesse aver saputo qualcosa. In fondo Scommessopoli sui media è rimasta sopra la linea di galleggiamento in virtù del nome di Antonio Conte, allenatore della Juventus campione d'Italia; e il fatto che il club si sia dovuto presentare sulla ribalta europea senza il proprio allenatore in panchina, 'squalificato per la vicenda del calcioscommesse', voleva essere il bollino blu di una Federazione che aveva estirpato il male: pazienza se le mele marce se la con cavata a buon mercato, anzi ottimo, e, tempo qualche mese, rientreranno nel mondo calcio, a qualche titolo. Tanto le loro facce in prima pagina non 'catturano', sono così oscure che alla Gazzetta capitò di mettere, per mero errore, in prima pagina, al posto della foto di Filippo Carobbio, quella di un altro calciatore, Maurizio Nassi (dell'Alessandria): figurine, solo figurine, il nome e il vero volto dello scandalo era Conte.
Praticamente il castello di carte edificato da Palazzi è stato in buona parte spazzato via dal Tnas e in alcuni casi (Bonucci, Cannavaro, Napoli) addirittura dalla Corte di Giustizia Federale. Tanto che a questo punto non si capisce perché 'tanto rumore per nulla'. In qualsiasi altro contesto, anche in quello di un privatissimo circolo della caccia, il responsabile di un così grosso abbaglio si sarebbe già dimesso da tempo; nella giustizia domestica della Figc queste cose non accadono.
Adesso qualche esperto di diritto sportivo se ne esce a dire che, applicando i principi interpretativi usati per Cannavaro, probabilmente Conte non sarebbe stato condannato. La realtà proclama che la virata a 180° della giustizia domestica, e dei suoi fans, è avvenuta una volta sistemato il caso Conte, il vero spartiacque di Scommessopoli.

Marchisio: Juve per sempre - Dopo Buffon, un altro simbolo di questa Juve giura fedeltà eterna alla Vecchia Signora. E chi se non il suo Principino? Una vita in bianconero, come ha raccontato in un'intervista a 'Rivista Studio', iniziata a sei anni: "La Juventus è il massimo. È sempre stato il mio sogno principale da bambino: ho iniziato alla Juve nel ‘93, a sei anni, e quando ci sono arrivato non c'era assolutamente l'idea di arrivare in prima squadra e fare il calciatore. Era solo un bel modo di giocare, per giunta con il privilegio di poterlo fare con la maglia della squadra del cuore. Man mano che passavano gli anni il gioco si è trasformato in passione e poi in professione". E il passaggio da gioco a passione è stato un passaggio fondamentale di presa di coscienza nella vita di Claudio: "Quando ho iniziato le superiori, come per tutti è stato un periodo in cui sono cambiato molto, ho fatto nuove amicizie, nascevano i primi amori. Dentro la mia testa capivo che stavo crescendo e mi chiedevo se non avessi forse voglia o bisogno di fare altro. Mi allenavo già cinque volte alla settimana abitando a 50km dal campo, e non avevo tempo per uscire, per farmi un amico del cuore con cui studiare assieme il pomeriggio. Un giorno in macchina, parlando con mia mamma, che per inciso aveva lasciato il lavoro di assicuratrice per seguirmi nella mia avventura, le dissi che io sinceramente avrei voluto più tempo libero per me. E lì mia madre, senza pressioni, mi disse che dovevo ovviamente scegliere io con la mia testa ma di tenere presente che i sacrifici oggi portano sempre a qualcosa di buono domani. E aveva ragione. Non risposi niente sul momento, credo. Io non sono uno che parla molto, sono un tipo un po' chiuso, ma poi lavoro mentalmente sui consigli. E quello fu preziosissimo, mi ha portato dove sono oggi. Penso ai tanti compagni che venivano da fuori e, nelle piccole scelte di tutti i giorni, negli anni dei grandi dubbi, non hanno avuto la grandissima fortuna che ho avuto io di avere una famiglia così vicina e così presente. Fondamentale".
E cosè diventato Claudio Marchisio, un giocatore simbolo di questa Juve, un campione vero fatto in casa, e che da casa non vorrebbe muoversi più; per amore verso la sua città ("un posto magico che è migliorato tantissimo, dove c'è tutto ma che sa rispettare la voglia di tempo libero di un calciatore"), ma soprattutto per quella maglia bianconera che ha quasi preso il posto della sua pelle: "Il mio obiettivo è cercar di fare tutta la mia carriera alla Juve. Si parla di bandiere che non ci sono più, di calcio globale che cambia, di valori che si sarebbero persi. Io ho solo in mente di fare il numero più alto di presenze con questa maglia. Sarebbe il massimo per me: diventare una bandiera della Juve. Vorrei poter non andare più via. Del resto ho fatto solo un anno fuori, ad Empoli nel 2007/2008; non lo rimpiango perché mi ha fatto crescere tantissimo come uomo, ma se non ci fosse stato sarebbe stato perfetto".

Tre Giovanissimi Nazionali bianconeri in azzurro - Tre ragazzi del 1997, facenti parte dei Giovanissimi Nazionali bianconeri, allenati da Claudio Gabetta, sonos stati convocati dal tecnico della nazionale Under 16 per uno stage in programma dal 27 al 30 gennaio a Roma; si tratta di due attaccanti, Mattia Vitale e Luca Clemenza, e di un centrocampista, Filippo Romagna. Per quest'ultimo è le seconda bella soddisfazione in questi giorni, dopo che solo l'altroieri gli era toccato l'onore di leggere la Preghiera dei Fedeli durante la Commemorazione di Gianni Agnelli in Duomo, alternandosi con Maria Sole Agnelli, sorella dell'Avvocato.


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